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Editoriali Pubblicato il 27 aprile 2014

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Editoriali Attenti da ora a copiare da altri siti: sanzione immediata e senza processo

> Editoriali Pubblicato il 27 aprile 2014

Sanzioni immediate e veloci per chi copia e incolla o condivide testi, video o immagini prelevate da internet: non c’è più bisogno di fare una causa; la nuova procedura davanti all’Agcom diventa un vero e proprio processo “accelerato”.

Via breve, da oggi, per punire i “copioni” del web. Quanti operano condivisioni indiscriminate, con o senza la consapevolezza del carattere illecito di ciò, è bene che sappiano che, da oggi, “colpirli” diventerà molto più facile e immediato: sarà infatti sufficiente una segnalazione in via amministrativa, senza più bisogno della magistratura.

Sbaglia chi confida nell’impunità credendo che, per subire una sanzione, sia necessario che il titolare del copyright avvii una causa, cosa tutt’altro che probabile (almeno per le piccole violazioni) per via dei tempi e dei costi elevati.

Come detto, non c’è più bisogno di un processo, né di una denuncia alle autorità. Il tutto, oggi, passa per la nuova procedura “accelerata”, introdotta con il recente regolamento Agcom [1]. Una procedura, però, il cui utilizzo indiscriminato potrebbe incidere sulla libertà di espressione e informazione su internet.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta e cosa cambierà, da ora, per chi ha un sito, un blog o anche un profilo Facebook.

Innanzitutto non si deve pensare alla pirateria informatica come a un fenomeno legato solo alla musica, ai film o ai videogiochi. La “pirateria” – almeno nel significato che l’Agcom le vorrebbe attribuire – è qualsiasi forma di “copia incolla”, qualsiasi tipo di “prelievo non autorizzato” di contenuti digitali: siano essi testi, fotografie, clip video, poesie, vignette satiriche, news, recensioni cinematografiche, immagini divertenti, ecc.

Per esempio, è violazione del copyright condividere uno spezzone di una trasmissione tv sul proprio profilo Facebook o sul proprio blog; lo è anche il tweet con il link all’intervista di un politico trasmessa dal telegiornale. È lesione del diritto d’autore condividere l’immagine realizzata da un fotografo senza pagarne i relativi diritti. E, infine, è violazione del copyright anche ciò che molti siti fanno: aggregare le notizie estrapolate “qua e là” sulla rete, seppure indicando la fonte (almeno in assenza di autorizzazione da parte del titolare del diritto).

Insomma, qualsiasi materiale si trovi in rete, e sia caratterizzato da quella minima originalità (non sarebbe tale, per esempio, il testo di una legge, ma sicuramente lo sarebbe il testo di un articolo tratto da un quotidiano) è automaticamente protetto da copyright (o meglio, “diritto d’autore”). A tal fine non c’è bisogno (contrariamente ai luoghi comuni) che vengano riportati avvisi come la dicitura “© Riproduzione riservata” o sia avvenuta qualsivoglia registrazione (vedi alla SIAE). Al contrario, il diritto d’autore nasce già con la creazione dell’opera, come l’ombra nasce con un corpo. È una tutela automatica, prevista dalla legge per qualsiasi creazione dell’ingegno.

Questo vuol dire che l’autore del contenuto potrà pretendere dall’usurpatore, in qualsiasi momento, la rimozione della copia non autorizzata ed, eventualmente, il risarcimento del danno.

Sino ad oggi, però, il web è stato un terreno di facile razzia, specie per testi e immagini. Complice la comune consapevolezza dei costi e dei tempi di un’azione legale, nessuno si è mai dato pena, più di tanto, di scoraggiare le pratiche del “copia e incolla”, le condivisioni di immagini o di video. La magistratura, insomma, con le sue inefficiente e interminabili attese, è stata, anziché un disincentivo all’illecito, il vero e proprio volano.

Magari è anche vero che la presenza del tasto “condividi” ha creato confusione sull’esatto significato e portata della “condivisione” sul web. Ma, di fatto, pubblicare un contenuto in internet ha significato, sino ad oggi, almeno per l’opinione comune, “libero dominio”. Cosa tutt’altro che vera.

Ebbene, da oggi l’autore del contenuto potrà accedere a una via veloce e gratuita per colpire gli usurpatori. Infatti, basterà che questi segnali la violazione all’Agcom affinché quest’ultima – previa verifica dell’ammissibilità della richiesta – avvii un’istruttoria e proceda, all’esito, con la  punizione del colpevole. Addirittura, nei casi di infrazioni più gravi ed evidenti, dell’istruttoria si potrà anche fare a meno. In ogni caso, l’Agcom darà da 12 a 35 giorni di tempo (a seconda della gravità) per rimuovere volontariamente l’opera contestata.

Il tutto, quindi, passerà per una semplice procedura amministrativa, avviabile da casa, con un computer connesso alla rete. Insomma, non ci sarà bisogno di iniziare una causa, di anticipare costi, di attendere l’esito della sentenza, di chiedere l’intervento di un avvocato, di pagare i relativi onorari. Sarà sufficiente una semplice segnalazione all’autorità amministrativa la quale, poi, farà tutto da sé, senza bisogno di altro da parte del titolare del diritto leso. Il che, ovviamente, rende tutto molto più facile e immediato.

Ma quale sarà il pericolo, in caso di abuso di tale funzione, per la libertà di espressione? Impossibile dirlo, a poche settimane dal varo del nuovo regolamento. Lo dirà il tempo e la concreta pratica applicativa.

Per maggior informazioni su come denunciare una violazione leggi la nostra guida: “Come denunciare all’Acgom un sito per violazione del diritto d’autore”.

note

[1] Delibera n. 680/13/CONS.

Autore immagine: 123rf.com

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81 Commenti

  1. vabbè questa è follia, ad es. come si dimostra che quella “creazione” (foto, video, poesia, programma ecc.) l’ho fatta io e non l’ho copiata a mia volta da altri? Cazzate su cazzate, perché non si vuole risolvere davvero il problema.
    Risolverlo è semplice: +1 EURO/MESE SU TUTTI GLI ABBONAMENTI ADSL. Quanto fa al mese? 20 milioni? Si dividono percentualmente fra i download del mese. Io pagherei volentieri 1 euro/mese in più sulla mia connessione ADSL per potermi scaricare/copiare qualsiasi cosa, e credo che anche gli autori sarebbero ben felici di ricevere mensilmente un assegno sulla base del “gradimento” della loro opera.

  2. Posso copiare un testo integrale distribuito con licenza Creative Commons indicando la fonte senza chiedere permesso al autore?

  3. Penso che come è possibile che con tutte queste leggi che vietano si possa ancora chiamare democrazia e libertà di espressione la realtà che viviamo! Questo dimostra che la democrazia è la più feroce dittatura, perchè è subdola, meglio una dittatura dichiarata almeno in quel caso si è sinceri e si sa quelle cose non si possono dire o fare, invece questi ti dicono che si può fare tutto e dire tutto poi in realtà si può fare meno e dire meno che in tutti gli altri governi che sono stati definiti dittature………..

  4. ho avuto una causa di 5 anni contro 2 majors e una production company americane. Non sono uscito ne vittorioso ne sconfitto. Ma li ho visti sudare litri di articoli e leggi. Non penso sia cosi semplice attuare logiche come quelle descritte, soprattutto in un ambiente virtuale privo di morale e grondo solo di ego. I giornali ad esempio invitano a condividere i loro pezzi, gia questo è un elemento utile per vanificare il tutto. Io come autore sono copiatissimo, molti dei miei post me li ritrovo in formato cartolina in firma apocrifa, molti dei miei format me li sono visti realizzati sulle reti mediaset e rai. Questo articolo mi sembra alquanto bizzarro, almeno il contenuto trattato. Ho un gruppo segreto su facebook, gruppo dove si affrontano tematiche legate al cinema e alla televisione. Non più di 3 settimane fa ho scaricato da youtube due video da un canale ufficiale disney, dopo manco 2 minuti me li hanno cancellati, ma dopo un paio d’ore erano gia dove li avevo posizionati. Io rubacchio a destra e a sinistra ma senza strumentalizzare quel che propongo, ed è gia più che sufficiente per non entrare nel torto.

  5. La sentenza della causa C-466/12 pronunciata dalla Corte di Giustizia UE il 13 febbraio 2014 sconfessa questa delibera dell’AGCOM sia per quanto riguarda i link, sia i contenuti già pubblici e ripubblicati, se non protetti diversamente! L

  6. Buongiorno mi chiamo Giulia,vi ringrazio per questo esplicito chiarimento. Mi sono sempre chiesta infatti se fosse giusto o no copiare e incollare contenuti riservati ad altri siti. .senza specificarne il vero autore. In effetti non tutti sono “sinceri” e si “abrogano” diritti e meriti non propri.Posso condividere questo sul profilo twitter? Vorrei davvero che molti ne fossero a conoscenza. Grazie

  7. Ciao, molti siti d’informazione e blog hanno “aperto” il canale rss/feed/atom la dove è possibil con un aggregatore importare tuttii dati su un altro sito web. Non parliamo più di copia incolla dei contenuti, ma l’importazione dei contenuti rilasciata dalla fonte. In questo caso non penso che si violino i copyright, visto una volta importato il feed viene evidenziata la fonte e l’url di destinazione per una lettura completa. Grazie

  8. Gentile autore, quello che ha scritto mi permette di arrivare alla seguente conclusione: le tesi universitarie sono illegali, in quanto riportano parti di articoli o paragrafi di libri citandone ovviamente le fonti a pie di pagina. Se ho capito bene quello che ha scritto, ritengo che la mia riflessione non sia del tutto infondata. Mi sembra che si stia andando oltre la ragionevolezza e oltre al concetto di danno. I “copia e incolla” che permettono di evidenziare l’autore nonchè il link da cui è tratto un articolo, in tema di trasparenza e tracciabilità della fonte, non dovrebbero rientrare nell’illecito da lei citato. Conferma?

  9. 18 giugno 2016 Fausta
    se copiando un testo , per esempio una ricetta, ne modifico una parte e ne creo così una nuova, infrango il copyright?

  10. Mah, l’articolo in sé è scritto bene, ma si ferma alla sanzione “AGCOM”.
    Se si ricorre si può tranquillamnente dimostrare che citando la fonte dell’articolo completamente copiato si fa più pubblicità al sito che danno (risarcibile).
    Tanto che portali di notizie come il Corriere, copiaincollatissimi, invece di combattere questo fenomeno hanno preferito mettere i loro contenuti a pagamento superati tot minuti di lettura, significa che sanno che i chi copiaincolla porta loro lettori.
    Una fattispecie in cui potrebbe palesarsi la sanzione potrebbe essere Tizio che copia l’intero sito o quasi.
    Evidenzio anche che, trattandosi di una sanzione amministrativa, si paralizzerebbe comunque la giustizia perché o sanzioni tutti o non sanzioni nessuno e si va in desuetudine, cosa buona e giusta in questo caso.

  11. Perché non provate a colpire duramente i traditori giapponesi che hanno creato e usato i Pokémon a danno sia degli stessi che dei loro fan ed ex-fan, ovvero Game Freak Inc. gestita da Junichi Masuda, Satoshi Tajiri e loro scagnozzi, e perfino la Nintendo che se n’è fatta corrompere da quegli sporchi musi gialli in particolare?

  12. Quindi se ad esempio un ragazzo apre un blog su che ne so… fantacalcio e prende notizie su altri siti tipo gazzetta, ha commesso un reato?

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