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Editoriali Pubblicato il 27 aprile 2014

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Editoriali Attenti da ora a copiare da altri siti: sanzione immediata e senza processo

> Editoriali Pubblicato il 27 aprile 2014

Sanzioni immediate e veloci per chi copia e incolla o condivide testi, video o immagini prelevate da internet: non c’è più bisogno di fare una causa; la nuova procedura davanti all’Agcom diventa un vero e proprio processo “accelerato”.

Via breve, da oggi, per punire i “copioni” del web. Quanti operano condivisioni indiscriminate, con o senza la consapevolezza del carattere illecito di ciò, è bene che sappiano che, da oggi, “colpirli” diventerà molto più facile e immediato: sarà infatti sufficiente una segnalazione in via amministrativa, senza più bisogno della magistratura.

Sbaglia chi confida nell’impunità credendo che, per subire una sanzione, sia necessario che il titolare del copyright avvii una causa, cosa tutt’altro che probabile (almeno per le piccole violazioni) per via dei tempi e dei costi elevati.

Come detto, non c’è più bisogno di un processo, né di una denuncia alle autorità. Il tutto, oggi, passa per la nuova procedura “accelerata”, introdotta con il recente regolamento Agcom [1]. Una procedura, però, il cui utilizzo indiscriminato potrebbe incidere sulla libertà di espressione e informazione su internet.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta e cosa cambierà, da ora, per chi ha un sito, un blog o anche un profilo Facebook.

Innanzitutto non si deve pensare alla pirateria informatica come a un fenomeno legato solo alla musica, ai film o ai videogiochi. La “pirateria” – almeno nel significato che l’Agcom le vorrebbe attribuire – è qualsiasi forma di “copia incolla”, qualsiasi tipo di “prelievo non autorizzato” di contenuti digitali: siano essi testi, fotografie, clip video, poesie, vignette satiriche, news, recensioni cinematografiche, immagini divertenti, ecc.

Per esempio, è violazione del copyright condividere uno spezzone di una trasmissione tv sul proprio profilo Facebook o sul proprio blog; lo è anche il tweet con il link all’intervista di un politico trasmessa dal telegiornale. È lesione del diritto d’autore condividere l’immagine realizzata da un fotografo senza pagarne i relativi diritti. E, infine, è violazione del copyright anche ciò che molti siti fanno: aggregare le notizie estrapolate “qua e là” sulla rete, seppure indicando la fonte (almeno in assenza di autorizzazione da parte del titolare del diritto).

Insomma, qualsiasi materiale si trovi in rete, e sia caratterizzato da quella minima originalità (non sarebbe tale, per esempio, il testo di una legge, ma sicuramente lo sarebbe il testo di un articolo tratto da un quotidiano) è automaticamente protetto da copyright (o meglio, “diritto d’autore”). A tal fine non c’è bisogno (contrariamente ai luoghi comuni) che vengano riportati avvisi come la dicitura “© Riproduzione riservata” o sia avvenuta qualsivoglia registrazione (vedi alla SIAE). Al contrario, il diritto d’autore nasce già con la creazione dell’opera, come l’ombra nasce con un corpo. È una tutela automatica, prevista dalla legge per qualsiasi creazione dell’ingegno.

Questo vuol dire che l’autore del contenuto potrà pretendere dall’usurpatore, in qualsiasi momento, la rimozione della copia non autorizzata ed, eventualmente, il risarcimento del danno.

Sino ad oggi, però, il web è stato un terreno di facile razzia, specie per testi e immagini. Complice la comune consapevolezza dei costi e dei tempi di un’azione legale, nessuno si è mai dato pena, più di tanto, di scoraggiare le pratiche del “copia e incolla”, le condivisioni di immagini o di video. La magistratura, insomma, con le sue inefficiente e interminabili attese, è stata, anziché un disincentivo all’illecito, il vero e proprio volano.

Magari è anche vero che la presenza del tasto “condividi” ha creato confusione sull’esatto significato e portata della “condivisione” sul web. Ma, di fatto, pubblicare un contenuto in internet ha significato, sino ad oggi, almeno per l’opinione comune, “libero dominio”. Cosa tutt’altro che vera.

Ebbene, da oggi l’autore del contenuto potrà accedere a una via veloce e gratuita per colpire gli usurpatori. Infatti, basterà che questi segnali la violazione all’Agcom affinché quest’ultima – previa verifica dell’ammissibilità della richiesta – avvii un’istruttoria e proceda, all’esito, con la  punizione del colpevole. Addirittura, nei casi di infrazioni più gravi ed evidenti, dell’istruttoria si potrà anche fare a meno. In ogni caso, l’Agcom darà da 12 a 35 giorni di tempo (a seconda della gravità) per rimuovere volontariamente l’opera contestata.

Il tutto, quindi, passerà per una semplice procedura amministrativa, avviabile da casa, con un computer connesso alla rete. Insomma, non ci sarà bisogno di iniziare una causa, di anticipare costi, di attendere l’esito della sentenza, di chiedere l’intervento di un avvocato, di pagare i relativi onorari. Sarà sufficiente una semplice segnalazione all’autorità amministrativa la quale, poi, farà tutto da sé, senza bisogno di altro da parte del titolare del diritto leso. Il che, ovviamente, rende tutto molto più facile e immediato.

Ma quale sarà il pericolo, in caso di abuso di tale funzione, per la libertà di espressione? Impossibile dirlo, a poche settimane dal varo del nuovo regolamento. Lo dirà il tempo e la concreta pratica applicativa.

Per maggior informazioni su come denunciare una violazione leggi la nostra guida: “Come denunciare all’Acgom un sito per violazione del diritto d’autore”.

note

[1] Delibera n. 680/13/CONS.

Autore immagine: 123rf.com

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81 Commenti

Giuseppe

28 aprile 2014 alle 07:02

Quindi non posso condividere nemmeno questo articolo.

marina miggiano

28 aprile 2014 alle 08:39

e questo articolo, molto interessante, lo posso condividere?

Salvatore

28 aprile 2014 alle 10:24

il copyright lo comprendo e lo rispetto in pieno senza alcun problema riguardo a foto video o prodotti protetti e tutto quanto. Ma vorrei capire adesso se questa non e una limitazione del diritto di commentare sia positivamente che negativamente su un qualcosa che si legge. A cosa serve ad un sito di qualunque natura postare un qualcosa che non si puo ne condividere e ne commentare sia per apprezzare che per dissentire. Sembra piu una vera censura sul diritto di informazione, una soppressione della liberta di opinione . ripeto il copyright e da rispettare ma condividere e un qualcosa che e naturale visto che ce chi pubblica proprio per fare in modo che la gente legga sia l’ articolo condivisibile o criticabile e quindi esprimere una propria democratica opinione. Faccio un piccolo esempio: Voi qui avete postato questa norma , ora io cosa devo fare per farla leggere ad altri per informare, e cosi come in questo caso e per tutto cio che chiunque posta qualcosa. Credo lo fa chiaramente perche venga letto o postate solo per per hobby. io non posso copiare una foto o un video che e stato creato da altri senza consenso e qui ci siamo ma condividerlo per mostrare ad altri la bravura o il cattivo gusto devo per forza dare un link ad altri per farlo vedere o leggere. altrimenti diventa inutile anche per chi crea qualsiasi cosa pubblicarlo in internet. ma ci rendiamo conto che e una censura per niente democratica ? il copy right e tutt’altra cosa che evita a chiunque una copia ed un uso diverso da quello che il video o una qualunque cosa e stata creata ma la condivisione e rendere partecipi altri su un qualcosa che puo interessare a tutti altrimenti inutile che la si pubblichi. leggere un bell’articolo e non dare ad altri amici la gioia ed il piacere di farglielo vedere sembra una cosa senza senso. Io ora non condivido questo articolo perche non so se posso. Vorrei essere illuninato su questa legge che francamente reputo poco democratica , escluso ripeto il copy right che rispetto nella sua pienezza ma il condividere ed il commentare e un diritto lecito e democratico se fatto senza maleducazione, con rispetto e mai volgare o che offende direttamente una persona, se non si distorce o si fa un uso diverso per quello che e stato creata l’opera. Io adesso non condivido questo articolo, come faranno altri a poterlo leggere????
Buon Lavoro.

Redazione
Redazione

28 aprile 2014 alle 10:37

Innanzitutto grazie per i vostri commenti che ci danno la possibilità di chiarire un aspetto che – a quanto sembra – è ancora poco chiaro. Una cosa sono i pulsanti socials ossia i tasti “condividi”. Essi infatti consentono la condivisione del link e non del testo; per cui il lettore è riportato alla fonte originaria dell’articolo e quindi al giornale che ha pubblicato il testo. Un’altra cosa è il “copia e incolla”, con trascrizione integrale del testo in un altro dominio. In quest’ultimo caso si viola il diritto di “riproduzione” e, ovviamente, si commette l’illecito. Nel primo caso, invece, non c’è alcun illecito, tanto più che la presenza dei pulsanti “condividi” è stata disposta proprio dal titolare dei diritti (in questo caso, per esempio, l’articolo che avete appena letto).
Spero di essere stato chiaro. Se avete ancora dubbi, non esitate a rispondere su questo forum

giovanna la cava

28 aprile 2014 alle 11:59

io credo che comunque sia una limitazione io per esempio nelle mie pagine faccio solo copia incolla. riportando la fonte.. ma solo perchè ho scoperto negli anni che lo leggono meglio che in un blog.. e quindi se voglio mettere in evidenza un articolo un pensiero.. una qualsiasi cosa. lo faccio sempre direttamente con fonte a tergo…

giovanna la cava

28 aprile 2014 alle 12:00

e chiaro che non lo farò con questo articolo.. e non condividerò neanche … mi pare lampante che siete per la censura. del web

ida

28 aprile 2014 alle 14:06

Mi sembra chiaro che, con questa legge, i proprietari di blog, siti ecc.. si sono tagliati le cosiddette p… Contenti loro!

Gianluca

28 aprile 2014 alle 14:34

Dopo che in due mesi non è riuscita a ottenere il benchè minimo provvedimento nei confronti di bip che ha lasciato migliaia di utenti senza cellulare ne numero, mi immagino come farà rispettare regole e sanzioni….

Gianni

28 aprile 2014 alle 15:45

NELL’ARTOCOLO NON vi è citata la legge o la norma di quanto si afferma, posso averla? Grazie

Redazione
Redazione

28 aprile 2014 alle 15:59

Non si tratta di una legge, ma – come specificato – del regolamento AGCOM Delibera n. 680/13/CONS

Giovanni

28 aprile 2014 alle 15:46

Alla faccia della libertà! a vi rendete conto che il 25 aprile abbiamo festeggiato la festa della liberazione? Perché siamo forse liberi? Qui ci stanno togliendo giorno dopo giorno sempre più libertà! Siamo sotto la dittatura dello stato e delle istituzioni: possono metterti in galera senza dirti il perché, possono portarti via i figli senza dirti il perché, ecc. L’unica cosa che devi fare è pagare le tasse!

Antonio Leo

28 aprile 2014 alle 17:54

Ragazzi… a questo punto divento ricco… ho fotografato ul concerto di Beyoncè a Milano, lo scorso anno… mi hanno letteralmente rubato tutte le foto e le hanno pubblicate sotto altro nome… potrei procedere???

Michele

28 aprile 2014 alle 18:11

Quindi anche Google dato che lo spyder preleva dati e li riporta in parte sul suo sito ?

Paolo

28 aprile 2014 alle 18:23

per me si tratta di un altro espediente di ciucciare i soldi alla gente in generale, visto le lungaggini burocratiche esistenti in Italia e la non punibilità della maggior parte dei rei adesso bisogna prendersela con chi condivide ciò che viene pubblicato in rete. Penso però che come in tutte le cose se si evince un reato deve essere anche pubblicato a che pena si incorre con tutti i vari codicilli e leggi correlate, altrimenti il reato non può sussistere !!!

FMR

28 aprile 2014 alle 19:05

Oppure, chiedere preventivamente all’autore di testi/foto l’autorizzazione SCRITTA per l’utilizzo, specificandone le modalità di fruizione, a meno che il materiale non sia sotto una licenza che ne permette l’utilizzo. Anche se non sono d’accordo con la trasformazione dell’AGCOM in web-sceriffo, la troppa libertà spesso è diventata arbitrio, ed adesso tutti dobbiamo subire la reazione alle intemperanze ed alle inciviltà dei “razziatori”

Stefano

28 aprile 2014 alle 20:19

ed un regolamento agcom può avere tale forza senza concedere una possibilità di contraddittorio come garantito anche dalla nostra Costituzione?

Redazione
Redazione

28 aprile 2014 alle 20:20

Stefano, hai centrato il problema. Infatti, attualmente è stato presentato un ricorso al TAR contro il regolamento. I dubbi sono quelli di una netta incostituzionalità. Di fatto, però, il regolamento è attualmente valido. Di questo ho parlato molto spesso in questo portale (avv. Angelo Greco)

Federico

28 aprile 2014 alle 20:21

La rete non dovrebbe avere limitazione alcuna!
E’ l’unica cosa che ci resta in questo mondo permeato di leggi, regolamenti, codici, e roba simile…..
Per cui invito tutti ad una sana e civile protesta nei confronti di questi pseudorgani legislativi che per non si sa quale LOGICO motivo, emettono proclami simili.
Basta con le limitazioni sotto la ridicola scusa della privacy.
Dottor Federico D’orto

walter

28 aprile 2014 alle 20:25

ma un articolo che viene pubblicato su un sito o su un blog dove esistono i tasti dei social network finalizzati alla condivisione, si può condividere? In caso contrario a cosa servirebbero i tasti per la condivisione?

Teresa Camisi

28 aprile 2014 alle 21:27

riportare la fonte viola un copyright?
E se ogni volta che volessimo riportare un’immagine, nota, editata, ma riportata
da qualcuno in un sito, si violerebbe il diritto d’autore primo, e quindi chi ha pubblicato una fonte ediditata, é lui la persona che sta facendo l’abuso, anche citando la fonte?
Mi si spiega questa strana contorsione interpretativa del tema?
Mettiamo che abbia utilizzato un testo originale di cui esiste una copia liberamente scaricabile su google books, cosa dovrei fare?
Se si cita la provenienza dei testi, non capisco in che modo si leda il diritto di autore.
Si vuole avere l’autorizzazioe diretta a citare il documento pagando l’autore?
Se questo serve alla ricerca, mi sa che la ricerca andrà molto lentamente.

Teresa Camisi

28 aprile 2014 alle 21:38

se l’autore é morto? il testo non più editato da allora, rintracci i parenti per farti dare l’autorizzazione?

Teresa Campisi

28 aprile 2014 alle 21:39

cerchiamo di capire quanto sia folle questa norma

roberto

28 aprile 2014 alle 21:40

mi sembra una grande studidaggine, visto che la tecnologia permette al proprietario dell’opera di renderla non “copiabile” e quindi evitare di esporre gli ignari ad una vessazione di questo tipo. Se uno non vuole che gli si copino le opere le renda indisponibili al copia. E’ semplice.

Teresa Campisi

28 aprile 2014 alle 21:43

chi mette immagini e contenuti sul web spesso li copia o scanerriza da testi o da altre fonti. Quindi chi utilizza le fonti web dovrebbe rivalersi, dalle ffonti che web che hanno illecitamete messo in rete, fonti protette da copyright.

Stefan Danov

29 aprile 2014 alle 01:00

Solo il Copyright funziona così, come lo è anche questo articolo, mentre i blog di solito sono in copyleft. Questo articolo è utile per chi ha troppi soldi e ne vuole ancora di più, per la gente comune esiste il Creative COMMONS (il maiuscolo non è a caso)

Matteo

29 aprile 2014 alle 01:02

guai a chi condividerà il mio parere al riguardo: è una grandissima cagata… che nasce solamente perché i movimenti che si sviluppano online finiranno per eclissare la classe politica… quindi vogliono segare in anticipo… brutte merde !!!

Gabriele Martelli

29 aprile 2014 alle 10:44

Scusate, si parla nell esempio che condividere il link , con un tweet, diventa reato. Potreste chiarire? E quale differenza ci sarebbe nel copiare il link che punta direttamente all articolo di un giornale online con un tweet o con facebook o altro social? Alla fine postare URL dell articolo non vedo motivo di reato o sbaglio? Questo è quello che ho compreso dall esempio

Marina

29 aprile 2014 alle 11:56

Se questa regola dovesse perdurare, mi domando quanto sarà difficile redare, ad esempio, la relazione per un convegno con le consuete citazioni e fonti che, a livello accademico, aumentano la validità del contenuto successivamente pubblicabile.

Anonymous

29 aprile 2014 alle 13:31

perché e stata fatta questa legge ? beh perché dobbiamo essere ancora più oppressi di quanto già non siamo in modo tale che la verità non venga condivisa ad esempio su Facebook cosi che tutti i lettori capiscano quanta cattiveria e crudeltà esista nel mondo bella legge bravissimi facciamo cosi fate una legge dove dite che ogni cosa deve essere prima chiesta allo stato no ? già dobbiamo dichiarare quanti soldi abbiamo tasse sulla casa il canone perché loro ce le pagano no ? adesso non si può neanche condividere allora tra un mese dovremmo dichiarare anche quanta cacca facciamo no ?

Daniele

29 aprile 2014 alle 13:48

Chiarissimo il copia e incolla, per testo e immagini, ma se metto un link di un video pubblicato su youtube con licenza standard, e ne cito la fonte infragerò la norma?

ARMANDO

29 aprile 2014 alle 13:49

In realtà, il “copyright” non è – per la nostra legislazione – uno stato che si “acquisti” compiendo una qualche registrazione, iscrizione o procedura burocratica.
Non si deve fare assolutamente nulla di particolare: non occorre depositare le fotografie, non occorre essere iscritti ad alcun elenco specifico per essere considerati “autori” di un’immagine. Semplicemente, occorre averla fatta. Fino a prova contraria, chi si dichiara autore di un’immagine nei suoi usi pubblici, è considerato autore della stessa.
E’ evidente che il meccanismo si autoconfina: se qualcuno si dichiarasse autore senza esserlo, il vero “padre” di quell’opera potrebbe contestare la veridicità della sua affermazione, perchè sarebbe (solitamente è così) in possesso di originali, o files sorgenti o comunque elementi che hanno portato alla cfreazione dell’immagine, che – invece – non possono essere in possesso di altri.
La legge che protegge le opere fotografiche e quelle assimiliabili – perchè ottenute con procedimenti analoghi – è la legge 633/41, e le successive modifiche.
Per ottenere che l’immagine sia protetta ai sensi della legge 633/41, basta accompagnare l’immagine fotografica (o simile) con il nome e cognome dell’autore e l’anno di produzione.
In questo senso, molto meglio – e non solo ai fini legali, ma anche in relazione alla quota abilità dell’opera – il certificato di autenticità di cui si parla nell’apposita sezione.

Fabio Berti

29 aprile 2014 alle 14:25

Condivido la procedura e sono contento che si faccia qualcosa per il diritto d’autore soprattutto per tutelare i “piccoli autori” come il sottoscritto.
La procedura vale anche per segnalare siti stranieri che utilizzano materiale coperto dal diritto d’autore?
PS: l’autore dell’immagine che state utilizzando in questa pagina non è 123rf.com ma Natalia Lukiyanova per 123rf.com

Veronica

29 aprile 2014 alle 14:54

Ecco un altra cosa che non ci da più nella liberta ne il piacere di avere e scrivere il nostro blog.Io scarico spesso immagini dal web per i miei vari articoli e allora che faccio , sono diventata un delinquente ? Io ho scritto specificatamente sul mio blog : ” Alcune immagini pubblicate sono tratte da Internet: qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore dello spazio che provvederà alla loro pronta rimozione”
Insomma mia figlia a il suo blog e a lei paice mettere le immagini che trova su internet dei suoi cantanti ,cartoni ecc preferiti e che siamo delinquenti ???? Questa è un altra legge assurda e inutile andate a combattere per cose vere e che abbiamo senso per noi Italiani.

Francesco Mazzetta

29 aprile 2014 alle 15:15

Riportato nel testo dell’articolo: “è violazione del copyright […] il tweet con il link all’intervista di un politico trasmessa dal telegiornale” mentre in una risposta la redazione afferma: “Una cosa sono i pulsanti socials ossia i tasti “condividi”. Essi infatti consentono la condivisione del link e non del testo; per cui il lettore è riportato alla fonte originaria dell’articolo e quindi al giornale che ha pubblicato il testo. Un’altra cosa è il “copia e incolla”, con trascrizione integrale del testo in un altro dominio”. Non vi sembra di scrivere cose contraddittorie anche ad un semplice profano?

ARMANDO

29 aprile 2014 alle 16:58

Andrebbe fatta chiarezza sulla problematica per evitare che si incappa in trappole o tranelli che speculatori abilmente potrebbero mettere in atto, all’insaputa dei cybernauti. Chi vuole tutelare il proprio diritto sulle opere o articoli che pubblica, dovrebbe evidenziare la dicitura: © riproduzione riservata, così facendo uno può consapevolmente decidere se o no , prelevare l’articolo o l’ immagine dal web.

Francesco Mazzetta

29 aprile 2014 alle 18:08

Dato che ne stiamo discutendo su facebook tra bibliotecari pongo anche il seguente problema: come giudicare il meccanismo dell'”embedding”. Cioè se io sul mio blog faccio un’embed ad esempio di un video da Youtube o di un’immagine da un’altro sito li sto linkando o li sto ripubblicando?

paolo calandra

29 aprile 2014 alle 20:37

Secondo me è palese violazione del copyright tutti gli articoli virali che repubblica, il corriere e compagnia bella, pubblicano ogni santo giorno traducendo parola per parola (senza il minimo sforzo creativo) dai vari blog virali più conosciuti (come boredpanda o viralnova). Da domani parto con le denunce all’agcom perchè io che tengo un blog mi sono francamente rotto le palle di sforzarmi tutti i giorni a scrivere cose interesanti, mentre i “colossi” fottono alla grande contenuti già fatti e performanti. E grazie al c***o così divento ricco in 10 giorni.

Massimo Vologni

30 aprile 2014 alle 09:55

Grazie mille per l’articolo, mi sorgono due domande:
1) Se una persona usando strumenti di video grabbing (cattura video) pubblica un contenuto, ad esempio un intervista, in violazione dei diritti d’autore su Youtube, io che pubblico un link a tale contenuto dal mio blog o dal mio profilo Facebook sono a mia volta sanzionabile ? Visto poi che la rimozione del contenuto dalla fonte originale ha effetto di annullare (rendere inefficaci anche le condivisioni effettuate).
2) Se un giornale online, o un blog, espongono un feed RSS (open-free), io che lo uso per rilanciare le notizie di quella fonte sul mio blog, per uso non commerciale e mantenendo il link alla fonte titolare dei copy sto violando i diritti ai sensi del regolamento AGcom ?
Scusate ma ho l’impressione che per l’ennesima volta questa legge sia stata fatta da qualcuno che non ha piena cognizione di tutti gli strumenti tecnologici oggi presenti su internet, forse invece di fare regolamente ‘a capocchia’ sarebbe bastato prendere il regolamento vigente negli USA che mi sembra molto più attinente ed efficace.
Ad esempio, provate a fare copia ed incolla dal sito de Il sole 24 ore, nel brano copiato vi troverete incluso il codice ed il link della fonte (se lo cancellate prima di pubblicare violate i diritti, ma se lo mantenete, a mio personale parere è una azione perfettamente legittima).

Pinco

30 aprile 2014 alle 10:46

per capirsi : aver messo su questo articolo il link alla pagina internet dell’AGCOm che spiega la legge è quindi violazione della legge stessa 🙂

Omar

30 aprile 2014 alle 11:24

E nel caso del diritto di citazione in caso di analisi, rassegne organizzate o illustrazioni di discorsi (art. 70 Legge diritto d’autore e art. 10 della Convenzione di Berna)?

Cuochepercaso

30 aprile 2014 alle 12:11

Bene!Finalmente ! Trovare la propria foto messa su blog (con tanto di firma) e protestare e sentirsi dire che la suddetta foto è nel web e perciò di dominio ”pubblico” non è piacevole per nulla.
Diverso sarebbe stato un link collegamento al mio sito; non si sarebbe violato nulla.Ma vedere la propria opera su ben 2 siti esterni e con logo cancellato mi ha fatto ben rizzare i capelli in testa.

Alessandra Barbone

30 aprile 2014 alle 13:26

Mi sono permessa di condividere questo articolo sul mio profilo Facebook perchè è giusto che si conosca tutto questo…spero per questo di non essere perseguita dagli autori di questo articolo!

Redazione
Redazione

30 aprile 2014 alle 19:06

@Alessandra: la condivisione sui profili Facebook è consentita. La presenza dei pulsanti “social” è proprio rivolta a questo

Edoardo

30 aprile 2014 alle 15:57

Ma questo vale anche se non c’è lucro o fine di lucro? Grazie

Redazione
Redazione

30 aprile 2014 alle 19:05

@Edoardo: si.

Roby

30 aprile 2014 alle 22:52

Se io scrivo qualcosa VOGLIO che venga condivisa, ovviamente chi la condivide non deve dire: “l’ho scritta io”, mette il link e punto.
Anche per le foto, ci sono fotografi che ti lasciano scaricare le foto a bassa risoluzione dai loro siti è un modo per far circolare i contenuti. Secondo me a chi ha fatto questa legge non gliene frega niente del diritto d’autore. Lo fanno per facilitare la censura, basta una segnalazione e ti mettono il bavaglio.

Bruno

1 maggio 2014 alle 08:48

Nel post è scritto che “anche il tweet con il link all’intervista di un politico trasmessa dal telegiornale” è violazione del copyright, ma nelle risposte ai commenti dite il contrario, qual è quella giusta?

enzo

1 maggio 2014 alle 12:14

Se il link all’articolo non è reato, si può fare copia incolla dell’articolo e mettere tutto quanto come link all’originale.
Quindi, non copio l’articolo ma faccio comprendere a chi seguirà il link di cosa si tratta.

tizeta

1 maggio 2014 alle 18:26

Sembra sempre più somigliante alle leggi fascistissime. Mi sento sempre più scoraggiato dal continuare ad aggiornare il mio blog. Io riporto frasi o pezzi di articoli, riportando nel mio blog anche i link (o in una parola, o scrivendo la dicitura (FONTE: …) ). E ora uno può venire a dirmi “quello è il mio articolo”? Ma non vedi? Sei cieco? Ho riportato la fonte!
A volte riporto dagli articoli intere frasi perché non so spiegarle in altro modo. E’ reato anche quello? E cosa rischio? L’oscuramento del blog?!

luciano

3 maggio 2014 alle 00:22

non sono un fotografo professionista,faccio foto per passione,circa 2 anni fa o creato un gruppo ( mercati generali spariti via ostiense roma ) ci sono oltre 900 foto il 90% sono fatte da me,foto di un certo interesse anche storico,ma per come la penso io di dominio publico,certo vedere il mio nome sotto ogni foto mi farebbe piacere,ma nome o fonte non fa nulla io le publico solo per far conoscere il tipo di lavoro che riguardava il mercato chiamato da molti mercati generali di roma,qulturalmente a mio avviso di un certo interesse,grazie per l”attenzione.

Deborah Gutowitz

3 maggio 2014 alle 11:14

Se io volesse condividere questo articolo su facebook, quale procedura dovrei seguire per non rischiare?

Redazione
Redazione

3 maggio 2014 alle 19:02

@Deborah: basta che clicchi sul tasto CONDIVIDI e selezioni il social network di tua preferenza. Diversamente puoi copiare-e-incollare l’url dell’articolo.

PIETRO SANTORO

27 giugno 2014 alle 17:30

Internet è una rete: è nata “libera” e non può essere “imbrigliata” senza venire distrutta. In Internet qualcuno scrive e condivide il proprio pensiero “a suo rischio e pericolo”… ed è questa la sua forza fondamentale.
Sono venuto a conoscenza di questo articolo tramite un link di condivisione, concettualmente è esattamente un copia-incolla, quindi illecitamente. Fate Vobis…
Nasce un nuovo mestiere: il Sito Oscuro… guai ad incapparci dentro, leggere e diffondere cosa ci sta scritto sopra… il suo autore non attende altro per arricchirsi.

Barbara Bedini

28 giugno 2014 alle 22:07

Bravo Pietro Santoro: completamente d’accordo con te!

sauro presenzini

29 giugno 2014 alle 15:05

Se io creo quello che la normativa definisce un’opera dell’ingegno e/o dell’intelletto. una foto, una poesia, un’articolo, un video clip ecc. ma saranno o no, affari miei se io voglio, pretendo che questa cosa abbia la massima diffusione e voglio che venga veicolata nel mondo conosciuto…e anche oltre!!? Vorrà dire che internet si dividerà in opere “libere da censura” per espressa volontà dell’autore sia per quanto riguarda i social network e relativo corollario e di chi ne fa uso e opere protette dove si accede previo “pagamento di tangente” ovvero Siae e qual è la novità rispetto ad oggi?. Spero sia quindi però libero di creare e donare liberamente la fruibilità di quel che faccio e condividerlo con chi voglio nei siti liberi….sarà poi il “mercato” ovvero l’utente a decidere quali siti frequentare e conferirgli appetibilità e successo (leggasi pubblicità)….voi cosa credete che accada, nonostante AGcom!? che sia chiaro non è il male di tutto, ma non credo sia al passo con i tempi, tentando di arginare (censurare non si dice, si trovano modi, forme, artifizi lessicali, per edulcorare una parola dura, ostile) con le mani, un elemento talmente fluido e impalpabile che sarà come voler pescare acqua… con un retino per farfalle!! Semplicemente auguri di successo!

Massimo Alberti

13 agosto 2014 alle 20:51

ma che vada a cagare !

xJuStInJuStIcEx

30 agosto 2014 alle 22:49

Inutile fare sarcasmo gratuito e per di più stupido. Si può condividere tutto, perché con la condivisione resta disponibile la fonte. Non si può copiare e incollare, perché così ci si appropriata del contenuto escludendo la fonte alla conoscenza di tutti coloro che leggeranno.
Quindi condividete pure, anzi fatelo a più non posso!
E se mai coperte un testo da una fonte non digitale, o coperte solo una parte di quella digitale, almeno abbiate la decenza di non far finta che sia farina del vostro sacco, ma CITATE LA FONTE!

Andrea Murgia

2 settembre 2014 alle 00:00

L’AgCom? Con Bip ci ho rimesso 600 euro di credito acquistato!

anna storaci

3 settembre 2014 alle 10:43

Non sono né un avvocato né una persona competente! Sono semplicemente un’utente “agée” che usa il web per essere informata su una miriade di argomenti, sono iscritta anche a FB dove, ovviamente, commento e condivido ciò che mi garba di più! Continuerò a farlo perché ritengo di non fare nulla di male!

alb paav

18 ottobre 2014 alle 19:19

una cosa è condividere con facebook un link e qualche riga, altra cosa è copiare un intero articolo pur inserendo un link….C’è qualcuno che con questi giochetti ci guadagna pure un sacco di soldi e lo fa pure su scala industriale…Accade pure che chi ha scritto gli articoli originali-senza saperne niente- magari cambia url o chiude il sito…e tanti testi restano in capo alle copisterie .Insomma con il passare del tempo è un bel ladrocinio. In tutti i casi la stessa legge (art. 70) consente alcune cose (citazioni di brani, riassunti ecc.) purchè non abbia finalità lucrative. ll fatto è che molti sono pigri e preferiscono usare il mouse…

Vincenzo C.

22 ottobre 2014 alle 14:34

Salve vorrei fare un esempio pratico, mettendo su un blog o su un sito un tasto o magari 4-5 riga di un articolo e poi il tasto che va al sito e/o all’articolo originale è un abuso?

Cesidio Di Luzio

1 novembre 2014 alle 17:40

io invece penso che queste norme, come quelle sulla cosiddetta privacy siano costitute per ridurre la circolazione delle informazioni, dato che l informazione e’ il maggiore nemico dei poteri prevaricativi. se le informazioni non possono essere rilanciate, in pratica non esistono. altra cosa naturalmente e’ l uso commerciale o a nome diverso di un’opera, oppure la pubblicazione di immagini destinate chiaramente ad uso privato.

walter valsecchi

18 novembre 2014 alle 10:21

buon giorno volevo sapere se copio un ‘articolo di un giornale e lo scannarizzo su una pagina di un gruppo di facebook (esempio sei di……)posso farlo?su questo articolo non c’e’ il nome del giornalista ma solo riproduzione riservata,,,grazie

walter valsecchi

alessandro gaspari

2 marzo 2015 alle 22:13

Buongiorno
è possibile per l’autore di un articolo pubblicarlo in più testate? Senza alcuna modifica?

Paolo Rozzi

8 giugno 2015 alle 18:59

Mi diletto di cucina (no, continuate a leggere, non sto andando fuori tema) e spesso mi capita di cercare una ricetta su internet. Ora, cercare una ricetta su internet significa, per quanto mi riguarda, cercare più versioni diverse della stessa ricetta ed integrare quello che trovo per mettermi al sicuro da errori di dosi, inesattezze varie e così via. Peccato che, quando si cerca una ricetta su internet, spesso si trovi lo stesso testo (identico) in decine di siti diversi. Questa non è libertà, è plagio, giustificato solo dal fatto che tenere un blog di cucina significa, quando si hanno molti lettori, guadagnare qualche lira e, magari, avere degli sponsor che forniscono ingredienti ed attrezzature gratis.
Dal mio punto di vista di utente, invece, è una grande perdita di tempo. Ora, se la gente pubblicasse solo cose originali…sarebbe una gran bella cosa no?
Poi, chiaro, se si vuole si può citare, ma a ragione, non copiando.
Paolo

Fabrizio Tomaciello

20 giugno 2015 alle 13:42

..allora se qualcuno utilizza delle foto copiate dal mio profilo facebook, senza autorizzazione alcuna per fini personali o legali, lo posso denunciare??

Patrick

3 luglio 2015 alle 14:16

vabbè questa è follia, ad es. come si dimostra che quella “creazione” (foto, video, poesia, programma ecc.) l’ho fatta io e non l’ho copiata a mia volta da altri? Cazzate su cazzate, perché non si vuole risolvere davvero il problema.
Risolverlo è semplice: +1 EURO/MESE SU TUTTI GLI ABBONAMENTI ADSL. Quanto fa al mese? 20 milioni? Si dividono percentualmente fra i download del mese. Io pagherei volentieri 1 euro/mese in più sulla mia connessione ADSL per potermi scaricare/copiare qualsiasi cosa, e credo che anche gli autori sarebbero ben felici di ricevere mensilmente un assegno sulla base del “gradimento” della loro opera.

cristian

21 ottobre 2015 alle 20:11

Posso copiare un testo integrale distribuito con licenza Creative Commons indicando la fonte senza chiedere permesso al autore?

Simone Donati

4 novembre 2015 alle 03:28

Penso che come è possibile che con tutte queste leggi che vietano si possa ancora chiamare democrazia e libertà di espressione la realtà che viviamo! Questo dimostra che la democrazia è la più feroce dittatura, perchè è subdola, meglio una dittatura dichiarata almeno in quel caso si è sinceri e si sa quelle cose non si possono dire o fare, invece questi ti dicono che si può fare tutto e dire tutto poi in realtà si può fare meno e dire meno che in tutti gli altri governi che sono stati definiti dittature………..

Egidio mazzuoli

15 gennaio 2016 alle 13:51

la censura si può applicare in molte forme…

Pinco Pallo

23 gennaio 2016 alle 04:20

ho avuto una causa di 5 anni contro 2 majors e una production company americane. Non sono uscito ne vittorioso ne sconfitto. Ma li ho visti sudare litri di articoli e leggi. Non penso sia cosi semplice attuare logiche come quelle descritte, soprattutto in un ambiente virtuale privo di morale e grondo solo di ego. I giornali ad esempio invitano a condividere i loro pezzi, gia questo è un elemento utile per vanificare il tutto. Io come autore sono copiatissimo, molti dei miei post me li ritrovo in formato cartolina in firma apocrifa, molti dei miei format me li sono visti realizzati sulle reti mediaset e rai. Questo articolo mi sembra alquanto bizzarro, almeno il contenuto trattato. Ho un gruppo segreto su facebook, gruppo dove si affrontano tematiche legate al cinema e alla televisione. Non più di 3 settimane fa ho scaricato da youtube due video da un canale ufficiale disney, dopo manco 2 minuti me li hanno cancellati, ma dopo un paio d’ore erano gia dove li avevo posizionati. Io rubacchio a destra e a sinistra ma senza strumentalizzare quel che propongo, ed è gia più che sufficiente per non entrare nel torto.

Michele Esposito

2 marzo 2016 alle 12:12

La sentenza della causa C-466/12 pronunciata dalla Corte di Giustizia UE il 13 febbraio 2014 sconfessa questa delibera dell’AGCOM sia per quanto riguarda i link, sia i contenuti già pubblici e ripubblicati, se non protetti diversamente! L

Giulia Naitana

17 marzo 2016 alle 10:49

Buongiorno mi chiamo Giulia,vi ringrazio per questo esplicito chiarimento. Mi sono sempre chiesta infatti se fosse giusto o no copiare e incollare contenuti riservati ad altri siti. .senza specificarne il vero autore. In effetti non tutti sono “sinceri” e si “abrogano” diritti e meriti non propri.Posso condividere questo sul profilo twitter? Vorrei davvero che molti ne fossero a conoscenza. Grazie

PIERO MELONI

21 marzo 2016 alle 15:36

Ciao, molti siti d’informazione e blog hanno “aperto” il canale rss/feed/atom la dove è possibil con un aggregatore importare tuttii dati su un altro sito web. Non parliamo più di copia incolla dei contenuti, ma l’importazione dei contenuti rilasciata dalla fonte. In questo caso non penso che si violino i copyright, visto una volta importato il feed viene evidenziata la fonte e l’url di destinazione per una lettura completa. Grazie

Paolo Calabrese

14 maggio 2016 alle 11:06

Gentile autore, quello che ha scritto mi permette di arrivare alla seguente conclusione: le tesi universitarie sono illegali, in quanto riportano parti di articoli o paragrafi di libri citandone ovviamente le fonti a pie di pagina. Se ho capito bene quello che ha scritto, ritengo che la mia riflessione non sia del tutto infondata. Mi sembra che si stia andando oltre la ragionevolezza e oltre al concetto di danno. I “copia e incolla” che permettono di evidenziare l’autore nonchè il link da cui è tratto un articolo, in tema di trasparenza e tracciabilità della fonte, non dovrebbero rientrare nell’illecito da lei citato. Conferma?

Fausta Zappa

18 giugno 2016 alle 15:30

18 giugno 2016 Fausta
se copiando un testo , per esempio una ricetta, ne modifico una parte e ne creo così una nuova, infrango il copyright?

Stella

23 settembre 2016 alle 19:20

Mah, l’articolo in sé è scritto bene, ma si ferma alla sanzione “AGCOM”.
Se si ricorre si può tranquillamnente dimostrare che citando la fonte dell’articolo completamente copiato si fa più pubblicità al sito che danno (risarcibile).
Tanto che portali di notizie come il Corriere, copiaincollatissimi, invece di combattere questo fenomeno hanno preferito mettere i loro contenuti a pagamento superati tot minuti di lettura, significa che sanno che i chi copiaincolla porta loro lettori.
Una fattispecie in cui potrebbe palesarsi la sanzione potrebbe essere Tizio che copia l’intero sito o quasi.
Evidenzio anche che, trattandosi di una sanzione amministrativa, si paralizzerebbe comunque la giustizia perché o sanzioni tutti o non sanzioni nessuno e si va in desuetudine, cosa buona e giusta in questo caso.

Vaffanculo Game Freak Inc!!!

3 ottobre 2016 alle 13:06

Perché non provate a colpire duramente i traditori giapponesi che hanno creato e usato i Pokémon a danno sia degli stessi che dei loro fan ed ex-fan, ovvero Game Freak Inc. gestita da Junichi Masuda, Satoshi Tajiri e loro scagnozzi, e perfino la Nintendo che se n’è fatta corrompere da quegli sporchi musi gialli in particolare?

emifhjhsbf

22 novembre 2016 alle 20:46

Andate a dare via il…………………………

ALBERTO

20 gennaio 2017 alle 11:16

Quindi se ad esempio un ragazzo apre un blog su che ne so… fantacalcio e prende notizie su altri siti tipo gazzetta, ha commesso un reato?

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