Attenti da ora a copiare da altri siti: sanzione immediata e senza processo
Editoriali
27 apr 2014
 
L'autore
 

Formato all'università L.U.I.S.S. di Roma, attualmente esercita la professione di avvocato a Cosenza. Già collaboratore presso l'Università della Calabr [...]

 

Attenti da ora a copiare da altri siti: sanzione immediata e senza processo

Sanzioni immediate e veloci per chi copia e incolla o condivide testi, video o immagini prelevate da internet: non c’è più bisogno di fare una causa; la nuova procedura davanti all’Agcom diventa un vero e proprio processo “accelerato”.

 

Via breve, da oggi, per punire i “copioni” del web. Quanti operano condivisioni indiscriminate, con o senza la consapevolezza del carattere illecito di ciò, è bene che sappiano che, da oggi, “colpirli” diventerà molto più facile e immediato: sarà infatti sufficiente una segnalazione in via amministrativa, senza più bisogno della magistratura.

 

Sbaglia chi confida nell’impunità credendo che, per subire una sanzione, sia necessario che il titolare del copyright avvii una causa, cosa tutt’altro che probabile (almeno per le piccole violazioni) per via dei tempi e dei costi elevati.

 

Come detto, non c’è più bisogno di un processo, né di una denuncia alle autorità. Il tutto, oggi, passa per la nuova procedura “accelerata”, introdotta con il recente regolamento Agcom [1]. Una procedura, però, il cui utilizzo indiscriminato potrebbe incidere sulla libertà di espressione e informazione su internet.

 

Ma vediamo meglio di cosa si tratta e cosa cambierà, da ora, per chi ha un sito, un blog o anche un profilo Facebook.

 

Innanzitutto non si deve pensare alla pirateria informatica come a un fenomeno legato solo alla musica, ai film o ai videogiochi. La “pirateria” – almeno nel significato che l’Agcom le vorrebbe attribuire – è qualsiasi forma di “copia incolla”, qualsiasi tipo di “prelievo non autorizzato” di contenuti digitali: siano essi testi, fotografie, clip video, poesie, vignette satiriche, news, recensioni cinematografiche, immagini divertenti, ecc.

 

Per esempio, è violazione del copyright condividere uno spezzone di una trasmissione tv sul proprio profilo Facebook o sul proprio blog; lo è anche il tweet con il link all’intervista di un politico trasmessa dal telegiornale. È lesione del diritto d’autore condividere l’immagine realizzata da un fotografo senza pagarne i relativi diritti. E, infine, è violazione del copyright anche ciò che molti siti fanno: aggregare le notizie estrapolate “qua e là” sulla rete, seppure indicando la fonte (almeno in assenza di autorizzazione da parte del titolare del diritto).

 

Insomma, qualsiasi materiale si trovi in rete, e sia caratterizzato da quella minima originalità (non sarebbe tale, per esempio, il testo di una legge, ma sicuramente lo sarebbe il testo di un articolo tratto da un quotidiano) è automaticamente protetto da copyright (o meglio, “diritto d’autore”). A tal fine non c’è bisogno (contrariamente ai luoghi comuni) che vengano riportati avvisi come la dicitura “© Riproduzione riservata” o sia avvenuta qualsivoglia registrazione (vedi alla SIAE). Al contrario, il diritto d’autore nasce già con la creazione dell’opera, come l’ombra nasce con un corpo. È una tutela automatica, prevista dalla legge per qualsiasi creazione dell’ingegno.

 

Questo vuol dire che l’autore del contenuto potrà pretendere dall’usurpatore, in qualsiasi momento, la rimozione della copia non autorizzata ed, eventualmente, il risarcimento del danno.

 

Sino ad oggi, però, il web è stato un terreno di facile razzia, specie per testi e immagini. Complice la comune consapevolezza dei costi e dei tempi di un’azione legale, nessuno si è mai dato pena, più di tanto, di scoraggiare le pratiche del “copia e incolla”, le condivisioni di immagini o di video. La magistratura, insomma, con le sue inefficiente e interminabili attese, è stata, anziché un disincentivo all’illecito, il vero e proprio volano.

 

Magari è anche vero che la presenza del tasto “condividi” ha creato confusione sull’esatto significato e portata della “condivisione” sul web. Ma, di fatto, pubblicare un contenuto in internet ha significato, sino ad oggi, almeno per l’opinione comune, “libero dominio”. Cosa tutt’altro che vera.

 

Ebbene, da oggi l’autore del contenuto potrà accedere a una via veloce e gratuita per colpire gli usurpatori. Infatti, basterà che questi segnali la violazione all’Agcom affinché quest’ultima – previa verifica dell’ammissibilità della richiesta – avvii un’istruttoria e proceda, all’esito, con la  punizione del colpevole. Addirittura, nei casi di infrazioni più gravi ed evidenti, dell’istruttoria si potrà anche fare a meno. In ogni caso, l’Agcom darà da 12 a 35 giorni di tempo (a seconda della gravità) per rimuovere volontariamente l’opera contestata.

 

Il tutto, quindi, passerà per una semplice procedura amministrativa, avviabile da casa, con un computer connesso alla rete. Insomma, non ci sarà bisogno di iniziare una causa, di anticipare costi, di attendere l’esito della sentenza, di chiedere l’intervento di un avvocato, di pagare i relativi onorari. Sarà sufficiente una semplice segnalazione all’autorità amministrativa la quale, poi, farà tutto da sé, senza bisogno di altro da parte del titolare del diritto leso. Il che, ovviamente, rende tutto molto più facile e immediato.

Ma quale sarà il pericolo, in caso di abuso di tale funzione, per la libertà di espressione? Impossibile dirlo, a poche settimane dal varo del nuovo regolamento. Lo dirà il tempo e la concreta pratica applicativa.

 

Per maggior informazioni su come denunciare una violazione leggi la nostra guida: “Come denunciare all’Acgom un sito per violazione del diritto d’autore”.

 

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[1] Delibera n. 680/13/CONS.

 

Autore immagine: 123rf.com

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti
28 apr 2014 Giuseppe

Quindi non posso condividere nemmeno questo articolo.

 
28 apr 2014 marina miggiano

e questo articolo, molto interessante, lo posso condividere?

 
28 apr 2014 Salvatore

il copyright lo comprendo e lo rispetto in pieno senza alcun problema riguardo a foto video o prodotti protetti e tutto quanto. Ma vorrei capire adesso se questa non e una limitazione del diritto di commentare sia positivamente che negativamente su un qualcosa che si legge. A cosa serve ad un sito di qualunque natura postare un qualcosa che non si puo ne condividere e ne commentare sia per apprezzare che per dissentire. Sembra piu una vera censura sul diritto di informazione, una soppressione della liberta di opinione . ripeto il copyright e da rispettare ma condividere e un qualcosa che e naturale visto che ce chi pubblica proprio per fare in modo che la gente legga sia l’ articolo condivisibile o criticabile e quindi esprimere una propria democratica opinione. Faccio un piccolo esempio: Voi qui avete postato questa norma , ora io cosa devo fare per farla leggere ad altri per informare, e cosi come in questo caso e per tutto cio che chiunque posta qualcosa. Credo lo fa chiaramente perche venga letto o postate solo per per hobby. io non posso copiare una foto o un video che e stato creato da altri senza consenso e qui ci siamo ma condividerlo per mostrare ad altri la bravura o il cattivo gusto devo per forza dare un link ad altri per farlo vedere o leggere. altrimenti diventa inutile anche per chi crea qualsiasi cosa pubblicarlo in internet. ma ci rendiamo conto che e una censura per niente democratica ? il copy right e tutt’altra cosa che evita a chiunque una copia ed un uso diverso da quello che il video o una qualunque cosa e stata creata ma la condivisione e rendere partecipi altri su un qualcosa che puo interessare a tutti altrimenti inutile che la si pubblichi. leggere un bell’articolo e non dare ad altri amici la gioia ed il piacere di farglielo vedere sembra una cosa senza senso. Io ora non condivido questo articolo perche non so se posso. Vorrei essere illuninato su questa legge che francamente reputo poco democratica , escluso ripeto il copy right che rispetto nella sua pienezza ma il condividere ed il commentare e un diritto lecito e democratico se fatto senza maleducazione, con rispetto e mai volgare o che offende direttamente una persona, se non si distorce o si fa un uso diverso per quello che e stato creata l’opera. Io adesso non condivido questo articolo, come faranno altri a poterlo leggere????
Buon Lavoro.

 
Redazione
28 apr 2014 Redazione

Innanzitutto grazie per i vostri commenti che ci danno la possibilità di chiarire un aspetto che – a quanto sembra – è ancora poco chiaro. Una cosa sono i pulsanti socials ossia i tasti “condividi”. Essi infatti consentono la condivisione del link e non del testo; per cui il lettore è riportato alla fonte originaria dell’articolo e quindi al giornale che ha pubblicato il testo. Un’altra cosa è il “copia e incolla”, con trascrizione integrale del testo in un altro dominio. In quest’ultimo caso si viola il diritto di “riproduzione” e, ovviamente, si commette l’illecito. Nel primo caso, invece, non c’è alcun illecito, tanto più che la presenza dei pulsanti “condividi” è stata disposta proprio dal titolare dei diritti (in questo caso, per esempio, l’articolo che avete appena letto).
Spero di essere stato chiaro. Se avete ancora dubbi, non esitate a rispondere su questo forum

 
28 apr 2014 giovanna la cava

io credo che comunque sia una limitazione io per esempio nelle mie pagine faccio solo copia incolla. riportando la fonte.. ma solo perchè ho scoperto negli anni che lo leggono meglio che in un blog.. e quindi se voglio mettere in evidenza un articolo un pensiero.. una qualsiasi cosa. lo faccio sempre direttamente con fonte a tergo…

 
28 apr 2014 giovanna la cava

e chiaro che non lo farò con questo articolo.. e non condividerò neanche … mi pare lampante che siete per la censura. del web

 
28 apr 2014 ida

Mi sembra chiaro che, con questa legge, i proprietari di blog, siti ecc.. si sono tagliati le cosiddette p… Contenti loro!

 
28 apr 2014 Gianluca

Dopo che in due mesi non è riuscita a ottenere il benchè minimo provvedimento nei confronti di bip che ha lasciato migliaia di utenti senza cellulare ne numero, mi immagino come farà rispettare regole e sanzioni….

 
28 apr 2014 Gianni

NELL’ARTOCOLO NON vi è citata la legge o la norma di quanto si afferma, posso averla? Grazie

 
28 apr 2014 Giovanni

Alla faccia della libertà! a vi rendete conto che il 25 aprile abbiamo festeggiato la festa della liberazione? Perché siamo forse liberi? Qui ci stanno togliendo giorno dopo giorno sempre più libertà! Siamo sotto la dittatura dello stato e delle istituzioni: possono metterti in galera senza dirti il perché, possono portarti via i figli senza dirti il perché, ecc. L’unica cosa che devi fare è pagare le tasse!

 
Redazione
28 apr 2014 Redazione

Non si tratta di una legge, ma – come specificato – del regolamento AGCOM Delibera n. 680/13/CONS

 
28 apr 2014 Antonio Leo

Ragazzi… a questo punto divento ricco… ho fotografato ul concerto di Beyoncè a Milano, lo scorso anno… mi hanno letteralmente rubato tutte le foto e le hanno pubblicate sotto altro nome… potrei procedere???

 
28 apr 2014 Michele

Quindi anche Google dato che lo spyder preleva dati e li riporta in parte sul suo sito ?

 
28 apr 2014 Paolo

per me si tratta di un altro espediente di ciucciare i soldi alla gente in generale, visto le lungaggini burocratiche esistenti in Italia e la non punibilità della maggior parte dei rei adesso bisogna prendersela con chi condivide ciò che viene pubblicato in rete. Penso però che come in tutte le cose se si evince un reato deve essere anche pubblicato a che pena si incorre con tutti i vari codicilli e leggi correlate, altrimenti il reato non può sussistere !!!

 
28 apr 2014 FMR

Oppure, chiedere preventivamente all’autore di testi/foto l’autorizzazione SCRITTA per l’utilizzo, specificandone le modalità di fruizione, a meno che il materiale non sia sotto una licenza che ne permette l’utilizzo. Anche se non sono d’accordo con la trasformazione dell’AGCOM in web-sceriffo, la troppa libertà spesso è diventata arbitrio, ed adesso tutti dobbiamo subire la reazione alle intemperanze ed alle inciviltà dei “razziatori”

 
28 apr 2014 Stefano

ed un regolamento agcom può avere tale forza senza concedere una possibilità di contraddittorio come garantito anche dalla nostra Costituzione?

 
Redazione
28 apr 2014 Redazione

Stefano, hai centrato il problema. Infatti, attualmente è stato presentato un ricorso al TAR contro il regolamento. I dubbi sono quelli di una netta incostituzionalità. Di fatto, però, il regolamento è attualmente valido. Di questo ho parlato molto spesso in questo portale (avv. Angelo Greco)

 
28 apr 2014 Federico

La rete non dovrebbe avere limitazione alcuna!
E’ l’unica cosa che ci resta in questo mondo permeato di leggi, regolamenti, codici, e roba simile…..
Per cui invito tutti ad una sana e civile protesta nei confronti di questi pseudorgani legislativi che per non si sa quale LOGICO motivo, emettono proclami simili.
Basta con le limitazioni sotto la ridicola scusa della privacy.
Dottor Federico D’orto

 
28 apr 2014 walter

ma un articolo che viene pubblicato su un sito o su un blog dove esistono i tasti dei social network finalizzati alla condivisione, si può condividere? In caso contrario a cosa servirebbero i tasti per la condivisione?

 
28 apr 2014 Teresa Camisi

riportare la fonte viola un copyright?
E se ogni volta che volessimo riportare un’immagine, nota, editata, ma riportata
da qualcuno in un sito, si violerebbe il diritto d’autore primo, e quindi chi ha pubblicato una fonte ediditata, é lui la persona che sta facendo l’abuso, anche citando la fonte?
Mi si spiega questa strana contorsione interpretativa del tema?
Mettiamo che abbia utilizzato un testo originale di cui esiste una copia liberamente scaricabile su google books, cosa dovrei fare?
Se si cita la provenienza dei testi, non capisco in che modo si leda il diritto di autore.
Si vuole avere l’autorizzazioe diretta a citare il documento pagando l’autore?
Se questo serve alla ricerca, mi sa che la ricerca andrà molto lentamente.

 
28 apr 2014 Teresa Camisi

se l’autore é morto? il testo non più editato da allora, rintracci i parenti per farti dare l’autorizzazione?

 
28 apr 2014 Teresa Campisi

cerchiamo di capire quanto sia folle questa norma

 
28 apr 2014 roberto

mi sembra una grande studidaggine, visto che la tecnologia permette al proprietario dell’opera di renderla non “copiabile” e quindi evitare di esporre gli ignari ad una vessazione di questo tipo. Se uno non vuole che gli si copino le opere le renda indisponibili al copia. E’ semplice.

 
28 apr 2014 Teresa Campisi

chi mette immagini e contenuti sul web spesso li copia o scanerriza da testi o da altre fonti. Quindi chi utilizza le fonti web dovrebbe rivalersi, dalle ffonti che web che hanno illecitamete messo in rete, fonti protette da copyright.

 
29 apr 2014 Stefan Danov

Solo il Copyright funziona così, come lo è anche questo articolo, mentre i blog di solito sono in copyleft. Questo articolo è utile per chi ha troppi soldi e ne vuole ancora di più, per la gente comune esiste il Creative COMMONS (il maiuscolo non è a caso)

 
29 apr 2014 Matteo

guai a chi condividerà il mio parere al riguardo: è una grandissima cagata… che nasce solamente perché i movimenti che si sviluppano online finiranno per eclissare la classe politica… quindi vogliono segare in anticipo… brutte merde !!!

 
29 apr 2014 Gabriele Martelli

Scusate, si parla nell esempio che condividere il link , con un tweet, diventa reato. Potreste chiarire? E quale differenza ci sarebbe nel copiare il link che punta direttamente all articolo di un giornale online con un tweet o con facebook o altro social? Alla fine postare URL dell articolo non vedo motivo di reato o sbaglio? Questo è quello che ho compreso dall esempio

 
29 apr 2014 Marina

Se questa regola dovesse perdurare, mi domando quanto sarà difficile redare, ad esempio, la relazione per un convegno con le consuete citazioni e fonti che, a livello accademico, aumentano la validità del contenuto successivamente pubblicabile.

 
29 apr 2014 Anonymous

perché e stata fatta questa legge ? beh perché dobbiamo essere ancora più oppressi di quanto già non siamo in modo tale che la verità non venga condivisa ad esempio su Facebook cosi che tutti i lettori capiscano quanta cattiveria e crudeltà esista nel mondo bella legge bravissimi facciamo cosi fate una legge dove dite che ogni cosa deve essere prima chiesta allo stato no ? già dobbiamo dichiarare quanti soldi abbiamo tasse sulla casa il canone perché loro ce le pagano no ? adesso non si può neanche condividere allora tra un mese dovremmo dichiarare anche quanta cacca facciamo no ?

 
29 apr 2014 Daniele

Chiarissimo il copia e incolla, per testo e immagini, ma se metto un link di un video pubblicato su youtube con licenza standard, e ne cito la fonte infragerò la norma?

 
29 apr 2014 ARMANDO

In realtà, il “copyright” non è – per la nostra legislazione – uno stato che si “acquisti” compiendo una qualche registrazione, iscrizione o procedura burocratica.
Non si deve fare assolutamente nulla di particolare: non occorre depositare le fotografie, non occorre essere iscritti ad alcun elenco specifico per essere considerati “autori” di un’immagine. Semplicemente, occorre averla fatta. Fino a prova contraria, chi si dichiara autore di un’immagine nei suoi usi pubblici, è considerato autore della stessa.
E’ evidente che il meccanismo si autoconfina: se qualcuno si dichiarasse autore senza esserlo, il vero “padre” di quell’opera potrebbe contestare la veridicità della sua affermazione, perchè sarebbe (solitamente è così) in possesso di originali, o files sorgenti o comunque elementi che hanno portato alla cfreazione dell’immagine, che – invece – non possono essere in possesso di altri.
La legge che protegge le opere fotografiche e quelle assimiliabili – perchè ottenute con procedimenti analoghi – è la legge 633/41, e le successive modifiche.
Per ottenere che l’immagine sia protetta ai sensi della legge 633/41, basta accompagnare l’immagine fotografica (o simile) con il nome e cognome dell’autore e l’anno di produzione.
In questo senso, molto meglio – e non solo ai fini legali, ma anche in relazione alla quota abilità dell’opera – il certificato di autenticità di cui si parla nell’apposita sezione.

 
29 apr 2014 Fabio Berti

Condivido la procedura e sono contento che si faccia qualcosa per il diritto d’autore soprattutto per tutelare i “piccoli autori” come il sottoscritto.
La procedura vale anche per segnalare siti stranieri che utilizzano materiale coperto dal diritto d’autore?
PS: l’autore dell’immagine che state utilizzando in questa pagina non è 123rf.com ma Natalia Lukiyanova per 123rf.com

 
29 apr 2014 Veronica

Ecco un altra cosa che non ci da più nella liberta ne il piacere di avere e scrivere il nostro blog.Io scarico spesso immagini dal web per i miei vari articoli e allora che faccio , sono diventata un delinquente ? Io ho scritto specificatamente sul mio blog : ” Alcune immagini pubblicate sono tratte da Internet: qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore dello spazio che provvederà alla loro pronta rimozione”
Insomma mia figlia a il suo blog e a lei paice mettere le immagini che trova su internet dei suoi cantanti ,cartoni ecc preferiti e che siamo delinquenti ???? Questa è un altra legge assurda e inutile andate a combattere per cose vere e che abbiamo senso per noi Italiani.

 
29 apr 2014 Francesco Mazzetta

Riportato nel testo dell’articolo: “è violazione del copyright [...] il tweet con il link all’intervista di un politico trasmessa dal telegiornale” mentre in una risposta la redazione afferma: “Una cosa sono i pulsanti socials ossia i tasti “condividi”. Essi infatti consentono la condivisione del link e non del testo; per cui il lettore è riportato alla fonte originaria dell’articolo e quindi al giornale che ha pubblicato il testo. Un’altra cosa è il “copia e incolla”, con trascrizione integrale del testo in un altro dominio”. Non vi sembra di scrivere cose contraddittorie anche ad un semplice profano?

 
29 apr 2014 ARMANDO

Andrebbe fatta chiarezza sulla problematica per evitare che si incappa in trappole o tranelli che speculatori abilmente potrebbero mettere in atto, all’insaputa dei cybernauti. Chi vuole tutelare il proprio diritto sulle opere o articoli che pubblica, dovrebbe evidenziare la dicitura: © riproduzione riservata, così facendo uno può consapevolmente decidere se o no , prelevare l’articolo o l’ immagine dal web.

 
29 apr 2014 Francesco Mazzetta

Dato che ne stiamo discutendo su facebook tra bibliotecari pongo anche il seguente problema: come giudicare il meccanismo dell’”embedding”. Cioè se io sul mio blog faccio un’embed ad esempio di un video da Youtube o di un’immagine da un’altro sito li sto linkando o li sto ripubblicando?

 
29 apr 2014 paolo calandra

Secondo me è palese violazione del copyright tutti gli articoli virali che repubblica, il corriere e compagnia bella, pubblicano ogni santo giorno traducendo parola per parola (senza il minimo sforzo creativo) dai vari blog virali più conosciuti (come boredpanda o viralnova). Da domani parto con le denunce all’agcom perchè io che tengo un blog mi sono francamente rotto le palle di sforzarmi tutti i giorni a scrivere cose interesanti, mentre i “colossi” fottono alla grande contenuti già fatti e performanti. E grazie al c***o così divento ricco in 10 giorni.

 
30 apr 2014 Massimo Vologni

Grazie mille per l’articolo, mi sorgono due domande:
1) Se una persona usando strumenti di video grabbing (cattura video) pubblica un contenuto, ad esempio un intervista, in violazione dei diritti d’autore su Youtube, io che pubblico un link a tale contenuto dal mio blog o dal mio profilo Facebook sono a mia volta sanzionabile ? Visto poi che la rimozione del contenuto dalla fonte originale ha effetto di annullare (rendere inefficaci anche le condivisioni effettuate).
2) Se un giornale online, o un blog, espongono un feed RSS (open-free), io che lo uso per rilanciare le notizie di quella fonte sul mio blog, per uso non commerciale e mantenendo il link alla fonte titolare dei copy sto violando i diritti ai sensi del regolamento AGcom ?
Scusate ma ho l’impressione che per l’ennesima volta questa legge sia stata fatta da qualcuno che non ha piena cognizione di tutti gli strumenti tecnologici oggi presenti su internet, forse invece di fare regolamente ‘a capocchia’ sarebbe bastato prendere il regolamento vigente negli USA che mi sembra molto più attinente ed efficace.
Ad esempio, provate a fare copia ed incolla dal sito de Il sole 24 ore, nel brano copiato vi troverete incluso il codice ed il link della fonte (se lo cancellate prima di pubblicare violate i diritti, ma se lo mantenete, a mio personale parere è una azione perfettamente legittima).

 
30 apr 2014 Pinco

per capirsi : aver messo su questo articolo il link alla pagina internet dell’AGCOm che spiega la legge è quindi violazione della legge stessa :-)

 
30 apr 2014 Omar

E nel caso del diritto di citazione in caso di analisi, rassegne organizzate o illustrazioni di discorsi (art. 70 Legge diritto d’autore e art. 10 della Convenzione di Berna)?

 
30 apr 2014 Cuochepercaso

Bene!Finalmente ! Trovare la propria foto messa su blog (con tanto di firma) e protestare e sentirsi dire che la suddetta foto è nel web e perciò di dominio ”pubblico” non è piacevole per nulla.
Diverso sarebbe stato un link collegamento al mio sito; non si sarebbe violato nulla.Ma vedere la propria opera su ben 2 siti esterni e con logo cancellato mi ha fatto ben rizzare i capelli in testa.

 
30 apr 2014 Alessandra Barbone

Mi sono permessa di condividere questo articolo sul mio profilo Facebook perchè è giusto che si conosca tutto questo…spero per questo di non essere perseguita dagli autori di questo articolo!

 
30 apr 2014 Edoardo

Ma questo vale anche se non c’è lucro o fine di lucro? Grazie

 
Redazione
30 apr 2014 Redazione

@Edoardo: si.

 
Redazione
30 apr 2014 Redazione

@Alessandra: la condivisione sui profili Facebook è consentita. La presenza dei pulsanti “social” è proprio rivolta a questo

 
30 apr 2014 Roby

Se io scrivo qualcosa VOGLIO che venga condivisa, ovviamente chi la condivide non deve dire: “l’ho scritta io”, mette il link e punto.
Anche per le foto, ci sono fotografi che ti lasciano scaricare le foto a bassa risoluzione dai loro siti è un modo per far circolare i contenuti. Secondo me a chi ha fatto questa legge non gliene frega niente del diritto d’autore. Lo fanno per facilitare la censura, basta una segnalazione e ti mettono il bavaglio.

 
1 mag 2014 Bruno

Nel post è scritto che “anche il tweet con il link all’intervista di un politico trasmessa dal telegiornale” è violazione del copyright, ma nelle risposte ai commenti dite il contrario, qual è quella giusta?

 
1 mag 2014 enzo

Se il link all’articolo non è reato, si può fare copia incolla dell’articolo e mettere tutto quanto come link all’originale.
Quindi, non copio l’articolo ma faccio comprendere a chi seguirà il link di cosa si tratta.

 
1 mag 2014 tizeta

Sembra sempre più somigliante alle leggi fascistissime. Mi sento sempre più scoraggiato dal continuare ad aggiornare il mio blog. Io riporto frasi o pezzi di articoli, riportando nel mio blog anche i link (o in una parola, o scrivendo la dicitura (FONTE: …) ). E ora uno può venire a dirmi “quello è il mio articolo”? Ma non vedi? Sei cieco? Ho riportato la fonte!
A volte riporto dagli articoli intere frasi perché non so spiegarle in altro modo. E’ reato anche quello? E cosa rischio? L’oscuramento del blog?!

 
3 mag 2014 luciano

non sono un fotografo professionista,faccio foto per passione,circa 2 anni fa o creato un gruppo ( mercati generali spariti via ostiense roma ) ci sono oltre 900 foto il 90% sono fatte da me,foto di un certo interesse anche storico,ma per come la penso io di dominio publico,certo vedere il mio nome sotto ogni foto mi farebbe piacere,ma nome o fonte non fa nulla io le publico solo per far conoscere il tipo di lavoro che riguardava il mercato chiamato da molti mercati generali di roma,qulturalmente a mio avviso di un certo interesse,grazie per l”attenzione.

 
3 mag 2014 Deborah Gutowitz

Se io volesse condividere questo articolo su facebook, quale procedura dovrei seguire per non rischiare?

 
Redazione
3 mag 2014 Redazione

@Deborah: basta che clicchi sul tasto CONDIVIDI e selezioni il social network di tua preferenza. Diversamente puoi copiare-e-incollare l’url dell’articolo.

 
27 giu 2014 PIETRO SANTORO

Internet è una rete: è nata “libera” e non può essere “imbrigliata” senza venire distrutta. In Internet qualcuno scrive e condivide il proprio pensiero “a suo rischio e pericolo”… ed è questa la sua forza fondamentale.
Sono venuto a conoscenza di questo articolo tramite un link di condivisione, concettualmente è esattamente un copia-incolla, quindi illecitamente. Fate Vobis…
Nasce un nuovo mestiere: il Sito Oscuro… guai ad incapparci dentro, leggere e diffondere cosa ci sta scritto sopra… il suo autore non attende altro per arricchirsi.

 
28 giu 2014 Barbara Bedini

Bravo Pietro Santoro: completamente d’accordo con te!

 
29 giu 2014 sauro presenzini

Se io creo quello che la normativa definisce un’opera dell’ingegno e/o dell’intelletto. una foto, una poesia, un’articolo, un video clip ecc. ma saranno o no, affari miei se io voglio, pretendo che questa cosa abbia la massima diffusione e voglio che venga veicolata nel mondo conosciuto…e anche oltre!!? Vorrà dire che internet si dividerà in opere “libere da censura” per espressa volontà dell’autore sia per quanto riguarda i social network e relativo corollario e di chi ne fa uso e opere protette dove si accede previo “pagamento di tangente” ovvero Siae e qual è la novità rispetto ad oggi?. Spero sia quindi però libero di creare e donare liberamente la fruibilità di quel che faccio e condividerlo con chi voglio nei siti liberi….sarà poi il “mercato” ovvero l’utente a decidere quali siti frequentare e conferirgli appetibilità e successo (leggasi pubblicità)….voi cosa credete che accada, nonostante AGcom!? che sia chiaro non è il male di tutto, ma non credo sia al passo con i tempi, tentando di arginare (censurare non si dice, si trovano modi, forme, artifizi lessicali, per edulcorare una parola dura, ostile) con le mani, un elemento talmente fluido e impalpabile che sarà come voler pescare acqua… con un retino per farfalle!! Semplicemente auguri di successo!

 
13 ago 2014 Massimo Alberti

ma che vada a cagare !

 
30 ago 2014 xJuStInJuStIcEx

Inutile fare sarcasmo gratuito e per di più stupido. Si può condividere tutto, perché con la condivisione resta disponibile la fonte. Non si può copiare e incollare, perché così ci si appropriata del contenuto escludendo la fonte alla conoscenza di tutti coloro che leggeranno.
Quindi condividete pure, anzi fatelo a più non posso!
E se mai coperte un testo da una fonte non digitale, o coperte solo una parte di quella digitale, almeno abbiate la decenza di non far finta che sia farina del vostro sacco, ma CITATE LA FONTE!

 
2 set 2014 Andrea Murgia

L’AgCom? Con Bip ci ho rimesso 600 euro di credito acquistato!