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Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2014

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Lo sai che? Incidente per segnaletica insufficiente: amministrazione responsabile sempre

> Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2014

Scatta la responsabilità oggettiva dell’ente titolare della strada indifferentemente sia per i percorsi urbani che per quelli extraurbani.

 

Se l’incidente stradale è stato causato da una segnaletica stradale insufficiente o collocata in modo non idoneo ad avvisare gli automobilisti del pericolo (si pensi al segnale di una curva a gomito), l’ente proprietario della strada è sempre responsabile. E ciò vale – indifferentemente e nella stessa misura – sia per il caso di strade urbane che per quelle extraurbane.

A chiarirlo è una recente sentenza della Cassazione [1] che precisa gli aspetti della responsabilità della pubblica amministrazione in caso di sinistri avvenuti sulle proprie strade.

In generale, dovendo decidere in tema di incidenti causati da “vizi” del suolo pubblico, i giudici della Suprema Corte hanno sempre fatto una distinzione.

Il principio che regola la materia è quello della cosiddetta responsabilità oggettiva [2] da parte dell’ente titolare del suolo: il che, in parole semplici, significa che quest’ultimo è sempre responsabile – e, quindi, tenuto al risarcimento – tutte le volte in cui il danno non si è verificato per un caso fortuito.

Detto in termini ancora più semplici, solo quando l’evento sia stato imprevedibile ed inevitabile, l’infortunato non ha diritto all’indennizzo.

Ebbene, i concetti di “inevitabilità” e “imprevedibilità” sono sempre stati interpretati in modo diverso a seconda dell’ubicazione e dell’estensione della strada: ossia se periferica, se urbana, se extraurbana e, ancora, se particolarmente estesa.

Un esempio chiarirà meglio ciò che stiamo cercando di dire. Mettiamo il caso di una fossa sul manto della strada che, se non segnalata, rischia di essere causa di incidenti mortali. A questo punto, è logico presumere che, una volta manifestatasi la crepa, deve essere concesso un congruo lasso di tempo perché l’ente possa procedere a individuare materialmente la fonte di pericolo e a isolarla (con le dovute recinzioni): tempo che, ovviamente, fa i conti con la lontananza della strada e con la sua lunghezza. Una strada di diversi chilometri, collocata su una via extraurbana, richiede tempi di intervento più dilatati rispetto a quelli che, invece, potrebbe esigere una via del centro.

Ecco perché, la stessa fossa, se collocata in una via urbana non viene considerata “caso fortuito” nell’arco delle 24 ore; invece, se posta in una strada provinciale, viene invece ritenuta “caso fortuito” e non genera responsabilità per la P.a.

Torniamo al caso della segnaletica. Il discorso che abbiamo appena fatto – e quindi la distinzione tra strade urbane o extraurbane, ridotte o estese – non vale per i segnali stradali. Se, infatti, i cartelli verticali sono stati posti in modo non corretto, e comunque in modo tale da non consentire agli automobilisti di prevedere ed evitare i pericoli (per esempio, la segnalazione di un restringimento della carreggiata), scatta sempre la responsabilità dell’ente, a prescindere dal tipo di strada e dalla sua collocazione.

note

[1] Cass. sent. n. 13364/14 del 12.06.2014.

[2] Art. 2051 cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

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