Legge di stabilità 2015: tutte le novità. No contributi per i nuovi assunti
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16 Ott 2014
 
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Legge di stabilità 2015: tutte le novità. No contributi per i nuovi assunti

Tagli ma anche nuove tasse: dall’Irap al sostegno per le partite IVA.

 

Si delineano i punti chiave su cui ruoterà la legge di stabilità 2015.

Tra le novità dell’ultima ora una dote di 800 milioni per sgravi fiscali a 900mila partite Iva con ricavi da 15mila a 40mila euro con il nuovo regime di tassazione semplificato, l’attivazione di un nuovo fondo per gli investimenti per infrastrutture e 100 milioni individuati come garanzia aggiuntiva dello Stato per l’operazione Tfr in busta paga della quale viene previsto l’avvio a giugno 2015.

Dall’altro lato, aumenterà la tassazione dei fondi pensione per chi vorrà portare fuori dall’azienda il proprio TFR.

Arrivano poi 500 milioni in sconti fiscali alle famiglie per il sostegno dei figli fino al terzo anno di età. Poco meno di 300 milioni sono destinati al credito d’imposta per la ricerca. Vengono poi prorogati l’ecobonus del 65% e il bonus del 55% per le ristrutturazioni edilizie. Altri 500 milioni vanno alla riforma per la “buona scuola” (assunzione insegnanti precari e alternanza scuola lavoro). Confermato l’allentamento per 1 miliardo del Patto di stabilità interno sui Comuni. E viene aperto uno spazio nel Patto con la Ue per 1,2 miliardi sul cofinanziamento.

 

 

RIDUZIONE DELL’IRAP

Il taglio della componente lavoro dalla base imponibile Irap vale per le imprese una riduzione di 6,5 miliardi della pressione fiscale. Con un effetto di cassa immediato per lo Stato, ha spiegato ieri il premier Matteo Renzi, di 5 miliardi di euro. In termini di impatto macroeconomico, il taglio del costo del lavoro dal valore della produzione calcolata ai fini dell’imposta regionale potrà produrre un impatto positivo sul Pil di un decimale di punto già a partire dal 2015. Che tradotto in euro vale fino a 1,6 miliardi. A regime, ovvero al termine del triennio della legge di stabilità 2015-2017, il miglioramento del Pil sarebbe di 4 decimali e dunque di circa 7 miliardi.

La scommessa del Governo è che i 6,5 miliardi di taglio Irap sulla componente lavoro spingano su l’occupazione e soprattutto le imprese che assumeranno con contratti a tempo indeterminato. In termini di risparmi le prime stime parlano di benefici medi di 800 euro annui per le aziende più piccole e fino a circa 200mila euro per le più grandi.

 

 

NIENTE CONTRIBUTI PER I NUOVI ASSUNTI

Le imprese che assumeranno a partire dal 2015 con un contratto a tempo indeterminato non pagheranno contributi per tre anni.

Per un contratto a tempo indeterminato con una retribuzione lorda di 24mila euro, la quota di contributi a carico dell’azienda attualmente ammonta a 7.228 euro, mentre quella a carico del lavoratore è di 2.093 euro. Dal 2015 non si pagheranno più. Risultato il costo complessivo che l’azienda dovrà sostenere scenderà da 35.604 euro a 26.707 euro. Resta, tuttavia, da chiarire la tempistica. È probabile che l’operatività della misura sarà legata al decollo del nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che si vuole incentivare, istituito con il Ddl delega Jobs act che sarà approvato entro l’anno, ma la cui attuazione è affidata ai decreti legislativi da varare entro i sei mesi successivi.

 

 

TFR IN BUSTA PAGA SU BASE VOLONTARIA

Dal 2015, i lavoratori del settore privato potranno avere in anticipo il Tfr. Il meccanismo prevede l’adesione solo se il lavoratore lo vorrà.

 

 

LA TASSAZIONE SUI FONDI PENSIONE

Verrà incrementata la tassazione dei fondi pensione. Da questa misura il governo prevede entrate per circa 300 milioni di euro.

 

 

MISURE A SOSTEGNO DELLE PARTITE IVA

Misura a sorpresa a favore delle partite Iva: un forfait per quelle a basso livello di reddito. Il provvedimento scatterà dal primo gennaio. Per un approfondimento leggi “Partite IVA: in arrivo regime semplificato e forfait per chi guadagna poco“.

 

 

OPERAZIONE RISPARMI: LA SPENDIG REVIEW

Dalla revisione della spesa pubblica sono attesi tagli per 15 miliardi. Ministeri, Enti locali e soprattutto Regioni dovranno recepire la regola del 3%.

 

 

BONUS IRPEF

Sgravi alle famiglie per il sostegno dei figli fino a tre anni di età. Per la stabilizzazione del bonus Irpef da 80 euro destinato ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 26mila euro il governo ha previsto 9,5 miliardi, di cui 2,7 sono già assicurati in via strutturale dal decreto sul bonus Irpef. Ci saranno poi 500 milioni in sconti fiscali alle famiglie per il sostegno dei figli fino al terzo anno di età. Quella della stabilizzazione del bonus Irpef (che ora diventa anch’esso uno sgravio contributivo, cioè una minore entrata, e non più un bonus, cioè una maggiore uscita) è stata fin da subito uno dei capisaldi della nuova legge di Stabilità. Il decreto legge approvato l’anno scorso prevedeva il bonus per i lavoratori con un reddito compreso tra gli 8 e i 24mila euro. Ma la norma era valida solamente per l’anno in corso e nel testo si rendeva noto che il bonus sarebbe diventato strutturale con la legge di stabilità 2015. In un primo tempo, si era parlato anche della sua estensione ad altre platee (come i pensionati o le partite Iva), ma per mancanza di risorse l’ipotesi è stata poi accantonata.


Autore foto: LUMBERTO GRATI, su Sole24Ore

 


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Commenti
17 Ott 2014 Francesco Cecchini

OTTIMA NOTA CHE CHIARISCE I TERMINI DELLA LEGGE DI STABILITA’ 2015.