Nasce una collaborazione tra Comuni e Fisco per la lotta all’evasione fiscale: i sindaci che segnaleranno all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza gli evasori fiscali nel loro Comune verranno ricompensati con un bonus pari al 100% di tutte le somme recuperate per i primi tre anni e al 50% dal 2015 in poi.
È quanto prevede l’accordo siglato pochi giorni fa da Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Inps e Comuni, in Conferenza unificata [1]. Lo scopo è quello di instaurare una cooperazione effettiva nell’attività di accertamento dell’evasione fiscale e contributiva.
Non basta il mero sospetto di evasione o elusione a carico dei soggetti, ma è necessario segnalare dati concreti, nomi, fatti e operazioni che “evidenzino, senza ulteriori elaborazioni logiche, comportamenti evasivi e/o elusivi”.
In particolare, le cinque macro aree segnalate dall’Agenzia delle Entrate su cui i sindaci dovranno tenere alta la guardia sono: il settore del commercio, le professioni, l’urbanistica e il territorio, la proprietà edilizia e il patrimonio immobiliare(con particolare attenzione alle residenze fittizie), nonché la disponibilità di beni indicativi di capacità di reddito (per es. auto di lusso).
Inoltre, nel mirino dell’intesa di collaborazione ci sono la lotta alle c.d. “case fantasma” (quegli immobili che, pur esistenti, non risultano al catasto dopo l’ultima regolarizzazione del 2010), la lotta al fenomeno delle residenze fittizie nei “paradisi fiscali”, e la lotta al lavoro sommerso (in particolare nel settore dell’edilizia e del commercio ambulante, dove si registrano le maggiori irregolarità).
I sindaci potranno usufruire, ai fini dei controlli, delle banche dati a disposizione dei Comuni (v. dichiarazioni dei redditi, atti delle conservatorie immobiliari, bollette, contratti di affitto ecc.).
Grazie ai controlli incrociati, inoltre, è facile scoprire per es. l’eventuale discordanza tra la dichiarazione dei redditi e i dati in catasto, oppure tra i dati delle utenze domestiche e quelli delle persone che dichiarano di risiedere nell’immobile [3].
Viene però spontaneo chiedersi se i sindaci, in particolar modo quelli delle piccole realtà urbane, saranno tanto coraggiosi da denunciare il proprio elettorato.
[1] Conferenza unificata del 2 Febbraio 2012.
[2] Accordo quadro del 2008.
[3] Indicazioni più precise sulle banche dati accessibili dai sindaci, sui criteri operativi e le modalità di controllo saranno a breve fissate nel piano di intervento predisposto dall’Associazione di Comuni, mentre l’Agenzia delle Entrate fornirà, con apposita circolare, linee guida nella “caccia” agli evasori.
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