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News Pubblicato il 4 gennaio 2015

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News Assenze per malattia: come cambieranno le visite nel pubblico impiego

> News Pubblicato il 4 gennaio 2015

Passeranno all’Inps le visite mediche di controllo per il segmento pubblico attualmente affidate alle Asl.

Sono passati solo tre giorni dallo scandalo dei vigili urbani di Roma – assenti all’80% durante il capodanno per causa di malattia o donazione di sangue – che già si parla di cambiare la disciplina e incrementare i controlli.

Come avviene nei contratti di lavoro privato, anche nel settore pubblico l’Inps dovrebbe provvedere a garantire i controlli sui dipendenti pubblici assenti dal lavoro per malattia. L’Istituto di previdenza si sostituirà, quindi, nel lavoro attualmente affidato alle Asl.

La nuova disciplina potrebbe prevedere il controllo solo dal terzo giorno di assenza, come già avviene nel settore privato.

Inoltre, ci sarà un controllo informatico dei certificati presentati dai dipendenti. Sarà così previsto un sistema di data mining e un archivio dei certificati online di cui l’Inps avrà la gestione. In tal modo, le visite potrebbero essere più efficaci rispetto al sistema “Asl”.

Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti (Sc) propone anche un’altra strategia per combattere l’assenteismo abusivo e il ricorso a medici compiacenti: la cosiddetta “franchigia retributiva”. Si tratterebbe di ridurre la retribuzione al dipendente nei primi giorni di assenza breve per malattia, compensandola con un aumento del salario medio, per via del risparmio che ne deriva per l’impresa. In questo modo si disincentiverebbe il ricorso facile alla malattia, anche per un banale raffreddore.

 

Sono circa 6 milioni all’anno i certificati di malattia presentati con una prognosi inferiore ai tre giorni che vengono firmati dai medici di famiglia su richiesta dei lavoratori pubblici e privati. È questa la fotografia scattata dal centro studi della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale. “È un dato di fatto che la spesa per malattia nella pubblica amministrazione sia fuori controllo: solo nel 2013, il numero complessivo dei certificati di malattia è aumentato del 9% nel pubblico impiego mentre è rimasto praticamente invariato nel settore privato” ha stigmatizzato, dalle pagine del Sole 24 Ore di questa mattina, Federica Ferraroni, vice presidente dell’Aimpaf, l’Associazione italiana medicina previdenziale, assistenziale e fiscale.

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5 Commenti

Concetta Pisciuneri

4 gennaio 2015 alle 09:39

Non bisogna trattare i dipendenti tutto allo stesso modo. Bisogna vedere chi si mette in malattia per sostituire le ferie e chi per patologia certificata. Io personalmente ho pagato molto allo Stato perché per la mia patologia ho dovuto prendere malattia . Paragonata a chi in modo spavaldo dice di andare al mare o comunque farsi i fatti propri a discapito di chi soffre e continua quando puo’ a rendere sul posto di lavoro. Ingiustizia su ingiustizia. che pagano chi ha truffato e continua a truffare lo Stato giorno dopo giorno.

Alessandro CAFARO

4 gennaio 2015 alle 20:01

Io che da 40 anni sono in un ufficio di segreteria scolastica conosco a mena dito il problema. Con la normativa “Brunetta” c’è stato un calo di assenze nel mondo della scuola; però, non bisogna mai fare di un’ erba un fascio perchè (non lo dico per piaggeria o esibizionismo gratuito…) io in servizio sono andato anche con la febbre o con la lombosciatalgia o con problemi di altra natura. Non sono un Santo, non sono l’ unico, ma quelli come me, andrebbero “Premiati” a fine anno scolastico con un incentivo economico, come giusto riconoscimento alla loro serietà e alla indiscussa professionalità. I soldi, a costo zero per lo Stato, vanno presi dai falsi malati, dagli scansafatiche, dagli assenteisti cronici, dagli strafottenti, dai disonesti, dai “Pontieri”, dagli incapaci. L’ INPS, attraverso i tabulati elettronici, è sufficiente che trasmetta al MIUR la scheda-sanitaria di ogni pubblico dipendente, per trarne le
dovute e sacrosante conclusioni. Se a ciò, i medici di base (e non solo) prescrivessero soltanto a chi è veramente malato, i giorni di assenza per salute, allora avremmo il “Toccasana” asssoluto…

COCO

5 gennaio 2015 alle 01:56

Io proporrei questa soluzione: i dipendenti pubblici dovranno essere visitati da un medico INPS, che certificherà la malattia, anziché dal medico curante. In questo modo di risparmierà tempo e denaro.

serrty

5 gennaio 2015 alle 13:34

boh!

Lucio matteo

5 gennaio 2015 alle 14:09

Che vergogna.
Le persone oneste non.hanno nulla da temere. Sono dipendente di un azienda. Ospedaliera..tra me e il mio datore di lavoro vige un rapporto. di.fiducia reciproca..sono.orgoglioso di lavorare. per il mio ospedale..e giusto che i delinquenti vengono colpiti.ma non.si può far passare l idea che chi è.in malattia e un fannullone..

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