HOME Articoli

Lo sai che? Pubblicato il 1 febbraio 2013

Articolo di

Lo sai che? Prostituzione: chi non paga le escort commette reato

> Lo sai che? Pubblicato il 1 febbraio 2013

Tutela per le escort non pagate dai propri clienti: una causa per inadempimento contrattuale o un’azione penale per violenza sessuale? La risposta è meno scontata di quanto sembri…

La Cassazione ha recentemente stabilito che, se la prostituta non viene pagata per la sua prestazione sessuale, il cliente può essere condannato per violenza sessuale. La Suprema Corte ha così confermato la condanna a 4 anni di reclusione inflitta dalla Corte d’appello di Genova ad un cinquantenne di Sestri Levante. Questi era stato accusato, appunto, di violenza sessuale e violenza privata ai danni di una lucciola, con cui aveva avuto un rapporto in un albergo senza dopo aver pagato il corrispettivo concordato.

Ma come si può trasformare un semplice inadempimento contrattuale (che ha natura civilistica) in un reato (che ha natura penale)?

Nel caso in cui il cliente non paghi la prestazione sessuale, non è possibile parlare di inadempimento contrattuale. La legge prevede la nullità di tutti quei contratti che abbiano oggetto e causa contrari: 1) alla legge, 2) all’ordine pubblico, 3) al buon costume. Un contratto nullo, quindi, non può ottenere neanche tutela davanti al giudice.

Nel rapporto tra prostituta e cliente, si crea un accordo che, sebbene orale, può essere comunque inquadrato nella tipologia dei normali contratti. Tuttavia, l’accordo è contrario al buon costume (per via del suo oggetto). Di conseguenza, la escort non potrebbe mai chiedere tutela in tribunale in caso di morosità del proprio cliente. Non è giuridicamente possibile l’azione per ottenere il pagamento del corrispettivo previsto da un contratto nullo (immaginate un decreto ingiuntivo per prestazioni sessuali!).

Alla donna, dunque, non restava che l’azione penale…

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

3 Commenti

Lele

21 ottobre 2011 alle 15:52

Clienti che non pagano le prostitute : anche il mestiere più vecchio del mondo risente della crisi!
Scherzi a parte, la fattispecie costituisce un ottimo punto di partenza per riflettere sulla giustizia italiana : gli stupratori stanno fuori e i “debitori insolventi” stanno dentro!

Fabio

16 dicembre 2013 alle 14:04

Non sono d’accordo con la sentenza, se il rapporto era consenziente non si può configurare l’ipotesi di violenza sesssuale ne quello di violenza privata. Questa sentenza costituisce un brutto precedente, in questo modo potrebbero ingabbiare tutti i clienti delle prostitute anche i paganti in quanto: il contratto cliente prostituta seppur verbale è nullo in quanto contrario al buon costume, e qualsiasi prostituta potrebbe querelare i propri clienti anche i paganti, semplicemente per aver avuto rapporti sessuali.

Franco

23 aprile 2014 alle 15:23

Sottolineo che la prostituzione in Italia non viene riconosciuta come mal costume da nessuna legge e difatti, la Suprema Corte con la Sentenza n. 10578/2011 ha riconosciuto quest’attività come lecita ed ai sensi dell’articolo 36 comma 34bis Legge 248/2006, tale professione deve essere assoggettata alle tasse. Inoltre, se si ha un rapporto consensuale alle condizioni stabilite, che sono a loro volta rispettate, non si può affatto configurare la violenza carnale e privata.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK