Buoni pasto: da domani non più possibile cumularli per fare la spesa
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30 Giu 2015
 
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Buoni pasto: da domani non più possibile cumularli per fare la spesa

Attraverso la tracciabilità dei buoni pasto con ticket elettronici, detassati fino a 7 euro, non saranno più possibili abusi.

 

Da domani non sarà più possibile fare la spesa al supermercato utilizzando contemporaneamente più buoni pasto elettronici, forniti dal datore di lavoro: a rendere, infatti, più forte il divieto di cumulo dei buoni pasto (divieto, in realtà, già esistente da sempre) è la recente riforma che consegna nelle mani dei lavoratori dei ticket solo in modalità elettronica, fino a massimo 7 euro al giorno, non utilizzabili oltre tale soglia e non spendibili nelle giornate non lavorative. Proprio la “demateralizzazione” dei buoni farà sì che l’uso degli stessi sia facilmente tracciabile, impedendo così la loro utilizzazione oltre la predetta soglia giornaliera. Insomma, gli illeciti sino ad oggi posti in essere saranno più facilmente verificabili.

 

La legge [1] stabilisce la detassazione delle prestazioni sostitutive del servizio di mensa quali i buoni pasto fino all’importo giornaliero di 7 euro. Con una recente circolare [2] è stato precisato che le prestazioni sostitutive in questione devono interessare la generalità dei dipendenti o intere categorie omogenee di essi.

 

Per fruire dell’agevolazione fiscale e contributiva, il datore di lavoro dovrà distribuire un numero di tagliandi non superiore ai giorni realmente lavorati dal dipendente: l’esenzione infatti non opera in caso di assenza per ferie, malattia o quando il vitto viene offerto tramite mensa, convenzione con esercizi pubblici o, in caso di trasferte fuori del Comune, attraverso rimborso forfetario o a piè di lista.

 

Inoltre l’uso dei ticket (che può riguardare solo le somministrazioni di alimenti e bevande) può avvenire solo durante la giornata lavorativa, anche se domenicale o festiva. I beneficiari non possono essere soggetti diversi dai lavoratori, per cui il buono non può essere ceduto, venduto, né convertito in denaro. Ma soprattutto non può essere cumulato, dovendo essere utilizzato esclusivamente per l’intero valore facciale.

 

Con i ticket elettronici tutto potrebbe cambiare. Infatti, se l’uso contestuale di più buoni pasto è vietato dalla legge, da domani esso sarà facilmente sanzionabile, proprio grazie alle nuove modalità elettroniche di erogazione e alla tracciabilità del loro impiego. Con la conseguenza che le somme giornaliere eccedenti i 7 euro dovrebbero essere pienamente tassate.

 

Leggi anche: “I buoni pasto sono cumulabili?


[1] Art. 51, comma 2, lettera c) del Tuir.

[2] Circolare n. 326/E del 23 dicembre 1997

 

 

 


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Commenti
30 Giu 2015 Luca Corsini

Vale solo per quelli elettronici o anche per quelli cartacei?
A questo punto, almeno nel mio caso, dato l’inutilizzo, potrei chiedere all’azienda di versare l’equivalente (anche tassato) in busta paga?

 
30 Giu 2015 Cosa Dite

quale legge vieta l’uso cumulativo

 
30 Giu 2015 pippo

Nel quadro della disciplina del reddito di lavoro dipendente, la somministrazioni di alimenti e bevande ai dipendenti, da parte dei datori di lavoro, ovvero l’erogazione agli stessi di somme finalizzate all’acquisto di pasti, è regolata dall’art. 51 (già 48), comma 2, lettera c), del TUIR (D.P.R. 917/1986), che prende in considerazione distinte ipotesi e più precisamente:
a) gestione diretta di una mensa da parte del datore di lavoro a cui è assimilabile l’utilizzo di un badge elettronico denominato “Card”;
b) corresponsione di una somma a titolo di indennità sostitutiva di mensa (ticket restaurant);

Mi sembra che si faccia un po’ di confusione fra l’ipotesi a) e b) di cui sopra.
Nel caso di indennità sostitutiva di mensa (la quasi totalità dei ticket), la limitazione di cui all’articolo non può essere applicata.

 
30 Giu 2015 Cesare Marconi

da dove trai la certezza della correttezza della tua interpretazione?

 
30 Giu 2015 roberto r

E’ ora di finirla di fare la spesa pagando con i buoni pasti magari da gente che guadagna 3000 euro al mese…

 
1 Lug 2015 Fabio Di valentino

C’è pure chi ne guadagna 1200 ed è un piccolo aiuto in più a fine mese di questi tempi.

 
1 Lug 2015 volpato mauro

E chi che ne guadagna 800 ? È ha una famiglia di 4 persone da dar da manggiare non
fa comodo una spesa di circa 100 euro ? Non vedo dove sia il problema

 
1 Lug 2015 Daniele

Caro roberto,
io guadagno la metà di 3.000 al mese, e credimi, in un periodo di crisi come questo è utile riuscire a farti una spesa di 50€ con i buoni pasto….
Non capisco ils enso del tuo commento… per l’esercente sono comunque soldi, e per il consumatore un piccolo aiuto…
Trovo questa norma come un ulteriore schiaffo a noi poveri cittadini che paghiamo regolamente le tasse… Io avrei abolito i privilegi ai parlamentari, che con poco più di 6 € mangiano piatti degni di migliori ristoranti…..

 
1 Lug 2015 dorella cappelli

da esercente dico la mia…i buoni pasto a noi servono solo ad acquisire clienti perchè sono talmente tassati che son quasi una rimessa,senza tener conto di quanto tempo (mesi) impieghiamo a risquoterli…

 
1 Lug 2015 franco

ci stanno faccendo fare la fine della grecia ,,,si devono vergognare di quello che stanno faccendo ,gai non ci vogliono rinnovare e dare gli arrettreatti della pubblica amministrazione in piu ci stanno speculando sui buoni pasto gente amici ma ci rendiamo conto cosa ci stanno faccendo ma dove vogliamo arrivare ?

 
1 Lug 2015 Paolo Grenga

con il nostro “buono mensa” giornaliero, non riusciremo mai a mangiare quello che i Deputati mangiano alla mensa della Camera o del Senato….debbono solamente vergognarsi…..1000 € di stipendio…se me compro un panino ed una bottiglietta di acqua supero i 5,00€ che me danno…non è meglio che me ce compro un po di pacchi di pasta per la famiglia? Eh no….loro fanno come gli pare, tanto a rimetterci siamo sempre noi. VERGOGNATEVI!!!!!!

 
1 Lug 2015 Anticomunista

mortacci vostri ladroni comunisti!

 
1 Lug 2015 Augusto Coiana

Perché devo utilizzare il ticket SOLO in una mensa e non in un market dove compro il pasto che poi mangerò al lavoro durante la pausa pranzo?

 
1 Lug 2015 silvio vasile

TUIR – Titolo I, capo IV: redditi di lavoro dipendente: art. 51 comma2, lettera b dice quanto segue: c) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonche’ quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all’importo complessivo giornaliero di lire 10.240, le prestazioni e le indennita’ sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unita’ produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione;

tale articolo è rubricato sotto il paragrafo 2 intitolato: Non concorrono a formare il reddito.

Detto questo non possono essere tassate prestazioni di vitto.
Cordiali saluti!

 
1 Lug 2015 Lucio

I buoni pasto devono essere usati giornalmente. Ho visto troppe volte persone acquistare nei supermercati anche bottiglie di Champagne con questi ticket. E’ una vergogna solo italiana. Tirate fuori il contante.

 
1 Lug 2015 Augusto Coiana

Se compri un pasto da 7 euro in contanti e te lo mangi al lavoro e poi con il ticket da 7 euro compri lo Champagne non va bene. Se compri il pasto con il ticket da 7 euro e lo Champagne da 7 euro in contanti va bene.
Cosa cambia?

 
1 Lug 2015 Cesare

La verità è che questo governo di incapaci cialtroni nominati non sa più che pesci pigliare per tentare di far quadrare il bilancio sempre più catastrofico generato dalle sue scellerate scelte politiche, sociali e finanziarie, quindi, COME AL SOLITO, viene ad attingere nelle tasche sempre più vuote di chi, come i lavoratori dipendenti, già paga le tasse per se stesso e per chi, impunito, continua ad evadere. Questa ennesima “trovata” di colpire i “buoni pasto” è talmente meschina e aberrante da lasciare impietriti in quanto annienta, di fatto, un “piccolo” ma determinante aiuto alle famiglie per arrivare a fine mese. Ogni altra considerazione di carattere normativo, fiscale o legale è pura demagogia finalizzata all’imbroglio da parte di un esecutivo che con ua mano da e con tre prende. (non chiedetemi qal’è la terza mano……)

 
1 Lug 2015 Elisabetta Greco

Scusate a me danno i ticket per il pasto ma dove lavoro udite udite non c’è una mensa, nè bar o ristorantini da raggiungere a piedi. Per mangiare quotidianamente e per trovare un posto che faccia da mangiare dovrei prendere l’auto e farmi 5, 10 min per raggiungere il paese vicino. Primo il carburante costa, secondo udite udite siamo in un polo universitario dove NON E’ STATA PREVISTA LA MENSA….dai cervelloni che lo hanno organizzato; prima c’era una sorta di ristorantino dentro il polo che poichè il gestore ha chiuso è anni che è in disuso…..non si sa perchè non sia stato dato di nuovo in gestione. Non capisco cosa ci sia di male a comprare al supermercato (e da noi ce ne è solo uno che prende i ticket) per comprare la roba che poi via via mi porterò in ufficio rigorosamente rona da mangiare perchè, giustamente se compri per esempio dei saponi li paghi e non rientrano nei ticket. Allora cosa è tutto questo livore della gente che dice basta fare la spesa…..cosa è una guerra tra poveri? Allora mettetemi una mensa senza costringermi a prendere l’auto!

 
1 Lug 2015 Luciano Salvatori

a lucio scusa ti vorrei dire che per quanto mi riguarda quando ho ricevuto i buoni pasto la somma erogatami mi è stata detratta dallo stipendio . Perciò sono soldi miei e dunque ne faccio quello che voglio. Mi dici come faccio a spendere il ticket facendo la guardia giurata con turni da 12 ore e anche notturni? Ci stanno togliendo tutto , e c’è gente che non se ne accorge nemmeno

 
1 Lug 2015 carlo boccaccini

Il signor lucio rosica perché forse lui non “gode” dei buoni mensa. io (8 buoni da 7 euro al mese se presenzio tutti i rientri quindi l’enormità di 56 euro) ci faccio la spesa (con difficoltà sempre crescenti perché i supermercati non li vorrebbero) così mangio dove mi pare e pago l’importo esatto senza dovere cercare chi accetta i buoni, chi non dà resto ecc ecc. a volte quando faccio la spesa mi tolgo uno sfizio: è un delitto? vivere pagando l’affitto, gli alimenti e la cessione del quinto è un incubo, volete anche questi 56 euro che vi sembrano un ingiustizia? il mio stipendio è di 1300 euro al mese con il bonus fiscale, provate voi a viverci. e poi si fissano sui buoni mensa spesi a due o tre per volta. se ho diritto a dei soldi, me li potro spendere come voglio? quando sono finiti i buoni tanto non ne ho più. l’ideale sarebbe che ce li mettessero in busta paga esentasse e festa finita, ma sarebbe troppo semplice, sparirebbero un bel po’ di soldi di tangenti per le gare e gli appalti delle ditte che forniscono i buoni…

 
1 Lug 2015 Pippo Lacoca

Io guadagno 1.127€ più 5.20€ al giorno di buono pasto. Prendo il pranzo al super x risparmiare qualcosa… visto che se vai al bar forse ci mangi solo un panino e una Coca Cola e devi mettersi qualcosa su per pagare il caffè.

 
1 Lug 2015 Marco Gentili

Come al solito l’italiota medio quando non ha, sfoga le proprie frustrazioni contro chi ha facendo di tutta l’erba un fascio. Guadagno 1200 euro e lavorando tutti i giorni previsti ho diritto a circa 100 euro di buoni pasto. Pago 550 euro di affitto più almeno altre 300 di spese fisse e i 100 euro di buoni pasto erano fondamentali quando facevo la spesa. Ora grazie ai comunisti ovvero gli amici del popolo ed alle persone come alcune che leggo qui, sarò costretto a rinunciare a molte cose semplici che rendevano la mia vita almeno dignitosa. Tutte cose che meritavo visto che a 47 anni ero riuscito finalmente ad ottenere qualche piccolo diritto in più sul lavoro dopo aver subito angherie di tutti i generi. Complimenti, bravi continuate cosi e mi raccomando i problemi principali restano comunque i diritti degli immigrati, dei gay ed ovviamente l’incostituzionalità nel toccare le pensioni d’oro.

 
1 Lug 2015 Alessandrini Daniela

non capisco come mai si accaniscono sempre con i lavoratori dipendenti, che differenza fa a LORO se io il buono pasto lo usufruisco lo stesso giorno o l’accumulo per il sabato (tra l’altro giorno libero per fare la spesa). I buoni comunque gli ho maturati perchè ho lavorato, anzi dirò di piu mi preparo il pasto a casa, mangio in ufficio e non esco neppure. Allora invece di dare i buoni perchè non date a fine mese i soldi sulla busta paga o stipendio in base ai giorni effettivamente lavorati. Non occorre il POS non si timbra la pausa mensa, non c’è pericolo di cedere i buoni. Perchè ci troviamo sempre in strade tortuose in Italia???. Basta, sempre a discapito dei dipendenti e soprattutto i commercianti usciranno con tante regole da far passare la voglia di utilizzare questi benedetti buoni. Ma in tutto ciò i sindacati dove sono? Morti vero’?

 
1 Lug 2015 Pippo Paperino

Cose da pazzi 5,16 euro di buono pasto da 10 anni… mangio un primo da 10 anni a pranzo e devo integrare con altri 5 euro… mi hanno dato i ticket elettronici che non tutti gli esercenti accettano quindi pago il mio pranzo il più delle volte in contanti… quindi adesso perderò il ticket. Vergogna.. si fanno le leggi senza sapere cosa comportano sempre peggio questa italia… tanto i dirigenti mica prendono i ticket… loro si che si posso riempire la panza…

 
1 Lug 2015 FRANCESCO CUNDARI

condivido quasi tutto delle precedenti mail, da k percepisce 3000 euro o k moto ma molto meno. la situazione con qst governi tecnici è peggiorata, ti controllano qnd mangi e qnt mangi e dove mangi, ma qst me ne frego. il problema è diventato allarmante, se non hai tempo per consumare il pasto, non si sono nelle vicinanze punti di ristoro convenzionati, resta chiaro k il ticket lo utilizzi nei grossi punti vendita alimentari, e magari nel giorno di riposo. non si capiscono i motivi di questi controlli così accaniti contro i lavoratori!!! a qst punto una soluzione possibile e forse l’unica rimasta è quella di riconoscere il valore economico dei ticket in busta paga esente come accade per le missioni varie aziendali. arrivare alle casse e non potendo pagare con ticket elettronici per scuse banali (non c’è linea), quando poi per non lasciare la spesa alle casse ed andare via, il pagamento avviene con proprie carte di altro genere personale è veramente assurdo. bisogna reagire tutti, qnd capitano situazioni simili bloccare le casse sei supermercati ed andare via. è giunt l’or di dire basta alla persecuzione contro i lavoratori………..

 
1 Lug 2015 FRANCESCO CUNDARI

a dimenticavo. non ti mettono le mani in tasca, (ti cancellano i tuoi diritti sacrosanti da dipendente/lavoratore), ti rubano quello che trovano nelle tasche….. mascalzoni !!!

 
1 Lug 2015 ranox roma

non capisco perchè non possacomperare oggi quel che mangerò domani in pausa. Ci sononche celiaci e diabetici che hanno bisogno dialimenti particolari, non facilmente reperibili nei bar/ristoranti. Che fanno? digiunano o schiattano?

 
1 Lug 2015 Donato Masucci

il problema è anche chi ha i buoni di 3,5 euro o 5 euro…e adesso è obbligato per mangiare a metterci su qualche altro euro…a me pare fatto a posta per far spendere altri soldi…

 
1 Lug 2015 Daniele Ardigò

UNA DOMANDA AGLI ESPERTI
buon giorno, non capisco come si possa definire “abuso” acquistare del cibo con un buono pasto regolarmente fornito dalla tua ditta per comprarti da mangiare, capisco se si compreassere dei prodotti in un sexy shop come una delle ministre Italiane fa, e comunque sia non si posso più usare nel senso che sono bloccati sul pos dei supermercati o si possono usare e poi ci mettono in galera (a riposarci) ??

 
Redazione
1 Lug 2015 Redazione
 
1 Lug 2015 tiziano purupí

Ma andate a fare in culo…una delle poche agevolazioni anche qui dovete romperci il cazzo!

 
1 Lug 2015 emanuele

Prima di scrivere un commento, molti di voi devono imparare la lingua italiana, sapendo mettere accenti e doppie al posto giusto. Quanto alla normativa, vorrei ricordare che per i buoni cartacei la parte eccedente € 5,29 e’ soggetta a imposizione fiscale e contributiva.

 
2 Lug 2015 gabriele

Sono tutti finocchi con il culo degli altri
sono un dipendente della difesa, faccio servizio in una caserma dove la mensa non c’è, l’acqua non è potabile e nemmeno consigliata per lavarsi in quanto ad ogni analisi si trovano rifiuti fecali animali. L’acqua da bere dobbiamo potercela da casa cosi come il pranzo e/o la cena quando siamo di guardia. Prendiamo il buono pasto da 7 euro ma per motivi che non so li prendiamo 2 volte l’anno, quindi a giugno e a dicembre. Non capisco neanche come mai mi trovo la tassazione sui buoni in busta paga quasi ogni mese anche non percependoli.. mah..
secondo voi, quando ho tra le mani 700 euro di buoni pasto che scadono dopo pochi mesi, oltre a fare la spesa per la famiglia, è un peccato comprarsi una bottiglia di champagne, o di amaro, vino, o quel che vuoi? Sono soldi miei per un diritto (la mensa di servizio) non goduto e quindi ne faccio quel che ca..o me pare. È facile dire “ti organizzi” per pranzo e cena.. benissimo, autorizzami durante il mio turno di guardia ad andare a consumare il buono in qualche struttura.. “non si può.. è abbandono del posto di guardia”.. ok.. e mo che caxx me magno? Un pezzo di buono? Siamo alla frutta..
come leggevo qualche commento sopra.. mi carichino il controvalore in busta che se pur tassato ci penso io..

 
2 Lug 2015 Marco Gentili

A ok fino ad oggi quindi tutti noi che abbiamo fatto la spesa con i buoni pasto (molto spesso ci abbiamo aggiunto la differenza in contanti) siamo stati dei pericolosissimi criminali fuorilegge. Bene, prefetto, dai ora tutti in piazza a festeggiare finalmente questa grande conquista della legalità dai dai io vado a farmi dare 20 frustate al giorno ed a nascondermi sotto terra per la vergogna nel frattempo.

 
2 Lug 2015 Cesare

A mio avviso questo pasticcio dei buoni sta assumendo i connotati della farsa tanto è grottesco, inconcepibile, meschino e ridicolo. Tentare di far cassa su uno strumento che sopperisce solo parzialmente alla mancanza di strutture aziendali, oltre che vergognoso, è sintomatico dello stato reale dei conti pubblici e della fiscalità nel nostro Paese. Ma non basta: così come è attualmente posto, l’obbligo di non cumulare i Buoni Pasto è anche gravemente discriminatorio; in effetti da la possibilità di infischiarsene della normativa a chi possiede i buoni cartacei in quanto non tracciabili: e allora perché non renderli tracciabili TUTTI O NESSUNO? Altra grossa discriminazione è quella palesemente esistente tra chi può fruire di un servizio mensa aziendale e chi non ha servizio: i primi con il buono giornaliero possono consumare un pasto completo, mentre gli altri sono spesso costretti ad aggiungere contanti di tasca propria per strozzare un panino e una bibita. Manco a dire che oltre il danno ci viene servita anche la beffa o…peggio. Bene, signori, ciò detto, spero che prevalga il buon senso e che questa norma assurda e furfantesca venga presto cancellata. Se c’è un esperto che legge i post, chiedo il conforto della sua opinione.

 
2 Lug 2015 Cesare

…ah, quasi dimenticavo….i sindacati ai quali paghiamo una tessera per vedere difesi, tutelati e garantiti i nostri diritti di lavoratori, cos’hanno in animo di fare in merito a questa spinosa faccenda? Ce lo facessero sapere in modo tale che ciascun iscritto possa trarre le dovute conseguenze……..

 
3 Lug 2015 Giordano Neri

dalle mie parti il ticket elettronico lo si può usare solo alla conad dove vado regolarmente una volta al mese a fare la spesa. Fra l’altro recentemente ho dovuto farmi rimandare la tessera (c’è voluto più di un mese per un disguido) e ora ho un cumulo di quasi 100 ticket che non potrò mai utilizzare. Io non ho mai chiesto di utilizzare i ticket avrei preferito i soldi in busta, ma non è una scelta contemplata. Quindi ora mi ritroverò a non potere mai più usare i ticket, vi pare giusto? Ma le aziende che forniscono i ticket non hanno nulla da dire?

 
4 Lug 2015 Betty

Io coi ticket ci faccio la spesa perché mi preparo da mangiare a casa da portarmi al lavoro per mangiare più sano senza i litri d’olio messi dalla mensa accanto all’ufficio che ha una qualità pessima ad un costo esagerato….. !!! Che schifo….. l’Italia fa sempre più schifo…………..

 
5 Lug 2015 massimo piai

i commenti qui letti dimostrano ancora una volta che ognuno ritiene che i propri privilegi siano sacrosanti diritti e i diritti altrui siano privilegi odiosi. e i padroni gongolano e sghignazzano guardando i cani azzannarsi per un osso putrefatto. povera italia.

 
6 Lug 2015 greco daniela

allora che si mettano nuovamente in busta paga,visto che l’erogazione dei buoni avviene ogni sei mesi dopo il conteggio delle presenze nei giorni in cui c’e’ il rientro,quindi io anticipo di tasca mia.dove sarebbe l’abuso se poi li spendo al supermercato o altrove avendoli cumulati ,il governo deve stabilire le modalita di spesa dei miei soldi

 
20 Lug 2015 genny bettera

Secondo me è ingiusto. Chi ha dei problemi di alimentazione spesso non può mangiare fuori e non capisco la differenza fra comprare il mangiare e cucinarlo a casa per portarlo a lavoro o dover per forza andare a mangiare in locali dove ti propinano schifezze e con 7 euro non ci mangi neanche un’insalata quindi ogni giorno dovrei anche aggiungere di tasca quando invece comprandomi l’insalata al supermercato posso portarla a lavoro spendendo meno. Poi comunque spesso sono scelte alimentari ecc. Cosa cambia se uno ci compra detersivi o altro? Tanto sono solo un centinaio di euro al mese, se qualcuno riesce a mangiarci tutto il mese beato lui… Anche chi compra altro alla fine li spende comunque i soldi per mangiare. Quindi cosa cambia non lo capisco solo. Per me vorrà solo dire buttare i ticket, fuori non ci voglio mangiare perchè mi riempiono il cibo di roba non controllabile che mi fa male e dovrò solo spendere tutto di tasca mia e buttare i ticket… GRAZIE

 
4 Ago 2015 Leonardo

possibile che questo Governo faccia tutte riforme punitive verso i lavoratori ? .. Sembra quasi che la colpa della crisi sia di lavoratori, piccoli commercianti ecc … Sappiamo che le respansabilità invece sono das ricercarsi nella finanza privata, come mai lì i Governi non mettono bocca ??? ….

 
20 Ago 2015 brambilla mario

chi soffre di Celiachia, chi e diabetico ecc, io per poter mangiare devo fare a piedi 1 km e ho solo 30 minuti per mangiare, 10 minuti di strada di corsa per andare e 10 minuti per tornare e 10 minuti per mangiare, io compro al supermercato per mangiare in ufficio cose adeguate per le mie patologie. non truffo e non rubo a differenza di altri noti, io farei un bel ricorso al tar

 
6 Set 2015 Aldo Bustos

Parlano sempre di come spendere e quando, mai qualcuno ha osato parlare di tutelare il lavoratore che a nome suo un datore di lavoro chiede il buono pasto e mai lo consegna all’interessato. Naturalmente questo è una cosa triste, sono d’accordo che i lavoratori che lo ricevono siano incazzati per queste nuove norme. ma potrebbe servire a fermare questi abusivi datori di lavoro che a la faccia del lavoratore fanno la spessa per la loro di famiglia e gonfiare la loro tasca.