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News Pubblicato il 30 giugno 2015

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News Buoni pasto: da domani non più possibile cumularli per fare la spesa

> News Pubblicato il 30 giugno 2015

Attraverso la tracciabilità dei buoni pasto con ticket elettronici, detassati fino a 7 euro, non saranno più possibili abusi.

Da domani non sarà più possibile fare la spesa al supermercato utilizzando contemporaneamente più buoni pasto elettronici, forniti dal datore di lavoro: a rendere, infatti, più forte il divieto di cumulo dei buoni pasto (divieto, in realtà, già esistente da sempre) è la recente riforma che consegna nelle mani dei lavoratori dei ticket solo in modalità elettronica, fino a massimo 7 euro al giorno, non utilizzabili oltre tale soglia e non spendibili nelle giornate non lavorative. Proprio la “demateralizzazione” dei buoni farà sì che l’uso degli stessi sia facilmente tracciabile, impedendo così la loro utilizzazione oltre la predetta soglia giornaliera. Insomma, gli illeciti sino ad oggi posti in essere saranno più facilmente verificabili.

La legge [1] stabilisce la detassazione delle prestazioni sostitutive del servizio di mensa quali i buoni pasto fino all’importo giornaliero di 7 euro. Con una recente circolare [2] è stato precisato che le prestazioni sostitutive in questione devono interessare la generalità dei dipendenti o intere categorie omogenee di essi.

Per fruire dell’agevolazione fiscale e contributiva, il datore di lavoro dovrà distribuire un numero di tagliandi non superiore ai giorni realmente lavorati dal dipendente: l’esenzione infatti non opera in caso di assenza per ferie, malattia o quando il vitto viene offerto tramite mensa, convenzione con esercizi pubblici o, in caso di trasferte fuori del Comune, attraverso rimborso forfetario o a piè di lista.

Inoltre l’uso dei ticket (che può riguardare solo le somministrazioni di alimenti e bevande) può avvenire solo durante la giornata lavorativa, anche se domenicale o festiva. I beneficiari non possono essere soggetti diversi dai lavoratori, per cui il buono non può essere ceduto, venduto, né convertito in denaro. Ma soprattutto non può essere cumulato, dovendo essere utilizzato esclusivamente per l’intero valore facciale.

Con i ticket elettronici tutto potrebbe cambiare. Infatti, se l’uso contestuale di più buoni pasto è vietato dalla legge, da domani esso sarà facilmente sanzionabile, proprio grazie alle nuove modalità elettroniche di erogazione e alla tracciabilità del loro impiego. Con la conseguenza che le somme giornaliere eccedenti i 7 euro dovrebbero essere pienamente tassate.

Leggi anche: “I buoni pasto sono cumulabili?

note

[1] Art. 51, comma 2, lettera c) del Tuir.

[2] Circolare n. 326/E del 23 dicembre 1997

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44 Commenti

  1. Secondo me è ingiusto. Chi ha dei problemi di alimentazione spesso non può mangiare fuori e non capisco la differenza fra comprare il mangiare e cucinarlo a casa per portarlo a lavoro o dover per forza andare a mangiare in locali dove ti propinano schifezze e con 7 euro non ci mangi neanche un’insalata quindi ogni giorno dovrei anche aggiungere di tasca quando invece comprandomi l’insalata al supermercato posso portarla a lavoro spendendo meno. Poi comunque spesso sono scelte alimentari ecc. Cosa cambia se uno ci compra detersivi o altro? Tanto sono solo un centinaio di euro al mese, se qualcuno riesce a mangiarci tutto il mese beato lui… Anche chi compra altro alla fine li spende comunque i soldi per mangiare. Quindi cosa cambia non lo capisco solo. Per me vorrà solo dire buttare i ticket, fuori non ci voglio mangiare perchè mi riempiono il cibo di roba non controllabile che mi fa male e dovrò solo spendere tutto di tasca mia e buttare i ticket… GRAZIE

  2. possibile che questo Governo faccia tutte riforme punitive verso i lavoratori ? .. Sembra quasi che la colpa della crisi sia di lavoratori, piccoli commercianti ecc … Sappiamo che le respansabilità invece sono das ricercarsi nella finanza privata, come mai lì i Governi non mettono bocca ??? ….

  3. chi soffre di Celiachia, chi e diabetico ecc, io per poter mangiare devo fare a piedi 1 km e ho solo 30 minuti per mangiare, 10 minuti di strada di corsa per andare e 10 minuti per tornare e 10 minuti per mangiare, io compro al supermercato per mangiare in ufficio cose adeguate per le mie patologie. non truffo e non rubo a differenza di altri noti, io farei un bel ricorso al tar

  4. Parlano sempre di come spendere e quando, mai qualcuno ha osato parlare di tutelare il lavoratore che a nome suo un datore di lavoro chiede il buono pasto e mai lo consegna all’interessato. Naturalmente questo è una cosa triste, sono d’accordo che i lavoratori che lo ricevono siano incazzati per queste nuove norme. ma potrebbe servire a fermare questi abusivi datori di lavoro che a la faccia del lavoratore fanno la spessa per la loro di famiglia e gonfiare la loro tasca.

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