Donazioni: come regalare un bene senza pagare notaio e tasse
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18 Gen 2016
 
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Redazione
 


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Donazioni: come regalare un bene senza pagare notaio e tasse

So che la donazione deve essere fatta sempre con un notaio e due testimoni: esistono modi per evitare questo sistema?

 

Non tutte le donazioni richiedono la forma dell’atto pubblico (rogito notarile e presenza di due testimoni), ma solo quelle di “non modico valore[1]. Dunque, la liberalità di un bene di scarso valore economico (per esempio, un televisore, un quadro non particolarmente pregiato, un computer, un cellulare) può avvenire anche attraverso la consegna materiale del bene e la dichiarazione (verbale) del donante.

La forma solenne dell’atto notarile, invece, è necessaria per quelle donazioni, ad esempio, aventi ad oggetto beni immobili, automobili di marca prestigiosa, un quadro di valore, ecc. Solo in questi ultimi casi, la conseguenza del mancato rispetto della forma imposta dalla legge rende nulla la donazione. La donazione nulla potrebbe essere impugnata dallo stesso donante (nell’ipotesi in cui, eventualmente, ci ripensi in un momento successivo) o, alla sua morte, da uno degli eredi.

 

 

Quando una donazione è di modico valore?

La legge non fissa un criterio prestabilito, ma solo una clausola generica che il giudice deve, in relazione al caso concreto, determinare di volta in volta. La giurisprudenza ha, comunque, elaborato un parametro generale per distinguere le donazioni di modico valore (che quindi non richiedono l’atto notarile) dalle altre. In particolare, per stabilire se una donazione è di modico valore bisogna considerare due elementi:

– il valore del bene oggetto della donazione in sé considerato

– le condizioni economiche del donante: per esempio, se quest’ultimo dona un bene che rappresenta quasi la totalità del suo patrimonio, anche un bene di scarso valore potrebbe richiedere l’atto notarile; viceversa l’elargizione di 100 mila euro da parte di un soggetto con un patrimonio di milioni di euro può essere considerata “di modico valore”.

 

In secondo luogo non sono soggetti alla forma dell’atto pubblico le liberalità d’uso: ad esempio, il regalo dei genitori al figlio, i gioielli del marito o del convivente alla propria donna , l’arredo regalato dai genitori alla figlia che si sposa, ecc.

 

 

La donazione indiretta

Un’ultima alternativa è costituita dalla possibilità di effettuare una donazione indiretta: il donante che intenda donare un bene ad un soggetto, anziché acquistarlo e poi donarlo al beneficiario, potrebbe pagare direttamente il venditore in modo tale che quest’ultimo poi trasferisca il bene al donatario. In tal modo, anche se il prezzo viene pagato dal donante, l’acquirente è il donatario. Si pensi anche al caso del padre che, anziché comprare una casa e poi donarla al figlio, paghi direttamente il costruttore affinché quest’ultimo intesti l’immobile al beneficiario. Un ulteriore esempio è quello del soggetto che paga un debito del figlio rinunciando alla rivalsa o anche dell’aumento di capitale di una società al valore nominale, con cui chi lo sottoscrive acquisisce una quota che vale molto di più del versamento effettuato.

 

La donazione indiretta, oltre a non scontare le tasse sulla donazione, non richiede neanche l’atto pubblico notarile. Abbiamo elencato tutti i casi di donazione indiretta nell’articolo “Donazione indiretta: che significa”.

 

Tali liberalità sono soggette all’imposta di donazione [2] in caso di:

 

– accertamento dell’Agenzia delle Entrate secondo particolari condizioni (v. dopo);

– registrazione volontaria delle parti (v. dopo);

 

 

Accertamento dell’Agenzia delle Entrate

La liberalità è tassabile se emerge nell’ambito di un procedimento di accertamento dell’AE e se ricorrono, congiuntamente, le seguenti 2 condizioni:

 

– l’esistenza di liberalità risulta da dichiarazioni rese dall’interessato nell’ambito di procedimenti diretti all’accertamento di tributi (es. nel caso di accertamento sintetico per incrementi patrimoniali, o “redditometro”);

 

– le liberalità così emerse abbiano determinato (anche cumulativamente se più di una) un incremento patrimoniale superiore all’eventuale franchigia con riferimento ad un unico beneficiario.

 

In questo caso l’Agenzia delle Entrate liquida l’imposta calcolata, per la prassi, con aliquota dell’8% e applicazione delle franchigie ordinariamente previste; per parte della dottrina, si applica invece l’aliquota del 7% sulla parte eccedente l’importo di € 180.759,91 in base alla norma originaria non espressamente modificata.

 

Registrazione volontaria

Le parti possono richiedere la registrazione volontaria della liberalità indiretta (prima che venga accertata dall’Agenzia delle entrate), utilizzando il modello 2 – Tasse e II.AA.

In tal caso, l’imposta, liquidata dall’Agenzia delle Entrate, dovrebbe essere determinata in base delle aliquote e delle franchigie ordinarie ma vi è il dubbio se siano invece applicabili le aliquote del 3%, 5% e 7% già previste dall’art. 56 D.Lgs. 346/90.

L’usucapione

Un secondo metodo di trasferimento della proprietà senza necessità di un atto dal notaio è quello di far dichiarare l’usucapione a favore del donatario sul bene immobile. Donante e donatario possono attivare una causa che – stante l’accordo tra i due – non avrà tempi particolarmente lunghi, in cui il giudice accerterà che l’immobile è stato posseduto dal donatario per oltre 20 anni. Quindi la sentenza avrà effetto retroattivo e sarà trascritta nei pubblici registri immobiliari.

Lo stesso effetto si può realizzare attraverso la mediazione, con notevole risparmio di tempi e di costi. In tal caso le parti si incontreranno presso un organismo di mediazione e daranno vita a un verbale in cui si accerta che il donatario ha usucapito l’immobile. Le firme dovranno poi essere autenticate da un notaio e, infine, si potrà procedere alla trascrizione del verbale innanzi al conservatore dei pubblici registri.


[1] Art. 783 cod. civ.

[2] Sono tuttavia comunque escluse da tassazione:

– le liberalità indirette collegate ad atti concernenti il trasferimento o la costituzione di diritti immobiliari o il trasferimento di aziende che siano già assoggettati all’imposta di registro in misura proporzionale oppure all’IVA (art. 1, c. 4 bis D.Lgs. 346/90);

– le liberalità relative a spese non soggette a collazione, tra le quali rientrano, ad esempio, le spese di mantenimento e di educazione nonché quelle sostenute per malattia (art. 742 cod. civ.);

– le donazioni di modico valore, aventi per oggetto beni mobili (art. 783 cod. civ.);

– i comportamenti che le parti non manifestano in atti (es. pagamento di debito altrui).

 

Autore immagine: 123rf com

 


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