Mai finora era uscita una sentenza, in tema di separazione, così originale: una coppia di Trieste separata ha visto assegnare dal giudice la propria casa alla figlia minore di quattro anni [1].
Genitori messi quindi a dura prova: pur se comproprietari dell’abitazione in cui prima convivevano, hanno dovuto soccombere all’aspra e inusuale decisione.
La sentenza conferma la scelta del giudice di tutelare innanzitutto l’interesse della minore, proteggendola dai continui litigi dei genitori. La bambina, infatti, è stata affidata in modo condiviso ai due “ex”, ma rimarrà nella casa a lei assegnata. In tal modo, madre e padre dovranno alternarsi nell’abitazione il lunedì mattina, una settimana ciascuno. Il genitore che di volta in volta conviverà con la piccola dovrà provvedere al suo mantenimento e alle spese quotidiane, contribuendo poi al 50% delle spese straordinarie (salute, istruzione e tempo libero).
Difficile immaginare questo provvedimento tradotto nella realtà quotidiana. Sembra piuttosto una provocazione, un modo estremo di richiamare i genitori al proprio dovere, anziché litigare.
È proprio il caso di dirlo: tra i due litiganti il terzo gode.
[1] Tribunale per i minorenni di Trieste, sent. del 29 febbraio 2012.
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