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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 100 codice civile: Riduzione del termine e omissione della pubblicazione.

Il tribunale, su istanza degli interessati, con decreto non impugnabile emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, può ridurre, per gravi motivi, il termine della pubblicazione. In questo caso la riduzione del termine è dichiarata nella pubblicazione (1).

Può anche autorizzare, con le stesse modalità, per cause gravissime, l’omissione della pubblicazione, quando gli sposi davanti al cancelliere dichiarano sotto la propria responsabilità che nessuno degli impedimenti stabiliti dagli articoli 85, 86, 87, 88 e 89 si oppone al matrimonio.

Il cancelliere deve far precedere alla dichiarazione la lettura di detti articoli e ammonire i dichiaranti sull’importanza della loro attestazione e sulla gravità delle possibili conseguenze.

((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 3 NOVEMBRE 2000, N. 396))  (2).

 


Commento

Cancelliere: si tratta dell’ufficio complementare dell’organo giudiziario con funzioni burocratiche ed amministrative che vengono svolte in piena autonomia.

 

(1) L’ufficiale dello stato civile, infatti, redige processo verbale in seguito alla richiesta di pubblicazione, in cui indica: le persone comparse, la richiesta ricevuta, le dichiarazioni degli sposi o dei loro rappresentanti, i documenti e la durata della pubblicazione, nonché se essa è abbreviata o dispensata. Procede poi all’affissione. L’atto di pubblicazione resta affisso alla porta della casa comunale per otto giorni

 (2) Comma abrogato ex art. 110, d.P.R. 3-11-2000, n. 396 (Semplificazione dell’ordinamento dello stato civile), in vigore novanta giorni dopo la sua pubblicazione (G.U. 30-12-2000, n. 303, s.o.).

Quando è stata autorizzata l’ammissione della pubblicazione, gli sposi devono presentare all’ufficiale dello stato civile il provvedimento di autorizzazione e rendere la dichiarazione di cui all’art. 51, c. 1, d.P.R. 396/2000 cit..

 

 

La norma prevede l’eccezionale possibilità di ridurre il termine di durata delle pubblicazioni o addirittura di eliminarle quando ricorrano, rispettivamente, gravi o gravissimi motivi. La possibilità di dar luogo alla celebrazione del matrimonio senza preventive pubblicazioni è, però, subordinata, oltre che a gravissime esigenze, anche a tutti i requisiti che sono indicati dai commi 2 e 3 dell’articolo in commento.

 


Giurisprudenza annotata

Procedimento civile

Si rileva la carenza di legittimazione passiva in capo al proprietario dell'intero pacchetto azionario, convenuto in giudizio in ordine ad un contratto di prestazione d'opera, qualora l'attività professionale dell'istante sia stata svolta nei confronti e a vantaggio del gestore della società che è soggetto diverso dal primo; infatti, vi è assoluta diversità soggettiva tra chi appare quale gestore di società, costituita nella forma di società di capitali, chi è proprietario delle azioni rappresentanti la partecipazione sociale e la società stessa (specie laddove rivesta la forma di società di capitali innanzi specificata, che si caratterizza per un'autonomia patrimoniale perfetta).

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  18 settembre 2012 n. 737  

 

 

Danni

Il danno esistenziale "iure proprio" attiene alla sfera non patrimoniale dei congiunti quale privazione permanente delle relazioni interpersonali preesistenti tra i congiunti e il deceduto. Detta voce di danno va allegata e provata anche a mezzo del ricorso a presunzioni fondate su prognosi obiettive.

Tribunale Rossano  24 aprile 2007

 

Il danno morale "iure proprio" attiene alla sfera affettiva transitoriamente lesa dal fatto illecito. Esso va dimostrato anche a mezzo presunzioni.

Tribunale Rossano  24 aprile 2007

 

Il danno morale "iure successionis" patito in vita dal danneggiato poi deceduto è valutabile in modo equitativo tenuto conto delle sofferenze patite.

Tribunale Rossano  24 aprile 2007

 

Il danno biologico spettante agli eredi per la permanenza in vita del danneggiato poi deceduto è conseguente alla sua invalidità temporanea totale o parziale.

Tribunale Rossano  24 aprile 2007

 

Il danno alla vita - contestuale all'evento lesivo - non è apprezzabile quale danno biologico giacché interessa un diritto personalissimo non trasmissibile agli eredi poiché estinguentesi con la morte della persona.

Tribunale Rossano  24 aprile 2007

 

Il danno biologico "iure hereditatis", esprimendo un danno alla salute e non un danno alla vita, è apprezzabile soltanto qualora l'evento morte segua l'evento lesivo dopo un congruo lasso di tempo.

Tribunale Rossano  24 aprile 2007

 

L'evento morte provoca un danno patrimoniale ai congiunti qualora questi diano prova della sua entità ottemperando all'"onus alligandi atque probandi". Il criterio di quantificazione può essere equitativo.

Tribunale Rossano  24 aprile 2007

 

In presenza di condebitori solidali i quali richiedano l'accertamento delle graduatorie delle colpe, il giudice deve pronunciarsi nel merito al fine di consentire l'azione di regresso tra i primi.

Tribunale Rossano  24 aprile 2007

 

 

Comunione e condominio

La facoltà di impugnare la sentenza emessa in una controversia avente ad oggetto non diritti su un servizio comune, ma soltanto la sua gestione, spetta esclusivamente all'amministratore del condominio; conseguentemente è inammissibile l'impugnazione proposta solo da alcuni condomini e non dall'amministratore, parte nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo dal medesimo ottenuto ma, successivamente, revocato per l'illegittimità della pretesa di partecipazione alle spese relative alla conduttura di un impianto comune, fatta valere, peraltro, nei confronti del condomino proprietario esclusivo di una porzione immobiliare non servita, nemmeno "ab origine", da detto impianto.

Cassazione civile sez. II  04 maggio 2005 n. 9213  



 
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