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Art. 1003 codice civile: Mancanza o insufficienza della garanzia

Se l’usufruttuario non presta la garanzia a cui è tenuto, si osservano le disposizioni seguenti:

gli immobili sono locati o messi sotto amministrazione (1), salva la facoltà all’usufruttuario di farsi assegnare per propria abitazione una casa compresa nell’usufrutto (2). L’amministrazione è affidata, con il consenso dell’usufruttuario, al proprietario o altrimenti a un terzo scelto di comune accordo tra proprietario e usufruttuario o, in mancanza di tale accordo, nominato dall’autorità giudiziaria;

il danaro è collocato a interesse (3);

i titoli al portatore si convertono in nominativi a favore del proprietario con il vincolo dell’usufrutto, ovvero si depositano presso una terza persona, scelta dalle parti, o presso un istituto di credito, la cui designazione, in caso di dissenso, è fatta dall’autorità giudiziaria;

le derrate sono vendute e il loro prezzo è parimenti collocato a interesse.

In questi casi appartengono all’usufruttuario gli interessi dei capitali, le rendite, le pigioni e i fitti.

Se si tratta di mobili i quali si deteriorano con l’uso, il proprietario può chiedere che siano venduti e ne sia impiegato il prezzo come quello delle derrate. L’usufruttuario può nondimeno domandare che gli siamo lasciati i mobili necessari per il proprio uso.


Commento

Garanzia: [v. 1179]; Bene immobile: [v. 812]; Locazione: [v. 1571]; Deposito: [v. 1766]; Bene mobile: [v. 812]; Interessi: [v. 1282]; Titoli al portatore: [v. 2003]; Titoli nominativi: [v. 2021].

 

Pigioni e fitti: i primi sono i canoni della locazione [v. 1587]; i secondi sono definibili quali controprestazioni dovute dall’affittuario nel contratto di affitto e consistenti nel versamento di una somma di denaro [v. 1639].

 

(1) La scelta tra i due provvedimenti è esercitata dall’usufruttuario, anche se il proprietario, nel caso sia preferita la locazione, può rifiutare un conduttore che non presenti i requisiti di affidabilità idonei a lasciare il fondo in buono stato o non esegua le riparazioni cui ha diritto l’usufruttuario.

 

(2) Tale facoltà non è condizionata al fatto che l’usufruttuario versi in stato di bisogno o sia privo di altra abitazione.

 

(3) Il nudo proprietario può contestare l’investimento del denaro in società per azioni o in altre imprese speculative, poiché ciò darebbe luogo a frutti diversi dai puri e semplici interessi, che sono gli unici previsti dalla legge.

 

 


Giurisprudenza annotata

Società

Il concedente può domandare all'usufruttuario di quota sociale la prestazione di garanzia e, ove non spontaneamente prestata, in applicazione analogica dell'art. 1003 c.c., può chiedere la restituzione della cosa o le diverse misure che si ritengano adeguate al caso, così come può ottenere in via cautelare lo spossessamento dell'usufruttuario, ma non può domandare la cessazione dell'usufrutto.

Tribunale Bologna  12 luglio 2001

 

Può accogliersi la domanda di cessazione dell'usufrutto su quota di s.r.l. per comportamento abusivo dell'usufruttuario nell'esercizio dei diritti inerenti alla quota solo qualora sia dedotta una condotta che possa concretamente qualificarsi come violazione del dovere di diligenza incombente all'usufruttuario o che comunque evidenzi un pericolo in atto di lesione del patrimonio sociale; l'abuso non può quindi essere desunto dal solo discostarsi del voto dell'usufruttuario dai "desiderata" dei nudi proprietari.

Tribunale Bologna  12 luglio 2001

 

Il concedente può domandare all'usufruttuario di quota sociale la prestazione della garanzia e, ove non spontaneamente prestata, in applicazione analogica dell'art. 1003 c.c., può chiedere la restituzione della cosa o le diverse misure che si ritengano adeguate al caso, così come può ottenere in via cautelare lo spossessamento dell'usufruttuario, ma non può domandare la cessazione dell'usufrutto.

Tribunale Bologna  12 luglio 2001

 

 

Usufrutto, uso, abitazione, nuda proprietà

Il nudo proprietario, ancorché abbia consentito che l'usufruttuario consegua il possesso dei beni senza previa prestazione d'idonea garanzia, può proporre domanda di accertamento dell'obbligo dell'usufruttuario di prestarla.

Cassazione civile sez. un.  14 febbraio 1995 n. 1571

 

L'inottemperanza, da parte dell'usufruttuario, agli obblighi dell'effettuazione dell'inventario delle cose oggetto del diritto e della prestazione di idonea garanzia, secondo la previsione degli art. 1002 e 1003 c.c., costituisce ragione ostativa al conseguimento del possesso dei beni, ovvero, ove tale possesso sia stato già ottenuto, comporta il diritto del nudo proprietario di avere in restituzione i beni medesimi, sempre che non vi sia stata una sua rinuncia ai suddetti adempimenti (rinuncia di per sè non ravvisabile nella pregressa trasmissione del possesso all'usufruttuario).

Cassazione civile sez. II  22 aprile 1986 n. 2817  

 

L'inottemperanza, da parte dell'usufruttuario, agli obblighi della effettuazione dell'inventario delle cose oggetto del diritto e della prestazione di idonea garanzia, secondo la previsione degli art. 1002 e 1003 c.c., costituisce ragione ostativa al conseguimento del possesso dei beni, ovvero, ove tale possesso sia stato già ottenuto, comporta il diritto del nudo proprietario di avere in restituzione i beni medesimi, sempre che non vi sia stata una sua rinuncia ai suddetti adempimenti (rinuncia di per sè non ravvisabile nella pregressa trasmissione del possesso all'usufruttuario).

Cassazione civile sez. II  22 aprile 1986 n. 2817  

 

La domanda del nudo proprietario nei confronti dell'usufruttuario, per ottenere l'adempimento di quest'ultimo agli obblighi della effettuazione dell'inventario e della prestazione di idonea garanzia (art. 1002 e 1003 c.c.), ha natura meramente personale, in quanto non investe l'esistenza ed il contenuto del diritto di usufrutto. Pertanto, in ipotesi di comunione ereditaria, la suddetta azione deve ritenersi esperibile anche dal singolo coerede, senza che insorga necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri eredi.

Cassazione civile sez. II  22 aprile 1986 n. 2817

 

 

Locazione di cose

La disposizione dell'art. 1591 c.c., circa l'obbligo del conduttore in mora nella restituzione della cosa locata di pagare al locatore il corrispettivo pattuito fino alla riconsegna di essa salvo il risarcimento del maggior danno, trova applicazione anche quando il conduttore rivesta, contestualmente, la qualità di comproprietario del bene, anche se ciò impedisca l'emissione nei suoi confronti di una pronuncia di condanna al rilascio (nella specie, il contratto di locazione si era risolto a seguito di convalida di sfratto per morosità).

Cassazione civile sez. III  03 settembre 2007 n. 18524



 
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