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Art. 1006 codice civile: Rifiuto del proprietario alle riparazioni

Se il proprietario rifiuta di eseguire le riparazioni poste a suo carico o ne ritarda l’esecuzione senza giusto motivo, è in facoltà dell’usufruttuario di farle eseguire a proprie spese (1) . Le spese devono essere rimborsate alla fine dell’usufrutto senza interesse (2). A garanzia del rimborso l’usufruttuario ha diritto di ritenere l’immobile riparato (3).


Commento

 

Riparazioni: [v. 1005]; Interesse: [v. 1282]; Garanzia: [v. 1179]; Diritto di ritenzione: [975].

 

(1) Il compimento delle riparazioni straordinarie costituisce per l'usufruttuario non un un dovere giuridicamente sanzionato, ma una mera facoltà, ossia una scelta. Tale facoltà sorge quando il nudo proprietario rifiuti di eseguire le riparazioni poste a suo carico.

 

(2) Ove l’usufrutto abbia ad oggetto beni deteriorabili,  non è previsto alcun diritto al rimborso delle spese per le riparazioni straordinarie a favore dell’usufruttuario che le ha effettuate.

 

(3) Da notare che, se le riparazioni in esame sono state effettuate su beni mobili, l’usufruttuario è avvantaggiato; egli, infatti, gode non solo del diritto di ritenzione ma anche dello speciale privilegio sui beni migliorati che la legge riconosce a colui che vi abbia apportato miglioramenti o abbia provveduto alla conservazione [v. 2756].

 


Giurisprudenza annotata

Usufrutto, uso, abitazione, nuda proprietà

L'usufruttuario ha l'obbligo di provvedere alle spese ed in genere agli oneri relativi alla manuten zione ordinaria dell'immobile, ma non anche a quelli relativi ad interventi di restauro, né è tenuto a comunicare al proprietario la necessità di tali interventi. Non è, pertanto, configurabile alcuna sua responsabilità per la mancata comunicazione della predetta necessità, né per aver omesso di provvedere direttamente alle riparazioni non eseguite dal proprietario, essendo prevista al riguardo dall'art. 1006 c.c. soltanto una facoltà.

Cassazione civile sez. II  24 febbraio 2009 n. 4426

 

 

Comunione e condominio

Nel giudizio instaurato per la divisione delle spese di manutenzione o ricostruzione del solaio divisorio comune ai sensi dell'art. 1125 c.c. dal proprietario del piano sovrastante nei confronti del proprietario di quello inferiore, non sussiste la necessità di integrare il contraddittorio, ex art. 102 c.p.c., nei riguardi dell'eventuale usufruttuario di alcuno dei piani stessi, essendo il rapporto dedotto in lite e da regolare con la pronuncia giudiziale afferente solo alla titolarità del diritto di proprietà dei piani divisi dal solaio.

Cassazione civile sez. II  12 dicembre 1986 n. 7397  



 
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