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Art. 1010 codice civile: Passività gravanti su eredità in usufrutto

L’usufruttuario di un’eredità o di una quota di eredità è obbligato a pagare per intero, o in proporzione della quota, le annualità e gli interessi dei debiti o dei legati da cui l’eredità stessa sia gravata (1).

Per il pagamento del capitale dei debiti o dei legati, che si renda necessario durante l’usufrutto, è in facoltà dell’usufruttuario di fornire la somma occorrente, che gli deve essere rimborsata senza interesse alla fine dell’usufrutto (2).

Se l’usufruttuario non può o non vuole fare questa anticipazione, il proprietario può pagare tale somma, sulla quale l’usufruttuario deve corrispondergli l’interesse durante l’usufrutto, o può vendere una porzione dei beni soggetti all’usufrutto fino alla concorrenza della somma dovuta.

Se per il pagamento dei debiti si rende necessaria la vendita dei beni, questa è fatta d’accordo tra proprietario e usufruttuario, salvo ricorso all’autorità giudiziaria in caso di dissenso. L’espropriazione forzata deve seguire contro ambedue.


Commento

Interessi: [v. 1282]; Vendita: [v. 1470]; Eredità: [v. 457]; Legato: [v. 649]; Espropriazione forzata: [v. Libro VI, Titolo IV, Capo II].

 

(1) I debiti che incidono sul reddito sono a carico dell’usufruttuario, come ad es. i debiti di prestazioni periodiche (rendite, canoni, interessi). I debiti di capitale, invece, sono a carico del nudo proprietario, le prestazioni non periodiche, quali le rate di una somma di capitale dei debiti e dei legati.

 

(2) Per quanto riguarda il pagamento dei debiti e dei legati relativi al capitale, l’usufruttuario non ha l’obbligo di farlo, ma ha una facoltà.


Giurisprudenza annotata

Successione

La disposizione testamentaria con cui il "de cuius" assegna a uno dei legittimari l'usufrutto generale sull'intero patrimonio ereditario, con esclusione del pagamento dei debiti ereditari, costituisce legato in sostituzione di legittima.

Corte appello Lecce  17 luglio 2012

 

Il coniuge superstite, al quale spetti l'usufrutto di una quota dell'eredità nel regime dell'art. 581 c.c. anteriore alle modifiche introdotte dall'art. 189 l. 19 maggio 1975 n. 151, (riforma del diritto di famiglia), assume, in virtù dell'intervenuta successione a titolo particolare, la qualità di legatario e, pertanto, a norma dell'art. 756 c.c., non può essere condannato al pagamento di debiti ereditari nei confronti dei creditori. Detto principio non trova parziale deroga nella disposizione di cui al comma 1 dell'art. 1010 c.c., la quale obbliga l'usufruttuario al pagamento della annualità e degli interessi dei debiti e dei legati da cui l'eredità sia gravata, in quanto tale obbligo opera esclusivamente nei rapporti interni tra usufruttuario stesso e successore nel debito ereditario.

Cassazione civile sez. II  17 marzo 1980 n. 1758  

 

 

Comodato

La cessazione del comodato precario non può essere subordinata ad un evento futuro che sia incerto anche nel suo verificarsi, perché in tal modo si protrarrebbe indefinitivamente la durata del rapporto - al limite per tutta la vita del comodatario - in contrasto, oltre che, con i principi generali in tema di contratti di durata senza prefissione di un termine di scadenza (per i quali è normalmente previsto il recesso "ad nutum"), con la disciplina positiva dettata dall'art. 1810 c.c., ed al carattere di gratuità del contratto che non si concilia con un illimitato sacrificio del comodante.

Cassazione civile sez. III  13 novembre 1989 n. 4790  

 

 

Imposte

L'imposta di successione disciplinata dal r.d. 30 dicembre 1923 n. 3270 e successive modificazioni, non costituisce un peso gravante sull'intero patrimonio ereditario, ma un peso a carico delle singole effettive attribuzioni patrimoniali e, in sede di regresso esercitato dal coerede che l'ha pagata nei confronti degli altri successori, è ripartita in proporzione al valore dei beni a ciascuno assegnati in sede di divisione, anche se minore del valore della quota spettante per legge; il coniuge superstite, usufruttuario ex lege a norma dell'art. 581 c.c. (vecchio testo), è, pertanto, tenuto a pagare l'imposta di successione sul valore dei beni assegnatigli in usufrutto e non sull'usufrutto del quarto dell'intero patrimonio ereditario spettantegli per legge.

Cassazione civile sez. II  14 gennaio 1985 n. 29



 
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