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Art. 1014 codice civile: Estinzione dell’usufrutto

Oltre quanto è stabilito dall’art. 979, l’usufrutto si estingue:

1) per prescrizione per effetto del non uso durato per venti anni (1);

2) per la riunione dell’usufrutto e della proprietà nella stessa persona;

3) per il totale perimento della cosa su cui è costituito.


Commento

Prescrizione per non uso: [v. 2934].

 

Riunione (consolidazione): è l’ipotesi della coesistenza della titolarità dei due diritti, nuda proprietà [v. 978] e usufrutto, in capo allo stesso soggetto.

 

Totale perimento: deve intendersi la completa distruzione in senso materiale e fisico della cosa, senza che vi sia una parte restante utilizzabile.

 

(1) Ad interrompere la prescrizione è idoneo qualunque atto di esercizio, anche se ristretto rispetto alle facoltà spettanti all’usufruttuario (es.: esercizio del diritto limitato all’uso e non esteso anche al godimento della cosa).

 

(2) L’estinzione dell’usufrutto può avvenire anche per rinunzia abdicativa del titolare o a causa della pronuncia di invalidità del titolo costitutivo, per nullità, annullamento, rescissione e revoca, nonché a causa di risoluzione del titolo del costituente ed infine dell’acquisto del bene mobile come libero mediante possesso in buona fede (cd. usucapio libertatis) e di provvedimento ablatorio della P.A.


Giurisprudenza annotata

Usufrutto, uso, abitazione, nuda proprietà

La rinuncia all'usufrutto, quale negozio unilaterale meramente abdicativo, ha come causa la dismissione del diritto e, poiché il consolidamento con la nuda proprietà ne costituisce effetto ex lege, non può essere considerata come una donazione, né necessita della forma prescritta dall'art. 782 c.c.

Cassazione civile sez. II  10 gennaio 2013 n. 482  

 

Ricorre la causa di estinzione del diritto di abitazione per caso fortuito ("rectius" forza maggiore), in base al combinato disposto dell'art. 1026 c.c. e dell'art. 1014 n. 3, c.c., a seguito di un'ordinanza sindacale di sgombero della casa per pericolo di crollo: l'indisponibilità del bene va ricondotta, infatti, ad un "factum principis".

Cassazione civile sez. II  04 maggio 2012 n. 6772

 

Il diritto all'uso dell'area pertinente ad un fabbricato per parcheggio dell'auto è di natura reale (art. 18 l. 6 agosto 1967 n. 765, e art. 26 l. 28 febbraio 1985 n. 47), e, pertanto, si prescrive - per il combinato disposto degli art. 1026 e 1014 c.c. - dopo vent'anni dall'acquisto dell'unità immobiliare.

Cassazione civile sez. II  27 gennaio 2012 n. 1214

 

Il diritto all'uso dell'area pertinente ad un fabbricato per parcheggio dell'auto è di natura reale (art. 18 l. 6 agosto 1967 n. 765 e 26 l. 28 febbraio 1985 n. 47), e pertanto si prescrive dopo vent'anni dall'acquisto dell'unità immobiliare.

Cassazione civile sez. II  17 dicembre 1997 n. 12736  

 

 

Edilizia ed urbanistica

La proprietà delle aree interne o circostanti ai fabbricati di nuova costruzione su cui grava il vincolo pubblicistico di destinazione a parcheggio può essere acquistata per usucapione, non comportandone tale vincolo indisponibilità, inalienabilità e incommerciabilità. Il diritto all'uso dell'area pertinente ad un fabbricato per parcheggio dell'auto è di natura reale (art. 18, l. 6 agosto 1967, n. 765, e 26, l. 28 febbraio 1985, n. 47), e pertanto si prescrive - per il combinato disposto degli art. 1026 e 1014 c.c. - dopo venti anni dall'acquisto dell'unità immobiliare.

Cassazione civile sez. II  15 novembre 2002 n. 16053

 

Il diritto all'uso dell'area pertinente ad un fabbricato per parcheggio dell'auto è di natura reale (art. 18 l. 6 agosto 1967 n. 765 e 26 l. 28 febbraio 1985 n. 47), e pertanto si prescrive - per il combinato disposto dagli art. 1026 e 1014 c.c. - dopo vent'anni dall'acquisto dell'unità immobiliare.

Cassazione civile sez. II  15 novembre 2002 n. 16053  

 

Al diritto reale d'uso sulle aree a parcheggio di cui all'art. 41 "sexies" l. 17 agosto 1942 n. 1150, secondo il testo introdotto dall'art. 18 l. 6 agosto 1967 n. 765, è applicabile il modo di estinzione per non uso protrattosi per venti anni, previsto dal combinato disposto degli art. 1014 n. 1) e 1026 c.c.

Cassazione civile sez. II  14 novembre 2000 n. 14731  

 

 

Contratti agrari

La strada interpoderale o vicinale, iscritta negli elenchi comunali, si presume assoggettata al pubblico transito, diritto reale dell'ente esponenziale estinguibile soltanto per volontà di esso, anche implicita; pertanto, se i terreni oggetto di retratto agrario sono separati da quelli del retraente da una strada interpoderale, per ritenerli confinanti (art. 7 l. 14 agosto 1971 n. 817) non è sufficiente la mancanza dell'uso ventennale di passaggio su di essa da parte della collettività.

Cassazione civile sez. III  14 gennaio 1998 n. 265  

 

 

Comunione e condominio

I parcheggi realizzati in eccedenza rispetto allo spazio minimo richiesto dall'art. 2 l. 24 marzo 1989 n. 122 non sono soggetti a vincolo pertinenziale a favore delle unità immobiliari del fabbricato. Ne consegue che l'originario proprietario-costruttore del fabbricato può legittimamente riservarsi, o cedere a terzi, la proprietà di tali parcheggi, nel rispetto del vincolo di destinazione nascente da atto d'obbligo.

Cassazione civile sez. II  03 febbraio 2012 n. 1664  

 

Il diritto all'uso dell'area pertinente a un fabbricato per parcheggio dell'auto è di natura reale (art. 18 l. 6 agosto 1967 n. 765 e 26 l. 28 febbraio 1985 n. 47), e pertanto si prescrive - per il combinato disposto dagli art. 1026 e 1014 c.c. - dopo vent'anni dall'acquisto dell'unità immobiliare.

Cassazione civile sez. II  27 gennaio 2012 n. 1214  



 
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