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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1040 codice civile: Uso dell’acquedotto

Chi possiede un acquedotto nel fondo altrui non può immettervi maggiore quantità d’acqua, se l’acquedotto non ne è capace o ne può venir danno al fondo servente (1).

Se l’introduzione di una maggior quantità d’acqua esige nuove opere, queste non possono farsi, se prima non se ne determinano la natura e la qualità e non si paga la somma dovuta per il suolo da occupare e per i danni nel modo stabilito dall’art. 1038.

La stessa disposizioni si applica anche quando per il passaggio attraverso un acquedotto occorre sostituire una tomba a un ponte-canale o viceversa (2).


Commento

Tomba: canale sotterraneo attraverso cui passa l’acqua.

 

Ponte-canale: struttura che consente il passaggio superiore dell’acqua.

 

(1) L’uso dell’acquedotto e, dunque, l’esercizio della servitù da parte del proprietario del fondo dominante, è da questi modificabile senza il preventivo assenso del proprietario del fondo servente, purché non sia resa più gravosa la condizione del fondo servente.

 

(2) È sempre necessario il consenso del proprietario del fondo servente ed, in mancanza, la sentenza costitutiva, quando l’introduzione di maggiori acque determini l’esecuzione di nuove opere.

 


Giurisprudenza annotata

Servitù

Il parcheggio di autovetture costituisce manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo, non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù, del quale difetta la realitas, intesa come inerenza al fondo dominante dell'utilità, così come al fondo servente del peso, mentre la mera commoditas di parcheggiare l'auto per specifiche persone che accedano al fondo non può in alcun modo integrare gli estremi della utilità inerente al fondo stesso, risolvendosi, viceversa, in un vantaggio affatto personale dei proprietari (cassata, nella specie, la decisione dei giudici del merito che avevano accertato che su un terreno di proprietà della società convenuta l'attrice godeva di servitù di parcheggio).

Cassazione civile sez. II  06 novembre 2014 n. 23708  



 
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