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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1042 codice civile: Obblighi inerenti all’uso di corsi contigui a fondi altrui

Se un corso d’acqua (1)  impedisce ai proprietari dei fondi contigui l’accesso ai medesimi, o la continuazione dell’irrigazione o dello scolo delle acque, coloro che si servono di quel corso sono obbligati, in proporzione del beneficio che ne ritraggono, a costruire e a mantenere i ponti e i loro accessi sufficienti per un comodo e sicuro transito, come pure le botti sotterranee, i ponti-canali o altre opere simili per continuare l’irrigazione o lo scolo, salvi i diritti derivanti dal titolo o dall’usucapione.


Commento

Ponte-canale: [v. 1040].

 

Botte sotterranea: recipiente per la raccolta e la conservazione dell’acqua.

 

Scolo: fossato nel quale vengono convogliate le acque di scarico.

 

(1) Poiché la norma parla genericamente di corso d’acqua, essa è applicabile non solo alla servitù di acquedotto coattivo, ma anche a quella di acquedotto volontario [v. 1058], di scarico coattivo od a scopo di bonifica [v. 1043-1044], ed anche ai canali aperti dal proprietario sul suo fondo [v. 911].

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Servitù

Ai sensi dell'art. 1042 c.c. al diritto di uso delle acque che attraversino i fondi altrui, sia che tale diritto derivi da servitù, sia che derivi da qualsiasi altro titolo, è connessa l'obbligazione legale di costruire e di mantenere i ponti necessari per accedere ai fondi contigui (salvo che dal titolo costitutivo del diritto o dell'esercizio di fatto di esso per il tempo necessario all'usucapione risulti una diversa regolamentazione).

Cassazione civile sez. II  21 giugno 1979 n. 3483 



 
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