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Art. 1051 codice civile: Passaggio coattivo

Il proprietario, il cui fondo è circondato da fondi altrui, e che non ha uscita sulla via pubblica (1) né può procurarsela senza eccessivo dispendio o disagio (2), ha diritto di ottenere il passaggio sul fondo vicino per la coltivazione e il conveniente uso del proprio fondo.

Il passaggio si deve stabilire in quella parte per cui l’accesso alla via pubblica è più breve e riesce di minore danno al fondo sul quale è consentito. Esso può essere stabilito anche mediante sottopassaggio, qualora ciò sia preferibile, avuto riguardo al vantaggio del fondo dominante e al pregiudizio del fondo servente.

Le stesse disposizioni si applicano nel caso in cui taluno, avendo un passaggio sul fondo altrui, abbia bisogno ai fini suddetti di ampliarlo per il transito dei veicoli anche a trazione meccanica (3).

Sono esenti da questa servitù le case, i cortili, i giardini e le aie ad esse attinenti.


Commento

Interclusione: situazione di un fondo circondato da proprietà altrui e privo di sbocchi sulle strade pubbliche.

 

(1) È questa l’ipotesi della cd. interclusione assoluta, che ricorre quando il fondo non ha alcuna possibilità di uscita sulla via pubblica se non attraverso il fondo od i fondi del vicino che lo circondano.

 

(2) È questa l’ipotesi della cd. interclusione relativa, che ricorre quando il fondo, pur confinando con la via pubblica, non ha facilmente la possibilità di uscita su di essa, per la particolare situazione dei luoghi.

 

(3) È questa l’ipotesi del cd. ampliamento coattivo, che ricorre quando, pur preesistendo una servitù di passaggio, è necessario ampliare l’uscita sulla via pubblica al fine di consentire il transito di veicoli anche a trazione meccanica.


Giurisprudenza annotata

Servitù

L'inosservanza della normativa di settore che importi una deroga alla pendenza massima dei percorsi non comporta, per ciò stesso, un vulnus al diritto di passaggio pedonale, specie in relazione a soggetti che non hanno allegato situazioni di disagio motorio o in genere fisico.

Cassazione civile sez. II  05 giugno 2014 n. 12693  

 

Non incorre in extrapetizione il giudice che, a fronte della domanda di costituzione coattiva della servitù di passaggio, applichi la disposizione dell'art. 1051, terzo comma, cod. civ., poiché i fatti allegati e gli effetti giuridici domandati restano integri nella loro originaria deduzione. Rigetta, App. Torino, 07/06/2007

Cassazione civile sez. II  11 febbraio 2014 n. 3092

 

In tema di passaggio coattivo, la disposizione dell'art. 1051, terzo comma, cod. civ., essendo diretta a consentire l'adeguamento della servitù alle esigenze del fondo che ne beneficia, mediante ampliamento della sede del transito già esistente sul fondo altrui, è applicabile anche nell'ipotesi in cui si domandi di ampliare una strada inclusa nel fondo dominante tramite asservimento di una parte del fondo latistante. Rigetta, App. Torino, 07/06/2007

Cassazione civile sez. II  11 febbraio 2014 n. 3092  

 

La servitù coattiva di passaggio si estingue per cessazione dell'interclusione, ai sensi dell'art. 1055 cod. civ., qualora al fondo dominante, già intercluso, sia aggregato in unico lotto, facente capo ad unica proprietà, un altro fondo, con accesso alla pubblica via, in quanto, a norma dell'art. 1051 cod. civ., intercluso è il fondo circondato da fondi altrui e privo di uscita sulla via pubblica. Rigetta, App. Venezia, 11/12/2006

Cassazione civile sez. II  10 febbraio 2014 n. 2922  

 

L'esenzione da servitù, prevista dall'ultimo comma dell'art. 1051 cod. civ. per le case, i cortili, i giardini e le aie ad esse attinenti, opera solo in ipotesi di pronuncia costitutiva di passaggio coattivo, e non invece in ipotesi di pronuncia dichiarativa di una servitù già sussistente in virtù di acquisto per destinazione del padre di famiglia, trattandosi di disposizione di carattere eccezionale, come tale non estensibile oltre i casi espressamente previsti. Rigetta, App. Venezia, 26/03/2007

Cassazione civile sez. II  11 ottobre 2013 n. 23160  

 

In tema di servitù, l'esenzione dei cortili dall'imposizione del passaggio, prevista dal quarto comma dell'art. 1051 c.c. in materia di passaggio coattivo e che non ha carattere assoluto, non è applicabile ai casi di servitù di passaggio costituita per destinazione del padre di famiglia. In tali ipotesi, inoltre, l'utilitas per il fondo dominante può anche consistere nella mera possibilità di utilizzarlo in modo più comodo.

Cassazione civile sez. II  30 settembre 2013 n. 22316  

 

Il requisito dell'apparenza della servitù, necessario ai fini del relativo acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, si configura come presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio e rivelanti in modo non equivoco l'esistenza del peso gravante sul fondo servente, in modo da rendere manifesto che non si tratta di attività compiuta in via precaria, bensì di preciso onere a carattere stabile da cui emerga che le opere sono state obiettivamente poste in essere al fine di dare accesso attraverso il fondo preteso servente a quello preteso dominante, e, pertanto, un quid pluris che dimostri la loro specifica destinazione all'esercizio della servitù.

Cassazione civile sez. II  05 settembre 2013 n. 20404  

 

Il proprietario del fondo, rimasto intercluso a seguito di alienazione a titolo oneroso o di divisione, non può rivolgersi a qualsiasi altro confinante per ottenere il passaggio coattivo, pagando l'indennità ai sensi dell'art. 1051 cod. civ., se non provi l'impossibilità di agire utilmente contro il suo dante causa o i suoi eredi per ottenere il passaggio gratuito cui egli ha diritto come contraente, a norma dell'art. 1054 cod. civ. Rigetta, App. Cagliari, sez. dist. Sassari, 25/06/2007

Cassazione civile sez. II  05 settembre 2013 n. 20404  

 

La servitù di passaggio costituita per usucapione ha natura di servitù volontaria, sicché, ai fini del relativo acquisto, è irrilevante lo stato di interclusione del fondo, dovendosi prescindere dai requisiti per la costituzione ed il mantenimento della servitù di passaggio coattivo, desumibili dagli art. 1051, 1052 e 1055 c.c., che regolano detto istituto. Rigetta, App. Venezia, 30/03/2009

Cassazione civile sez. II  07 agosto 2013 n. 18859  

 

Nella controversia per la costituzione di una servitù di passaggio coattivo, qualora l'interclusione del fondo sia tale da consentire più soluzioni per l'uscita sulla via pubblica ed il proprietario del fondo intercluso abbia convenuto in giudizio i proprietari di alcuni soltanto dei fondi circostanti, è inammissibile per difetto di interesse l'intervento volontario adesivo alle ragioni dell'attore spiegato dal proprietario di altro fondo vicino allo scopo di evitare che il passaggio, alla stregua di un ipotetico percorso alternativo, gravi sul proprio terreno, atteso che la pronuncia costitutiva richiesta non sarebbe comunque a lui opponibile, non essendo egli parte del processo, né titolare di diritto dipendente dal titolo dedotto in causa. Rigetta, App. Torino, 30/08/2010

Cassazione civile sez. VI  21 maggio 2013 n. 12386  

 

 

Cosa giudicata

Il giudicato formatosi sull'inesistenza di una servitù di passaggio preclude la riproposizione, in un successivo processo, della domanda di costituzione convenzionale della medesima servitù sull'assunto che quest'ultima sarebbe sorta in epoca antecedente alla instaurazione del primo giudizio, atteso che, in considerazione della natura autodeterminata di una siffatta pretesa, la cui causa petendi si individua nello stesso diritto azionato, e tenuto altresì conto che il giudicato copre il dedotto ed il deducibile quanto ai fatti verificatisi anteriormente ad esso, in quel giudizio si sarebbero dovuti invocare i titoli di acquisto in virtù dei quali il menzionato diritto sarebbe venuto ad esistenza. Cassa con rinvio, App. Roma, 28/02/2007

Cassazione civile sez. II  30 settembre 2013 n. 22316  

 



 
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