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Art. 1054 codice civile: Interclusione per effetto di alienazione o di divisione

Se il fondo è divenuto da ogni parte chiuso per effetto di alienazione a titolo oneroso, il proprietario ha diritto di ottenere dall’altro contraente il passaggio senza alcuna indennità.

La stessa norma si applica in caso di divisione.


Commento

Interclusione: [v. 1051]; Divisione: [v. 1113].

Alienazione a titolo oneroso: trasferimento ad altri della titolarità di un bene o di un diritto che richiede la corresponsione di un compenso.

 

La norma disciplina l’ipotesi in cui, per effetto dell’alienazione del fondo o della sua divisione in più porzioni, il proprietario si veda precluso l’accesso ad una via pubblica; in tal caso si consente la costituzione di una servitù coattiva di passaggio.

 


Giurisprudenza annotata

Servitù

In tema di servitù, il diritto di passaggio conseguente ad interclusione per effetto di alienazione, ai sensi dell'art. 1054 cod. civ., ha natura esclusivamente personale, sicché non spetta in favore dell'avente causa a titolo particolare dall'acquirente dell'immobile rimasto intercluso, né nei confronti dell'avente causa a titolo particolare dal dante causa, salvo che non ne sia stata prevista in modo espresso la trasmissione nell'atto di acquisto. Ne deriva che spetta al terzo, che sia stato convenuto in giudizio per la costituzione di una servitù coattiva di passaggio, l'onere di provare il fatto impeditivo della dedotta interclusione, in conseguenza del trasferimento del diritto personale a favore dell'avente causa dall'acquirente. Rigetta, App. Milano, 11/06/2008

Cassazione civile sez. II  06 novembre 2014 n. 23693

 

Nell'ipotesi in cui il fondo, originariamente unico, sia divenuto intercluso per effetto di alienazione di una parte di esso a titolo oneroso, il diritto dell'acquirente di ottenere la costituzione coattiva e gratuita della servitù di passaggio, ai sensi dell'art. 1054 c.c., nel residuo fondo dell'alienante, può farsi valere soltanto nei confronti di quest'ultimo e dei suoi eredi, non anche nei confronti degli aventi causa a titolo particolare dell'alienante medesimo. Tuttavia, nel caso in cui la servitù sia stata già espressamente costituita contestualmente alla vendita con lo stesso rogito, si è per tale via creato un rapporto di natura reale che si trasmette ai vari aventi causa delle parti originarie, subentrati nella proprietà del fondo dominante e servente.

Cassazione civile sez. II  06 ottobre 2014 n. 20982  

 

Per il disposto dell'art. 1054 cod. civ., il quale riconosce al proprietario del fondo rimasto intercluso in conseguenza di alienazione a titolo oneroso o di divisione il diritto di ottenere coattivamente dall'altro contraente il passaggio senza corrispondere alcuna indennità, deve presumersi che la servitù di passaggio costituita con lo stesso atto di alienazione o di divisione, o anche con atto successivo che all'interclusione sia oggettivamente preordinato, abbia natura coattiva, con conseguente applicabilità alla medesima, in caso di cessazione dell'interclusione, della causa estintiva di cui all'art. 1055 cod. civ., salvo che dal negozio costitutivo non emerga, in concreto ed inequivocabilmente, l'intento delle parti di assoggettarsi al regime delle servitù volontarie. Rigetta, App. Venezia, 11/12/2006

Cassazione civile sez. II  10 febbraio 2014 n. 2922  

 

Per il disposto dell'art. 1054 c.c., che riconosce al proprietario del fondo rimasto intercluso in conseguenza di alienazione a titolo oneroso o di divisione il diritto di ottenere coattivamente dall'altro contraente il passaggio senza corrispondere alcuna indennità, deve presumersi che la servitù di passaggio costituita con lo stesso atto di alienazione o di divisione o anche con atto successivo che all'interclusione siano oggettivamente preordinati, abbia natura coattiva, con conseguente applicabilità alla medesima in caso di cessazione dell'interclusione della causa estintiva di cui all'art. 1055 c.c., salvo che dal negozio costitutivo non emerga in concreto ed inequivocabilmente l'intento delle parti di assoggettarle al regime delle servitù volontarie. I principi di cui all'art. 1071 c.c. in tema di divisione del fondo dominante o del fondo servente non sono applicabili alla fattispecie nella quale il fondo dominante non è stato diviso, ma aggregato ad altro fondo con la realizzazione di un unico lotto facente capo ad un'unica comproprietaria e con due distinti accessi alla via pubblica; l'accertamento della condizione di interclusione del fondo deve essere effettuato con riferimento al fondo nel suo complesso e non a singole parti di esso.

Cassazione civile sez. II  10 febbraio 2014 n. 2922  

 

Il requisito dell'apparenza della servitù, necessario ai fini del relativo acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, si configura come presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio e rivelanti in modo non equivoco l'esistenza del peso gravante sul fondo servente, in modo da rendere manifesto che non si tratta di attività compiuta in via precaria, bensì di preciso onere a carattere stabile da cui emerga che le opere sono state obiettivamente poste in essere al fine di dare accesso attraverso il fondo preteso servente a quello preteso dominante, e, pertanto, un quid pluris che dimostri la loro specifica destinazione all'esercizio della servitù.

Cassazione civile sez. II  05 settembre 2013 n. 20404  

 

Il proprietario del fondo, rimasto intercluso a seguito di alienazione a titolo oneroso o di divisione, non può rivolgersi a qualsiasi altro confinante per ottenere il passaggio coattivo, pagando l'indennità ai sensi dell'art. 1051 cod. civ., se non provi l'impossibilità di agire utilmente contro il suo dante causa o i suoi eredi per ottenere il passaggio gratuito cui egli ha diritto come contraente, a norma dell'art. 1054 cod. civ. Rigetta, App. Cagliari, sez. dist. Sassari, 25/06/2007

Cassazione civile sez. II  05 settembre 2013 n. 20404  

 

La servitù di passaggio costituita per contratto non cessa di essere coattiva, con conseguente operatività della causa di estinzione per cessazione dell'interclusione di cui all'art. 1055 c.c., laddove risultino sussistenti le relative condizioni di legge, pur se non emergenti dall'atto, ma ricavabili aliunde, senza che rilevi che le parti non abbiano previsto la corresponsione di un'indennità in favore del proprietario del fondo servente, dovendosi presumere il carattere coattivo del vincolo, salvo che non emerga in concreto l'intento inequivoco dei contraenti di assoggettarsi al regime delle servitù volontarie.

Cassazione civile sez. II  28 febbraio 2013 n. 5053  

 

In materia di servitù di passaggio coattivo, l'esenzione prevista dall'art. 1051, comma 4, c.c., in favore di case, cortili, giardini ed aie ad esse attinenti, opera nel solo caso in cui il proprietario del fondo intercluso abbia la possibilità di scegliere tra più fondi, attraverso i quali attuare il passaggio, di cui almeno uno non sia costituito da case o pertinenze delle stesse; la norma indicata non trova invece applicazione allorché, rispettando l'esenzione, l'interclusione non potrebbe essere eliminata, comportando l'interclusione assoluta del fondo conseguenze più pregiudizievoli rispetto al disagio costituito dal transito attraverso cortili, aie, giardini e simili. Nel giudizio di comparazione, ispirato ai principi costituzionali in materia di proprietà privata dei beni immobili e di iniziativa economica privata, il giudice deve tener conto dell'eventuale destinazione industriale del fondo intercluso, contemperando, anche mediante lo strumento indennitario, i contrapposti interessi.

Cassazione civile sez. II  03 agosto 2012 n. 14102  

 

In tema di servitù di passaggio, nell'ipotesi in cui il fondo, originariamente unico, sia divenuto intercluso per effetto d'alienazione di una parte di esso a titolo oneroso, il diritto dell'acquirente di ottenere la costituzione coattiva e gratuita della servitù di passaggio, ai sensi dell'art. 1054 c.c., nel residuo fondo dell'alienante, può farsi valere soltanto nei confronti di quest'ultimo e dei suoi eredi, non anche nei confronti degli aventi causa a titolo particolare dell'alienante medesimo.

Cassazione civile sez. II  18 ottobre 2011 n. 21526  

 

 

Comunione e condominio

Nell'ipotesi in cui il fondo, originariamente unico, sia divenuto intercluso per effetto di alienazione di una parte di esso a titolo oneroso, l'acquirente dell'unità immobiliare adibita ad autorimessa - il quale non possa ottenere, ai sensi dell'art. 1054 c.c., la costituzione coattiva e gratuita della servitù di passaggio nel residuo fondo dell'alienante perché questi non è più titolare del diritto di proprietà sull'altra porzione immobiliare che dava accesso alla pubblica via, essendo stata anch'essa alienata a terzi nello stesso contesto in cui era intervenuta la cessione all'acquirente, né potendo pretenderla nei confronti degli aventi causa a titolo particolare dell'alienante medesimo - può ottenere - qualora sia esclusa, secondo un accertamento di fatto. la preordinazione dell'intera operazione - la costituzione della servitù di passaggio sull'area cortilizia del condominio confinante già destinata al transito veicolare in favore dei propri box. (Conferma App. Torino 4 agosto 2005 n. 1199).

Cassazione civile sez. II  18 ottobre 2011 n. 21526



 
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