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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1057 codice civile: Passaggio di vie funicolari

Ogni proprietario è parimenti tenuto a lasciar passare sopra il suo fondo le gomene di vie funicolari aeree a uso agrario o industriale e a tollerare sul fondo le opere, i meccanismi e le occupazioni necessarie a tale scopo, in conformità delle leggi in materia.


Commento

Gomena: grosso cavo di canapa.

 

Vie funicolari aeree (linee teleferiche): insieme di dispositivi, impianti o elementi costituenti una serie ininterrotta per realizzare una funicolare aerea.

 

 

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Fornitura, somministrazione, subfornitura

La clausola, inserita nel contratto di somministrazione, con la quale si accorda al somministrante (nella specie l'Enel) di porre e mantenere gli appoggi delle condutture, di estendere le forniture a terze utenze, nonché di effettuare spostamenti e modifiche dei conduttori che si rendessero necessari, non dà vita ad un contratto reale di servitù, ma ad una semplice obbligazione di natura personale, rientrante nell'ambito del sinallagma genetico e funzionale del rapporto ed in forza della quale l'utente si obbliga a tollerare, come ulteriore corrispettivo per la fornitura di energia, non solo che siano mantenuti nel suo fondo gli impianti occorrenti per garantirgli la somministrazione contrattuale dell'energia, ma altresì che questi impianti siano utilizzati senza compenso a favore di terzi, che ad essi cioè siano direttamente allacciati, in prosecuzione della medesima linea.

Corte appello Napoli sez. II  03 gennaio 2008 n. 14  

 

 

Donazione

Per il disposto dell'art. 9 comma 2 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile del 1865, la controversia concernente la validità di una donazione stipulata da un cittadino italiano di un immobile sito in Italia, ricevuta da un notaio straniero prima dell'entrata in vigore del vigente codice civile, deve essere decisa in base alla legge italiana vigente al momento dell'atto (legge nazionale del disponente), per modo che prescrivendo l'art. 1457 c.c. del 1865 (con disposizione analoga a quella dell'art. 782 comma 2 del codice vigente) la necessità della notificazione al donante dell'accettazione, per i casi in cui proposta ed accettazione siano contenute in atti distinti, il relativo contratto non può considerarsi concluso in difetto della prova di tale notificazione, con la conseguenza della perdurante legittimazione del disponente quale litisconsorte necessario al giudizio di divisione dell'immobile, a norma degli art. 102 e 784 c.p.c..

Cassazione civile sez. II  08 novembre 1993 n. 11050  

 



 
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