Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 1066 codice civile: Possesso delle servitù

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Nelle questioni di possesso delle servitù si ha riguardo alla pratica dell’anno antecedente e, se si tratta di servitù esercitate a intervalli maggiori di un anno, si ha riguardo alla pratica dell’ultimo godimento.

Giurisprudenza annotata

Possesso.

La presenza di opere visibili e permanenti, indicative di un transito, configura un requisito necessario ai fini dell'acquisto della servitù di passaggio per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, ma non anche per la tutela possessoria del passaggio medesimo, essendo a tal fine sufficiente la prova dell'effettuazione di detto transito sul bene altrui.

Cassazione civile sez. II  23 gennaio 2012 n. 879  

 

La tutela del possesso di una servitù può essere accordata anche in assenza di opere visibili e permanenti destinate al suo esercizio, indispensabili ai fini dell'acquisto a titolo originario, purché si provi che il passaggio era effettuato come possessore o detentore qualificato di un fondo e non episodicamente; è tuttavia necessario che l'esercizio di una ben determinata servitù di passo sia individuata nel suo concreto contenuto e nella sua esatta consistenza e ubicazione.

Tribunale S.Angelo Lombardi  18 gennaio 2012

 

Nel caso di spoglio o turbativa posti in essere con una pluralità di atti, il termine utile per l'esperimento dell'azione possessoria decorre dal primo di essi soltanto se quelli successivi, essendo strettamente collegati e connessi, devono ritenersi prosecuzione della stessa attività, a meno che il ricorrente non dimostri che trattasi di fatti distinti e autonomi non collegati da un rapporto inscindibile di dipendenza e di necessaria causalità.

Tribunale S.Angelo Lombardi  18 gennaio 2012

 

Allorché il giudice, accogliendo un ricorso possessorio, ordini allo spogliante di reintegrare lo spogliato nel possesso di una servitù di passaggio, coessenziale al provvedimento in questione è l'ordine di riduzione in pristino dello stato dei luoghi, se la modifica di essi ha reso impossibile l'esercizio del possesso della servitù, non ostando a tale pronuncia il divieto posto dall'art. 705 c.p.c., che concerne il convenuto, e a nulla rilevando che l'accertamento della sussistenza del diritto di servitù formi oggetto di un separato giudizio petitorio.

Cassazione civile sez. II  27 gennaio 2011 n. 1896  

 

Nelle questioni di possesso delle servitù in si ha riguardo alla pratica dell'anno precedente l'attore che agisca in giudizio ai sensi e, per gli effetti dell'art. 1066 c.c. ha l'onere di provare il lamentato spoglio.

Tribunale Roma sez. V  23 settembre 2010 n. 18890  

 

Ai fini della tutela del possesso di una servitù di passaggio, qualsiasi restringimento del sedime stradale costituisce, se attuato contro la volontà espressa o presunta del possessore del fondo dominante, una illegittima modifica del precedente stato di fatto, che integra gli estremi della molestia possessoria, se non quelli dello spoglio parziale.

Tribunale Savona  07 maggio 2005

 

Per la configurabilità dello spoglio o turbativa del possesso della servitù di passaggio occorre che le innovazioni apportate al fondo servente si traducano in una privazione o, quantomeno, in una consistente menomazione delle utilità per il fondo dominante rispetto a quelle in precedenza godute a norma dell'art. 1066 c.c. (con riferimento alla pratica dell'anno precedente). Se ciò è vero, la mera mutazione di uno stato di fatto ad opera del titolare del fondo servente non è di per sè idonea ad integrare lo spoglio o la turbativa predetti.

Tribunale Milano  12 luglio 2003

 

In tema di possesso delle servitù ed in ipotesi di dedotto spoglio, va negata la tutela richiesta ai sensi dell'art. 1168 c.c. quando il modo di esercizio della servitù non rimanga modificato dal mutamento dello stato dei luoghi, cosicché la servitù stessa può continuare ad essere esercitata nel modo e con i mezzi con cui in precedenza veniva già esercitata.

Cassazione civile sez. II  17 gennaio 2003 n. 643  

 

La regola stabilita dall'art. 1066 c.c., secondo cui si deve aver riguardo alla pratica dell'anno precedente e, se si tratta di servitù esercitate ad intervalli maggiori di un anno, alla pratica dell'ultimo godimento, indica solo il criterio che deve essere seguito al fine di risolvere le controversie relative alla misura e alle modalità del possesso della servitù, poiché consente al proprietario del fondo dominante di agire in possessoria per il ripristino della situazione preesistente alla turbativa o allo spoglio, onde ottenere il ripristino dello "status quo ante", con esclusivo riferimento ai limiti qualitativi e quantitativi del precedente possesso; criterio che non è sufficiente per qualificare come possesso la relazione di fatto col fondo che si assume come servente, o per pretendere la instaurazione di situazioni più favorevoli rispetto a quelle precedenti la turbativa o lo spoglio, dovendosi valutare tale relazione secondo come si è sviluppata nel tempo

Cassazione civile sez. II  29 novembre 2002 n. 16956  

 

Ai fini della tutela del possesso di una servitù, per accertare e qualificare la relazione di fatto instauratasi fra il ricorrente ed il fondo che si assume servente non è sufficiente avere riguardo alla pratica dell'anno precedente al preteso spoglio (o alla turbativa), dovendosi valutare l'intera relazione di fatto, così come si è sviluppata nel tempo. La regola, posta dall'art. 1066 c.c., secondo la quale occorre avere riguardo alla pratica dell'anno antecedente, infatti, indica solo i criteri che devono essere seguiti per risolvere le controversie relative alla misura e alle modalità del possesso delle servitù, ma non stabilisce che per qualificare come possesso la relazione di fatto col fondo che si assume come servente occorra riferirsi solo alle manifestazioni di detta relazione nell'anno precedente al preteso spoglio.

Cassazione civile sez. II  29 novembre 2002 n. 16956  

 



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