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Art. 1067 codice civile: Divieto di aggravare o di diminuire l’esercizio della servitù

Il proprietario del fondo dominante non può fare innovazioni che rendano più gravosa la condizione del fondo servente (1).

Il proprietario del fondo servente non può compiere alcuna cosa che tenda a diminuire l’esercizio della servitù o a renderlo più incomodo (2).


Giurisprudenza annotata

Servitù

In tema di servitù di passaggio, rientra nel diritto del proprietario del fondo servente l'esercizio della facoltà di apportare modifiche allo stesso ed apporvi un cancello per impedire l'accesso ai non aventi diritto, pur se dall'esercizio di tale diritto possano derivare disagi minimi e trascurabili al proprietario del fondo dominante in relazione alle pregresse modalità di transito. Ne consegue che, ove non dimostrato in concreto dal proprietario del fondo dominante al quale venga consegnata la chiave di apertura del cancello l'aggravamento o l'ostacolo all'esercizio della servitù, questi può provvedere a rendere meno disagevole l'apertura del cancello (pure riconoscendo come corretta l'osservazione secondo cui la somma di due disagi trascurabili - dato nella specie dalla presenza di due cancelli - può dare luogo ad un disagio non più trascurabile) con l'apposizione del meccanismo di apertura automatico con telecomando a distanza, o di altro similare rimedio.

Cassazione civile sez. II  01 agosto 2014 n. 17550  

 

L'aggravamento dell'esercizio della servitù, operata sul fondo dominante, va verificato accertando se l'innovazione abbia alterato l'originario rapporto con quello servente e se il sacrificio, con la stessa imposto, sia maggiore rispetto a quello originario, a tal riguardo valutandosi non solo la nuova opera in se stessa, ma anche con riferimento alle implicazioni che ne derivino a carico del fondo servente, assumendo in proposito rilevanza non soltanto i pregiudizi attuali, ma anche quelli potenziali connessi e prevedibili, in considerazione dell'intensificazione dell'onere gravante sul fondo anzidetto. Ne consegue che il proprietario del fondo dominante che effettui innalzamenti del livello del proprio fondo e determini una più facile, intensa e continua inspectio e prospectio sul fondo servente, attraverso un muro, che pur se fosse rimasto invariato nell'altezza rispetto al cancello e alla rete originari, ma sostanzialmente modificato i luoghi per aver assunto una diversa configurazione e funzione, incorre nel divieto di cui all'articolo 1067 del codice civile.

Cassazione civile sez. II  08 luglio 2014 n. 15538  

 

In tema di servitù, l'aggravamento dell'esercizio, in dipendenza della trasformazione operata sul fondo dominante, va verificato accertando se l'innovazione abbia alterato l'originario rapporto con il fondo servente e se il sacrificio imposto sia maggiore rispetto a quello originariamente previsto, dovendosi valutare l'opera non in sé stessa, ma anche con riferimento alle implicazioni che ne derivino a carico del fondo servente, assumendo rilevanza non soltanto i pregiudizi attuali, ma anche quelli potenziali, connessi e prevedibili, in considerazione dell'intensificazione dell'onere gravante sul fondo anzidetto. Ne consegue che incorre nel divieto di cui all'art. 1067 cod. civ. il proprietario del fondo dominante che effettui innalzamenti del livello del proprio immobile e determini - mediante realizzazione sul muro di divisione di più finestre poste su differenti livelli - una più facile, intensa e continua "inspectio" e "prospectio" sul fondo servente, tale da modificare lo stato dei luoghi, facendone assumere una diversa configurazione e funzione. Cassa con rinvio, App. Venezia, 23/08/2007

Cassazione civile sez. II  08 luglio 2014 n. 15538  

 

Va cassata per difetto di motivazione la pronuncia di merito con cui, in accoglimento della domanda formulata dal titolare di una servitù di passaggio (il quale lamentava che i proprietari del fondo servente avessero immutato l'altimetria del percorso sì da renderlo di disagevole utilizzo per il transito pedonale), era stato ordinato il ripristino dello stato dei luoghi, non considerando la mancata allegazione da parte dell'attore di situazioni di disagio fisico, incompatibili con l'inosservanza della normativa di settore, né valutando, alla luce della comunque sussistente possibilità di transito carrabile, la proporzionalità tra l'intervento ripristinatorio e il sacrificio per il fondo servente. Cassa App. Venezia 18 marzo 2009

Cassazione civile sez. II  09 giugno 2014 n. 12963  

 

In tema di innovazioni ai sensi dell'art. 1067, cpv. c.c., il proprietario del fondo servente può porre in essere le innovazioni che siano attuate in maniera tale da conservare inalterata sia l'utilitas della servitù, nell'accezione più lata consentita dal titolo costitutivo, sia la sua comodità d'uso. Pertanto, in materia di servitù di passaggio, la riduzione della larghezza della strada costituisce un'innovazione vietata non di per sé, ma solo in quanto idonea a menomare le possibilità di transito ovvero a ridurne la comodità di esercizio, avendo riguardo esclusivamente a quanto consentite dal titolo e non al vantaggio che di fatto il proprietario del fondo dominante ritenga di trarre dalla servitù.

Cassazione civile sez. II  15 aprile 2013 n. 9102  

 

 

Procedimento civile

Allorché la parte abbia proposto nello stesso giudizio, in forma alternativa o subordinata, due o più domande fra loro concettualmente incompatibili, la sentenza con la quale il giudice di merito abbia accolto la domanda subordinata non implica soltanto la pronuncia favorevole sulla qualificazione giuridica esposta dall'attore a sostegno della stessa, ma comporta anche un preciso accertamento dei fatti, alternativo a quello posto a fondamento della domanda principale. Ne consegue che l'attore parzialmente vittorioso, per evitare la formazione del giudicato, deve formulare impugnazione avverso l'accoglimento della domanda subordinata, condizionandola all'accoglimento del gravame sulla domanda principale, in quanto solo in tal modo può ottenere la revisione dell'accertamento compiuto dal giudice circa l'esistenza dei fatti costituenti le ragioni della pretesa subordinata accolta, incompatibile con quella principale. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha affermato che l'attore, rigettata la domanda principale di "negatoria servitutis" ed accolta la domanda subordinata di riduzione in pristino per aggravamento della servitù, aveva l'onere di impugnare in via condizionata tale ultima statuizione, incompatibile con l'assunta inesistenza di diritti altrui sul fondo). Rigetta, App. Napoli, 28/12/2005

Cassazione civile sez. II  30 maggio 2013 n. 13602  



 
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