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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1070 codice civile: Abbandono del fondo servente

Il proprietario del fondo servente, quando è tenuto in forza del titolo o della legge alle spese necessarie per l’uso o per la conservazione della servitù, può sempre liberarsene, rinunziando (1) alla proprietà del fondo servente a favore del proprietario del fondo dominante.

Nel caso in cui l’esercizio della servitù sia limitato a una parte del fondo, la rinunzia può limitarsi alla parte stessa.


Giurisprudenza annotata

Responsabilità civile

L'azione di responsabilità ex art. 2051 c.c. è esperibile solo nei confronti del custode del bene e tale non è il titolare della servitù di passaggio, atteso che l'esistenza di quest'ultima non sottrae al proprietario del fondo servente, né attribuisce al proprietario del fondo dominante, la disponibilità e custodia della parte di fondo (strada e accessori) sulla quale la servitù è esercitata

Cassazione civile sez. II  12 ottobre 2012 n. 17492  

 

 

Comunione e condominio

La legittimazione (attiva o) passiva dell'amministratore del condominio, ex art. 1131 c.c., in ordine alle controversie che concernono l'esistenza o l'estensione di servitù prediali costituite (a favore od) a carico della cosa comune o di sue parti, non esclude la necessaria partecipazione al giudizio di tutti i condomini, ove il titolare del fondo dominante, oltre a - od invece di - proporre una confessoria servitutis, agisca, ex art. 1067 comma 2 c.c., per l'eliminazione di opere eseguiti nell'edificio (servente) in regime di condominio, che siano tali da impedire o restringere l'esercizio della servitù trattandosi di azione che incide - restringendole - sulle facoltà dei contitolari del diritto dominicale di usare della cosa propria iure dominii.

Cassazione civile sez. II  25 febbraio 1987 n. 2010  

 

 

Servitù

L'atto col quale il proprietario di una zona di terreno, adibita a strada interpoderale e gravata di servitù di passaggio a favore di terreni e fabbricati già trasferiti a terzi, "ai sensi e per gli effetti dell'art. 1070 c.c. dichiara di abbandonare, come effettivamente abbandona liberandosi, detta zona di terreno", costituisce vero abbandono liberatorio secondo lo schema dell'art. 1070 c.c.; ciò, nonostante che al medesimo atto (intitolato "convenzione") partecipi pure il rappresentante di una cooperativa a responsabilità limitata - che riunisce in "consorzio" la maggior parte dei proprietari dei fondi dominanti della menzionata strada interpoderale - e contestualmente dichiari di accettare "l'abbandono alle condizioni sopra fatte" assumendosi il carico delle "spese necessarie per l'uso e per la conservazione delle servitù costituite" sulla strada interpoderale. Poiché detto abbandono è stato compiuto legittimamente in favore dei proprietari del fondo dominante, senza esclusione alcuna è valida ed efficace la relativa accettazione proveniente da un consorzio fra la maggior parte dei proprietari di unità immobiliari, a favore dei quali era stata costituita servitù di passaggio sulla strada enterpoderale. Detta accettazione, evidentemente manifestata nell'interesse di tutti i proprietari componenti il consorzio, non impedisce invero che l'abbandono sia accettato anche dai proprietari di altre unità immobiliari, non entrati nel consorzio, i quali divengono proprietari "pro quota" del fondo (già) servente.

Tribunale Napoli  21 novembre 1986

 



 
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