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Art. 1075 codice civile: Esercizio limitato della servitù

La servitù esercitata in modo da trarne un’utilità minore (1) di quella indicata dal titolo si conserva per intero.


Giurisprudenza annotata

Servitù

Qualora risulti incontestato l'uso del passo pedonale su area prossima o parzialmente coincidente con quella gravata dal diritto di transito pattiziamente costituito, si può ritenere che sia stata conservata la servitù di passaggio carrabile a favore del fondo dominante. Conferma App. Torino 17 ottobre 2007

Cassazione civile sez. II  10 aprile 2014 n. 8427  

 

L'uso parziale della servitù, anche se protratto nel tempo, non vale a ridurne il contenuto nei limiti della minore utilità rispetto a quella consentita dal titolo, in quanto per non uso può cessare solo il diritto, mentre la maggiore quantità, che non è stata utilizzata dal titolare della servitù, non è un diritto, ma una sua componente sicché la stessa non è suscettibile di estinzione.

Cassazione civile sez. II  10 aprile 2014 n. 8427  

 

L'uso parziale della servitù, anche se protratto nel tempo, non vale a ridurne il contenuto nei limiti della minore utilità rispetto a quella consentita dal titolo, in quanto per non uso può cessare solo il diritto, mentre la maggiore quantità, che non è stata utilizzata dal titolare della servitù, non è un diritto, ma una sua componente, sicché la stessa non è suscettibile di estinzione.

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2009 n. 20462  

 

La servitù si conserva per intero anche se esercitata in modo da trame un'utilità minore di quella indicata dal titolo. L'uso parziale della servitù, infatti, anche se protratto nel tempo, non vale a ridurne il contenuto nei limiti della minore utilità rispetto a quella consentita dal titolo, atteso che per non uso può cessare solo il diritto mentre la maggiore quantità che non è stata utilizzata dal titolare della servitù non è un diritto, una sua componente, sicché la stessa non è suscettibile di estinzione.

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2009 n. 20462  

 

In relazione ad una servitù di passaggio, l'accertata impossibilità di uso ai fini del transito carrabile non consente di ritenere, per questo solo fatto, automaticamente accertata anche l'impossibilità di uso in termini di passaggio pedonale, poiché l'art. 1075 c.c. stabilisce che la servitù esercitata in modo da trarne un'utilità minore di quella indicata dal titolo si conserva per intero. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che - sulla base dell'accertata impossibilità di transito carrabile in conseguenza del mancato compimento di lavori di costruzione e della naturale impraticabilità del terreno - aveva ritenuto di poter desumere da ciò l'estinzione della servitù di passaggio per impossibilità di uso, ai sensi dell'art. 1074 c.c., senza verificare se le condizioni del terreno fossero così impervie da non consentire neppure il transito a piedi).

Cassazione civile sez. II  25 febbraio 2008 n. 4794  

 

In tema di servitù, le innovazioni al fondo dominante che non superino il limite oltre il quale esse sono vietate a norma dell'art. 1067 c.c., in quanto rendono più gravosa la condizione del fondo servente rispetto a quanto era prevedibile al momento della loro costituzione, possono essere apportate senza alcun limite temporale rispetto all'epoca del sorgere della servitù, non ponendosi al riguardo alcuna questione di estinzione del relativo diritto per non uso, per impossibilità di uso o per venir meno dell'utilità, tenuto conto che la maggiore utilità tratta dalla servitù per effetto dell'innovazione deve considerarsi già potenzialmente compresa nel titolo costitutivo della stessa, e che risulta quindi applicabile l'art. 1075 c.c. a norma del quale la servitù esercitata in modo da trarne un'utilità minore di quella indicata dal titolo si conserva per intero.

Cassazione civile sez. II  12 giugno 1996 n. 5385  

 

Il principio previsto all'art. 1075 c.c., secondo cui si conserva per intero la servitù esercitata in modo da trarne una utilità minore di quella indicata dal titolo, si applica, a norma dell'art. 158 disp.attuaz. c.c., anche ai diritti di servitù, anteriormente costituiti, ove la prescrizione trentennale del modo della servitù, prevista dall'art. 668 c.c. abrogato, per effetto di un uso minore del diritto reale, non si sia compiuta prima del 28 ottobre 1941.

Cassazione civile sez. II  27 maggio 1982 n. 3219  

 

L'art. 1075 c.c. nel disporre che la servitù esercitata in modo da trarne una utilità minore di quella indicata nel titolo si conserva per intero, fa riferimento alla utilità che, permanendo qualitativamente eguale, e così contrassegnando la identità del diritto di servitù, si modifica solo quantitativamente; ne consegue che detta norma non è applicabile nell'ipotesi in cui non possa esercitarsi l"inspectio" o la "prospectio" nella servitù di veduta (nella specie per l'applicazione di una grata metallica a una finestra per motivi di sicurezza), in quanto la presenza di tali requisiti non incide solo quantitativamente sulla servitù medesima, ma ne condiziona la stessa esistenza.

Cassazione civile sez. II  20 aprile 1979 n. 2216  

 



 
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