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Art. 1079 codice civile: Accertamento della servitù e altri provvedimenti di tutela

Il titolare della servitù può farne riconoscere in giudizio l’esistenza contro chi ne contesta l’esercizio e può far cessare gli eventuali impedimenti e turbative. Può anche chiedere la rimessione delle cose in pristino, oltre il risarcimento dei danni (1) (2).


Commento

Rimessione in pristino: reintegrazione della situazione antecedente alla realizzazione degli impedimenti e delle turbative.

 

(1) La norma prevede varie forme di tutela in caso di contestazione della legittimità dell’esercizio della servitù: azione di mero accertamento; azione confessoria in senso stretto; azione risarcitoria [v. 2043]. Il titolare del diritto può inoltre esercitare: azioni possessorie [v. 1168 ss.]; azione di risarcimento danni [v. 2043] o azione di riduzione in pristino [v. 2058].

 

(2) La legittimazione attiva all’esercizio dell’azione spetta al titolare della servitù, e cioè al proprietario del fondo dominante oppure all’enfiteuta, all’usufruttuario o al titolare di altro diritto reale di godimento sul fondo dominante.


Giurisprudenza annotata

Servitù

In tema di "confessoria servitutis", l'attore, che abbia dedotto in primo grado l'acquisto della servitù per usucapione, può dedurne in appello il titolo convenzionale, senza violare il divieto di "ius novorum", atteso che la servitù è un diritto autodeterminato, sicché la "causa petendi" dell'azione confessoria si identifica con esso, e col bene che ne forma l'oggetto, piuttosto che con i fatti o gli atti allegati a suo fondamento. Cassa con rinvio, App. Napoli, 27/05/2008

Cassazione civile sez. II  17 novembre 2014 n. 24400  

 

L'attore che agisce in "confessoria servitutis", ai sensi dell'art. 1079 cod. civ., ha l'onere di provare l'esistenza del relativo diritto, presumendosi la libertà del fondo, che si pretende servente, da pesi e limitazioni. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha affermato che gravasse su colui che vantava la titolarità di una servitù di veduta, costituita per destinazione del padre di famiglia, la prova dell'assenza di inferriate apposte ad un'apertura, in relazione al requisito dell'apparenza e della possibilità di affaccio sul fondo del vicino). Rigetta, App. Bolzano, 22/03/2008

Cassazione civile sez. II  08 settembre 2014 n. 18890

 

L'attore che agisce in "confessoria servitutis", ai sensi dell'art. 1079 c.c., ha l'onere di provare l'esistenza del relativo diritto, presumendosi il fondo, preteso come servente, libero da pesi e limitazioni.

Cassazione civile sez. II  08 settembre 2014 n. 18890

 

In tema di azioni a difesa della servitù, qualora in appello la tutela reale venga riferita ad un fondo diverso da quello dedotto nella domanda originaria, si configura una "mutatio libelli", vietata dall' art. 345 cod. proc. civ., risultando mutato l'oggetto sostanziale dell'azione. Rigetta, App. Torino, 11/05/2012

Cassazione civile sez. VI  12 marzo 2014 n. 5755  

 

È incensurabile, in quanto congruamente motivata, la pronunzia che abbia negato l'accertamento dell'intervenuta usucapione di servitù di scolo: a) per mancanza di prova dell'esistenza, sia pure nel solo fondo dominante, di tracce di opere visibili, permanenti e in equivocamente strumentali all'esercizio della servitù stessa; b) per interruzione del corso dell'usucapione di servitù apparente a seguito di apprezzabile modificazione delle modalità del possesso (nella specie, interramento delle tubazioni e costruzione di un pozzetto d'ispezione sul preteso fondo dominante). Conferma App. Cagliari 16 dicembre 2006

Cassazione civile sez. II  27 gennaio 2014 n. 1616  

 

Riguardo alla "confessoria servitutis", la legittimazione dal lato passivo è in primo luogo di colui che, oltre a contestare l'esistenza della servitù, abbia un rapporto attuale con il fondo servente (proprietario, comproprietario, titolare di un diritto reale sul fondo o possessore "suo nomine"), potendo solo nei confronti di tali soggetti esser fatto valere il giudicato di accertamento, contenente, anche implicitamente, l'ordine di astenersi da qualsiasi turbativa nei confronti del titolare della servitù o di rimessione in pristino ex art. 2933 cod. civ.; gli autori materiali della lesione del diritto di servitù possono, invece, essere eventualmente chiamati in giudizio quali destinatari dell'azione ex art. 1079 cod. civ., soltanto se la loro condotta si sia posta a titolo di concorso con quella di uno dei predetti soggetti o abbia comunque implicato la contestazione della servitù, fermo restando che, nei loro confronti, possono essere esperite, ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., l'azione di risarcimento del danno e, ai sensi dell'art. 2058 cod. civ., l'azione di riduzione in pristino con l'eliminazione delle turbative e molestie. Cassa con rinvio, App. Firenze, 18/10/2010

Cassazione civile sez. VI  22 gennaio 2014 n. 1332  

 

Colui che agisce in "confessoria servitutis" ha l'onere di provare qualora questa venga contestata, la propria legittimazione ad agire, in quanto titolare di un diritto di proprietà sul fondo dominante, sebbene la prova della proprietà non sia altrettanto rigorosa di quella richiesta per la rivendicazione, posto che, mentre con quest'ultima azione si mira alla dichiarazione del diritto di proprietà sul fondo, nel caso dell'azione confessoria si domanda soltanto l'affermazione del vincolo di servitù con le eventuali altre conseguenti dichiarazioni di diritto, onde la proprietà del fondo dominante costituisce unicamente il presupposto dell'azione ed è sufficiente che emerga anche attraverso delle presunzioni. Cassa con rinvio, App. Brescia, 30/06/2006

Cassazione civile sez. II  18 novembre 2013 n. 25809  

 

Il venir meno della interclusione del fondo dominante, cioè della situazione che aveva determinato la costituzione della servitù coattiva di passaggio, non comporta l'estinzione di questa in modo automatico, neanche nel caso in cui la servitù sia stata costituita convenzionalmente, ma richiede una domanda del soggetto interessato, non essendo sufficiente una semplice eccezione di estinzione della servitù (come avvenuto nella specie) per paralizzare la "actio confessoria" diretta all'accertamento della sussistenza e difesa di una servitù coattiva. Cassa con rinvio, App. Venezia, 22/08/2007

Cassazione civile sez. II  09 ottobre 2013 n. 22989  

 

 

Edilizia ed urbanistica

In sede di rilascio del permesso di costruire l'Amministrazione non è tenuta a svolgere complessi accertamenti diretti a ricostruire tutte le vicende riguardanti la titolarità dell'immobile, ovvero a ricercare le limitazioni negoziali al diritto di costruire né è tenuta ad approfondimenti in ordine alle modalità di esercizio dello jus in re aliena, al fine di valutare se le opere edilizie, finalizzate all'esercizio della servitù, modificative e/o sostitutive di altre opere preesistenti, costituiscano innovazioni più o meno gravose, e quindi escluse ai sensi degli artt. 1065 e 1069 c. c., tenuto conto che il permesso è rilasciato con salvezza dei diritti dei terzi, con la connessa facoltà del proprietario del fondo servente di agire dinanzi alla competente autorità giurisdizionale ordinaria per far dichiarare l'illiceità delle nuove e più gravose modalità di esercizio, ai sensi dell'art. 1079 c.c. (AnnullaTarLombardia, Brescia, n. 1586 del 2006).

Consiglio di Stato sez. IV  22 novembre 2013 n. 5563  

 

 

Cosa giudicata

Il giudicato può spiegare efficacia riflessa nei confronti di soggetti rimasti estranei al giudizio quando contenga l'affermazione di una verità che non ammette un diverso accertamento e il terzo non vanti un diritto autonomo rispetto a quello su cui il giudicato è intervenuto. Ne consegue che l'accertamento dell'inesistenza di una servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia a carico di un fondo e a vantaggio di un altro fondo, successivamente frazionato, pregiudica l'azione del terzo per un nuovo accertamento della stessa servitù a carico dello stesso fondo e a vantaggio di altra parte del fondo frazionato. Rigetta, App. Brescia, 10/05/2010

Cassazione civile sez. VI  08 ottobre 2013 n. 22908  

 



 
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