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Art. 1080 codice civile: Presa d’acqua continua

Il diritto alla presa d’acqua continua si può esercitare in ogni istante.


Commento

Presa d’acqua: attacco della conduttura alla sorgente d’acqua per condurla nel fondo dominante.


Giurisprudenza annotata

Servitù

In tema di servitù di presa d'acqua, deve ritenersi predicabile, ai sensi dell'art. 1062 c.c., la costituzione per destinazione del padre di famiglia tutte le volte in cui l'originario unico proprietario, imprimendo una oggettiva situazione di subordinazione o di servizio tra i fondi, abbia collocato in quello servente delle tubazioni per la conduzione dell'acqua che, fuoriuscendo dai pozzi ed essendo idonee ad irrigare il fondo dominante nel quale confluiscono, siano non soltanto visibili, ma anche stabilmente destinate a soddisfare le esigenze idriche del secondo.

Cassazione civile sez. II  22 giugno 2007 n. 14654  

 

La servitù di presa d'acqua può avere ad oggetto materiale l'acqua fornita da un ente pubblico al fondo servente, donde viene prelevata a favore del fondo dominante, atteso che l'acqua fornita da tale ente al titolare del fondo servente, nel momento in cui è immessa nella condotta di tale fondo, non è più da considerarsi pubblica, ma privata, e che nel nostro ordinamento non è richiesto il requisito, posto dal diritto romano, che l'acqua - oggetto della presa - sia "viva", ossia legata "in perpetuo" ad una "porzione del fondo". Infatti, la derivazione d'acqua può essere eseguita anche da un serbatoio, da un canale o da una condotta.

Cassazione civile sez. II  29 gennaio 2003 n. 1315  

 

La servitù di presa d'acqua, alla quale si riferisce l'art. 1080 c.c., ha per contenuto le facoltà di prelevare o derivare, mediante manufatti, l'acqua esistente nel fondo servente per condurla, in una determinata quantità, nel fondo dominante.

Cassazione civile sez. II  06 luglio 1995 n. 7475  



 
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