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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1082 codice civile: Forma della bocca e dell’edificio derivatore

Quando, per la derivazione di una data e costante quantità di acqua corrente, è stata determinata la forma della bocca e dell’edificio derivatore, le parti non possono chiederne la modificazione per eccedenza deficienza d’acqua, salvo che l’eccedenza o la deficienza provenga da variazioni seguite nel canale dispensatore o nel corso delle acque in esso correnti.

Se la forma non è stata determinata, ma la bocca e l’edificio derivatore sono stati costruiti e posseduti per cinque anni, non è neppure ammesso dopo tale tempo alcun reclamo delle parti per eccedenza o deficienza d’acqua, salvo nel caso di variazione seguita nel canale o nel corso delle acque.

In mancanza di titolo o di possesso, la forma è determinata dall’autorità giudiziaria.


Commento

Possesso: [v. Libro III, Titolo VIII]; Titolo: [v. 1063].

 

Derivazione: conduzione, attraverso una diramazione, dell’acqua dal fondo servente al fondo dominante.

 

Bocca: cavità attraverso la quale viene fatta scorrere l’acqua.

 

Edificio derivatore: costruzione che consente la conduzione dell’acqua dal fondo servente al fondo dominante.

 

Canale dispensatore: canale che consente il fluire dell’acqua.

 

La norma risponde all’esigenza di assicurare al proprietario del fondo dominante quella determinata e costante quantità d’acqua, per conseguire la quale è stata costituita la servitù di presa [v. 1080].


Giurisprudenza annotata

Previdenza

I titolari degli studi professionali non possono beneficiare, per i propri dipendenti, degli sgravi contributivi previsti dalla legge in favore dei datori di lavoro privati, atteso che tali sgravi competono esclusivamente a coloro che, secondo la previsione codicistica (art. 1082 c.cc), esercitano professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi, non contenendo la normativa all'esame (di stretta interpretazione, siccome derogatoria alla generale sottoposizione alle obbligazioni contributive) disposizioni che ne consentano l'estensione anche ai soggetti che, pur eventualmente avvalendosi di una struttura autonomamente organizzata, esercitino una professione intellettuale (art. 2229 c.c.).

Cassazione civile sez. lav.  07 aprile 2010 n. 8257  

 

 

Giurisdizione

Nella disciplina della competenza giurisdizionale di cui alla convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 (ratificata con legge n. 804 del 1971), al fine dell'individuazione del luogo dell'adempimento delle obbligazioni dedotte in giudizio (e quindi, del giudice avente competenza giurisdizionale a norma dell'art. 5 n. 1 conv. cit.) in relazione ad un contratto di lavoro subordinato, deve aversi riguardo all'obbligazione principale che caratterizza il contratto e che è normalmente quella di svolgere il lavoro, in quanto le norme dell'indicata convenzione vanno interpretate in modo tale che il giudice adito non si trovi indotto a dichiararsi competente per decidere su talune domande ed incompetente su altre. (Vedi Corte giust. CE sent. 26 maggio 1982, in causa n. 133 del 1981).

Cassazione civile sez. un.  17 maggio 1995 n. 5392

 

Ai sensi dell'art. 5 n. 1 della convenzione di Bruxelles, sussiste la giurisdizione del giudice italiano qualora la controversia riguardi il pagamento di una somma di denaro che, ex art. 1082 c.c., dovrebbe eseguirsi presso il domicilio del creditore in Italia.

Cassazione civile sez. un.  25 marzo 1991 n. 3190  

 

 

Ditta ed insegna

L'impresa individuale non è un soggetto distinto dal suo titolare, ma si identifica con esso tanto sotto l'aspetto sostanziale che processuale, sicché è irrilevante, ai fini della legittimazione attiva o passiva, che l'impresa venga indicata con la qualificazione della ditta o col nome del suo titolare.

Cassazione civile sez. lav.  15 gennaio 1981 n. 344  



 
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