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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1087 codice civile: Acque sorgenti o sfuggite

Nei canali soggetti a distribuzioni per ruota le acque sorgenti o sfuggite, ma contenute nell’alveo del canale, non possono trattenersi o derivarsi da un utente che al tempo del suo turno (1).


Commento

Acque sorgenti o sfuggite: acque che penetrano nel canale dispensatore [v. 1082] attraverso la chiusa che separa il canale dalla fonte d’acqua o attraverso venature del sottosuolo lungo il fondo del canale.

 

Alveo: porzione cava del terreno che il corso d’acqua scava durante il suo corso.

 

(1) Mentre spettano al proprietario del fondo servente nell’intervallo di tempo che va dalla fine dei turni di distribuzione all’inizio della distribuzione medesima.

 


Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

In tema di mobbing, spetta al lavoratore, ex art. 2697 c.c., fornire la prova, fini della configurabilità della condotta lesiva del datore di lavoro, della molteplicità dei comportamenti a carattere persecutori o, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano stati posti in essere in modo miratamente sistematico e prolungato contro il dipendente con intento vessatorio, dell'evento lesivo della salute o della personalità del dipendente, del nesso eziologico tra la condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico e il pregiudizio all'integrità psico-fisica del lavoratore, nonché la prova dell'elemento soggettivo, cioè dell'intento persecutorio (nella specie il tribunale ha ritenuto che le allegazioni esposte nel ricorso introduttivo del giudizio non fossero idonee a fondare una pronunzia favorevole alla ricorrente in relazione alla genericità delle medesime).

Cassazione civile sez. lav.  17 gennaio 2014 n. 898  

 

 

Previdenza ed assistenza

L'art. 70 del d.P.R. n. 164/1956, prescrivendo che per i lavori da eseguirsi in lucernari, tetti, coperture e simili siano disposti gli apprestamenti necessari per garantire la sicurezza delle persone addette, mentre consente all'imprenditore di decidere quali misure siano da adottare in concreto ai fini della garanzia suddetta, opera indipendentemente dalla contestuale norma più generale di cui all'art. 10 dello stesso d.P.R., la quale impone l'adozione di cinture di sicurezza debitamente agganciate per l'esecuzione di qualsiasi opera che comunque esponga i lavoratori a rischi di caduta dall'alto, in armonia col principio sancito dall'art. 2087 c.c. della responsabilità dell'imprenditore per la sicurezza del lavoro.

Cassazione civile sez. lav.  30 maggio 1983 n. 3728  



 
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