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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1093 codice civile: Riduzione della servitù

Se la servitù dà diritto di derivare acqua da un fondo e per fatti indipendenti dalla volontà del proprietario si verifica una diminuzione dell’acqua tale che essa non possa bastare alle esigenze del fondo servente (1), il proprietario di questo può chiedere una riduzione della servitù, avuto riguardo ai bisogni di ciascun fondo. In questo caso è dovuta una congrua indennità (2) al proprietario del fondo dominante.


Commento

Deviazione: [v.1082]; Indennità: [v. 1032].

 

(1) Si fa qui riferimento ai bisogni industriali, agricoli o della vita riconducibili al fondo servente.

 

(2) V. nota (2) sub art. 1092.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

La stipulazione, da parte di un agente munito del potere rappresentativo di una compagnia di assicurazione, di clausole derogatorie al disposto di cui all'art. 1901 c.c. (nella specie, previsione dell'efficacia del rapporto assicurativo sin dalla decorrenza contrattualmente convenuta, nonostante il mancato pagamento del premio) deve ritenersi legittima, ai sensi del disposto del successivo art. 1932, attesane la operatività in senso più favorevole all'assicurato, e salva la ipotesi di una espressa limitazione della procura (la cui prova costituisce onere gravante sulla società di assicurazioni), opponibile all'assicurato, da parte della compagnia, soltanto se resa pubblica attraverso le prescritte modalità. Tale clausola in deroga deve ritenersi soggetta, a norma dell'art. 1988 c.c., alla forma scritta soltanto ad probationem, con conseguente ammissibilità della sua dimostrazione mediante confessione o giuramento.

Cassazione civile sez. III  26 settembre 1997 n. 9462  

 

 

Servitù

Le acque naturalmente fluenti, superficiali o sotterranee, scaturenti da sorgente o artificialmente edotte, che non siano considerate pubbliche, e perciò non soggette a regime demaniale sono suscettibili solo di limitati poteri di utilizzazione e di disposizione da parte dei privati in inscindibile collegamento, genetico e funzionale, con i diritti reali relativi ai fondi nei quali esse fluiscono o sgorgano o dai quali direttamente possono apprendersi mediante derivazione o eduzione, sicché la cessione o l'acquisto, con carattere di realità, dei detti poteri possono attuarsi unicamente per effetto di trasferimento e costituzione, a titolo originario o derivativo, di diritti reali sui fondi cui quelle acque ineriscono. Deriva che l'azione proposta per la disciplina, in rapporto alla sopravvenuta naturale riduzione delle acque non pubbliche contrattualmente costituiti in forma di vendita di un quantitativo determinato delle acque medesime, per sè considerate (senza attribuzione di comproprietà o di parziale usufrutto del fondo di ubicazione delle loro sorgenti), implica deduzione in giudizio di servitù volontaria di somministrazione o derivazione di acque e richiesta di regolamento giudiziale del suo esercizio o di riduzione del suo contenuto al fine del contemperamento dei concorrenti opposti interessi degli aventi diritto, con conseguente applicabilità della normativa di cui agli art. 1092 e 1093 c.c.

Cassazione civile sez. II  21 maggio 1983 n. 3535  

 

 



 
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