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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 111 codice civile: Celebrazione per procura

I militari e le persone che per ragioni di servizio si trovano al seguito delle forze armate possono, in tempo di guerra, celebrare il matrimonio per procura (1).

La celebrazione del matrimonio per procura può anche farsi se uno degli sposi risiede all’estero e concorrono gravi motivi da valutarsi dal tribunale nella cui circoscrizione risiede l’altro sposo. L’autorizzazione è concessa con decreto non impugnabile emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero.

La procura deve contenere l’indicazione della persona con la quale il matrimonio si deve contrarre (2).

La procura deve essere fatta per atto pubblico; i militari e le persone al seguito delle forze armate, in tempo di guerra, possono farla nelle forme speciali ad essi consentite.

Il matrimonio non può essere celebrato quando sono trascorsi centottanta giorni da quello in cui la procura è stata rilasciata (3).

La coabitazione, anche temporanea, dopo la celebrazione del matrimonio, elimina gli effetti della revoca della procura, ignorata dall’altro coniuge al momento della celebrazione (4).


Commento

Pubblico ministero: [v. 23]; Atto pubblico: [v. 2699].

Procura (matrimonio per): in questo caso il termine indica l’atto con cui un soggetto conferisce al procuratore il compito di comunicare la propria volontà di contrarre matrimonio. Pertanto, in questo caso, la natura giuridica del procuratore è quella del cd. nuncius, cioè di semplice portavoce.

 

 

(1) Si tratta di un’ipotesi diversa dalla rappresentanza, istituto [v. 1387] in cui il rappresentante esprime la volontà propria in nome e per conto del rappresentato. Ne deriva l’importante conseguenza per cui, ai fini della validità ed efficacia del matrimonio, ha rilevanza solo la capacità e la volontà dello sposo ma non quella del procuratore.

(2) In materia trova applicazione il principio per cui gli eventuali vizi della procura si riflettono sulla validità del matrimonio; pertanto esso è nullo se la procura non è stata rilasciata per atto pubblico o se non contiene l’indicazione della persona con cui deve essere contratto il matrimonio.

(3) Il matrimonio celebrato dopo la scadenza del suddetto termine è stato ritenuto nullo o, secondo altra opinione, inesistente.

(4) La norma fa riferimento all’ipotesi in cui il nuncius abbia comunque manifestato il consenso per la celebrazione del matrimonio, nonostante il rappresentato avesse già revocato la procura. L’efficacia del matrimonio celebrato in presenza di questi presupposti è, però, subordinata alla successiva coabitazione e all’ignoranza, da parte dell’altro coniuge, della revoca della procura.

 

 

La possibilità di celebrare il matrimonio per procura è limitata a casi specifici consistenti in un impedimento a manifestare personalmente il proprio consenso. Quando uno degli sposi risiede all’estero è necessaria anche una valutazione, da parte del tribunale, della effettiva gravità dei motivi.


Giurisprudenza annotata

Separazione tra coniugi

È ammissibile il ricorso per cassazione avverso il decreto emesso dalla corte d'appello sui reclami contro i provvedimenti del tribunale sulle istanze di modifica di disposizioni accessorie della separazione.

Cassazione civile sez. un.  21 ottobre 2009 n. 22238  



 
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