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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 112 codice civile: Rifiuto della celebrazione

L’ufficiale dello stato civile non può rifiutare la celebrazione del matrimonio se non per una causa ammessa dalla legge (1).

Se la rifiuta, deve rilasciare un certificato con l’indicazione dei motivi (2).

Contro il rifiuto è dato ricorso al tribunale, che provvede in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero.


Commento

(1) Le cause di rifiuto della celebrazione sono quelle di carattere sostanziale previste dagli artt. 84-90 (minore età, infermità di mente, preesistente vincolo coniugale, parentela, affinità, adozione, etc.), la mancanza della pubblicazione [v. 93], la scadenza della sua efficacia [v. 99], la pendenza del giudizio sull’opposizione al matrimonio [v. 104].

(2) La mancata indicazione dei motivi, o il riferimento a fatti non previsti dal legislatore come causa di rifiuto della celebrazione, comporta l’applicabilità all’ufficiale di stato civile della sanzione di cui all’art. 138.

 

 

La norma ribadisce che il potere di verificare l’esistenza dei requisiti necessari alla celebrazione del matrimonio spetta all’ufficiale di stato civile. Correlativamente sancisce il carattere non discrezionale della valutazione che può concludersi con il rifiuto della celebrazione solo in casi tassativi. Inoltre, come ulteriore garanzia contro qualunque forma di abuso, è necessario che il pubblico ufficiale indichi espressamente i motivi di rifiuto della celebrazione.


Giurisprudenza annotata

 

 



 
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