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Art. 1126 codice civile: Lastrici solari di uso esclusivo

Quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno.


Commento

Lastrico solare: [v. 1117].

 


Giurisprudenza annotata

Comunione e condominio

Salvo che il contrario risulti espressamente dal titolo, le gronde, i doccioni e i "canali di scarico" delle acque meteoriche del tetto di uno stabile condominiale costituiscono bene comune ai sensi dell'art. 1117 c.c., atteso che svolgono una funzione necessaria all'uso comune e servono all'uso e al godimento comune, ancorché la funzione di copertura dell'edificio sia espletata da terrazzo di proprietà esclusiva.

Cassazione civile sez. II  22 dicembre 2014 n. 27154  

In tema di utilizzazione ed acquisto di porzioni di edificio è lecita la trasformazione di una parte del lastrico solare di copertura di un'unità immobiliare in terrazza a servizio dell'appartamento dal quale vi si accede, nonché l'edificazione sul medesimo di vani di pertinenza di una porzione di piano finitima, se la realizzazione è prevista dal contenuto degli atti d'assegnazione degli immobili da parte della cooperativa, i quali devono essere interpretati alla stregua dei normali canoni ermeneutici previsti per i contratti.

Cassazione civile sez. II  15 settembre 2014 n. 19405  

In tema di condominio negli edifici, la terrazza a livello, anche se di proprietà o in godimento esclusivo di un singolo condomino, assolve alla stessa funzione di copertura del lastrico solare posto alla sommità dell'edificio nei confronti degli appartamenti sottostanti. Ne consegue che, dei danni cagionati all'appartamento sottostante per le infiltrazioni d'acqua provenienti dal terrazzo a livello deteriorato per difetto di manutenzione, rispondono tutti i condomini tenuti alla sua manutenzione, secondo le proporzioni stabilite dall'art. 1126 cod. civ., senza che rilevi la riconducibilità delle infiltrazioni a difetti ricollegabili alle caratteristiche costruttive. Rigetta, App. Napoli, 14/02/2008

Cassazione civile sez. III  25 agosto 2014 n. 18164

Poiché il lastrico solare dell'edificio svolge la funzione di copertura del fabbricato anche se appartiene in proprietà superficiaria o se è attribuito in uso esclusivo ad uno dei condomini, all'obbligo di provvedere alla sua riparazione o alla sua ricostruzione sono tenuti tutti i condomini, in concorso con il proprietario superficiario o con il titolare del diritto di uso esclusivo. Ne consegue che dei danni cagionati all'appartamento sottostante per le infiltrazioni d'acqua provenienti dal lastrico, deteriorato per difetto di manutenzione, rispondono tutti gli obbligati, inadempienti alla funzione di conservazione, secondo le proporzioni stabilite dal citato art. 1126 c.c.; né, ai fini della ripartizione delle spese fra i condomini, rileva che le infiltrazioni possano essere state provocate da difetti in ipotesi ricollegabili alle caratteristiche costruttive. L'obbligo dei condomini cui il lastrico solare serve di copertura di concorrere in dette spese trova infatti fondamento non già nel diritto di proprietà del lastrico medesimo, ma nel principio in base al quale i condomini sono tenuti a contribuire alle spese in ragione dell'utilitas che la cosa da riparare o ricostruire è destinata a dare ai singoli appartamenti sottostanti.

Cassazione civile sez. III  25 agosto 2014 n. 18164  

Il lastrico solare (e pertanto ogni terrazzo avente funzione di copertura), anche se attribuito in uso esclusivo, o di proprietà esclusiva di uno dei condomini, svolge funzione di copertura del fabbricato nell’interesse degli altri condomini per cui l’obbligo di provvedere alla sua riparazione o ricostruzione, sempre che non derivi da fatto imputabile soltanto a detto condominio, grava su tutti i condomini, con ripartizione delle relative spese secondo i criteri di cui all’art. 1126 c.c.; di conseguenza il condominio risponde quale custode ex art. 2051 c.c. dei danni che siano derivati al singolo condomino o a terzi per difetto di manutenzione del lastrico solare. (Nella specie, rilevato che le pessime condizioni manutentive del lastrico solare avevano indotto – tardivamente – il Condominio ad effettuare lavori di rifacimento del lastrico solare stesso, di modo che il pericolo di infiltrazioni non poteva certo considerarsi un evento non prevedibile e di portata eccezionale - rientrando invece negli ordinari obblighi di conservazione della “res” che competono al custode -, il Trib. ha accolto la domanda, in quanto il Condominio convenuto non forniva la prova positiva del fortuito).

Tribunale Bari sez. III  14 marzo 2014

In tema di condominio negli edifici, il proprietario dell'appartamento su due livelli, che al piano superiore fruisca del calpestio sul lastrico solare e al piano inferiore goda della funzione di copertura, partecipa alla spesa di rifacimento del lastrico, ai sensi dell'art. 1126 cod. civ., per un terzo quale utente esclusivo del terrazzo e per due terzi in proporzione del valore millesimale dell'unità sita nella colonna sottostante al lastrico. Rigetta, App. Napoli, 19/03/2008

Cassazione civile sez. II  23 gennaio 2014 n. 1451  

In tema di riparto delle spese di rifacimento del lastrico solare, ove il condomino dell'ultimo piano, utilizzatore in esclusiva del terrazzo, sia proprietario di un appartamento che, sebbene unico, sia dislocato su due livelli, di cui l'uno all'ultimo e l'altro al penultimo piano, dello stabile, ferma restando la quota di un terzo gravante per intero su di lui quale utilizzatore esclusivo del terrazzo, la restante quota parte dei due terzi ex art. 1126 c.c. deve essere determinata tenendo conto del valore millesimale della sola porzione di appartamento che trae utilità dalla copertura.

Cassazione civile sez. II  23 gennaio 2014 n. 1451  

In tema di condominio negli edifici, per lastrico solare deve intendersi la superficie terminale dell'edificio che abbia la funzione di copertura - tetto delle sottostanti unità immobiliari, comprensiva di ogni suo elemento, sia pure accessorio, come la pavimentazione, ma non estesa a quelle opere ivi esistenti che, sporgendo dal piano di copertura, siano dotate di autonoma consistenza e abbiano una specifica destinazione al servizio delle parti comuni. Ne consegue che non possono ricomprendersi nella nozione di lastrico solare i torrini della gabbia scale e del locale ascensore con la relativa copertura, i quali costituiscono distinti e autonomi manufatti di proprietà condominiale sopraelevati rispetto al piano di copertura del fabbricato. Rigetta, App. Napoli, 07/06/2007

Cassazione civile sez. II  13 dicembre 2013 n. 27942  

Per lastrico solare deve intendersi la superficie terminale dell'edificio che abbia la funzione di copertura-tetto delle sottostanti unità immobiliari, comprensivo di ogni suo elemento, sia pure accessorio, come la pavimentazione ma che evidentemente non può estendersi a quelle opere ivi esistenti che, sporgendo dal piano di copertura, siano dotate di autonoma consistenza e abbiano una specifica destinazione al servizio delle parti comuni. Pertanto deve escludersi che nella nozione di lastrico solare possono essere ricompresi i torrini della gabbia scale e del locale ascensore con la relativa copertura, che certamente sono beni condominiali: si tratta di distinti e autonomi manufatti sopraelevati rispetto al piano di copertura del fabbricato.

Cassazione civile sez. II  13 dicembre 2013 n. 27942  



 
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