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Art. 1131 codice civile: Rappresentanza

Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall’articolo 1130 (1) o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall’assemblea, l’amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.
Può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell’edificio; a lui sono notificati i provvedimenti dell’autorità amministrativa che si riferiscono allo stesso oggetto.
Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell’amministratore, questi è tenuto a darne senza indugio notizia all’assemblea dei condomini.
L’amministratore che non adempie a quest’obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento dei danni.


Commento

Regolamento di condominio:[v. 1138]; Assemblea:[v. 1129]; Amministratore: [v. 1129].

 

Agire in giudizio: provocare l’esercizio della funzione giurisdizionale, sollecitando la decisione dell’autorità giudiziaria attraverso la proposizione di una domanda giudiziale [v. 2967].

 

Essere convenuto in giudizio: essere citato davanti all’autorità giudiziaria. Convenuto è, più propriamente, il soggetto passivo della domanda giudiziale, cioè colui contro il quale è proposta la domanda [v. 2967].

 

Terzo: in questa ipotesi è il soggetto estraneo al condominio.

 

Citazione: atto con cui si propone una domanda davanti all’autorità giudiziaria.

 

Risarcimento dei danni: reintegrazione del patrimonio dei condomini che abbiano subito una lesione per effetto dell’illecita condotta dell’amministratore.

 

(1) Le parole «dall’articolo 1130» così sostituiscono le precedenti «dall’articolo precedente» ex art. 12, l. 11-12-2012, n. 220 (Riforma del condominio), in vigore dal 18-6-2013 (art. 32, l. cit.).

 

La norma stabilisce che, nei limiti dei poteri conferiti all’amministratore [v. 1130], questi ha la rappresentanza dei condomini, e può stare in giudizio per conto loro, contro terzi, così come può stare in giudizio contro alcuni dei condomini per conto di tutti gli altri.

 


Giurisprudenza annotata

Comunione e condominio

In tema di azioni giudiziali nelle quali il condominio è convenuto in giudizio, la legittimazione a resistere dell'amministratore non incontra limiti, sicché deve considerarsi correttamente instaurato il contradditorio anche se l'attore o opponente nel giudizio per opposizione a decreto ingiuntivo, in via riconvenzionale, propongano domanda di accertamento della proprietà di una parte dell'edificio.

Cassazione civile sez. II  04 dicembre 2014 n. 25634  

La domanda di revisione delle tabelle millesimali, allegate ad un regolamento di condominio avente natura contrattuale, esorbita dall'ambito delle attribuzioni dell'amministratore e va proposta in contraddittorio di tutti i condomini, riguardando la modifica dei diritti riconosciuti ai singoli da tale regolamento. Cassa senza rinvio, App.Genova 01/03/2007

Cassazione civile sez. II  22 ottobre 2014 n. 22464  

In tema di risarcimento danni per l'esecuzione di lavori su parti comuni di un edificio condominiale, poiché il condominio è un ente di gestione privo di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini, il condòmino che ritenga di essere stato danneggiato da un'omessa vigilanza da parte del condominio nell'esecuzione dei lavori dovrà rivolgere la propria pretesa risarcitoria nei confronti dell'amministratore, in qualità di rappresentante del condominio, il quale, a sua volta, valuterà se agire in rivalsa contro l'amministratore stesso. Cassa e decide nel merito, App. Roma, 01/06/2010

Cassazione civile sez. III  30 settembre 2014 n. 20557  

Ai sensi dell'art. 1131, secondo comma, c.c., la legittimazione passiva dell'amministratore del condominio a resistere in giudizio ha portata generale in quanto estesa ad ogni interesse condominiale e sussiste, pertanto, anche un ordine ad azioni di natura reale relative alle parti comuni dell'edificio, promosse contro il condominio, senza che sia necessaria la partecipazione al giudizio di tutti i condomini.

Cassazione civile sez. II  22 settembre 2014 n. 19909  

Il procedimento diretto alla revoca dell'amministratore di condominio soggiace al regolamento delle spese ex art. 91 cod. proc. civ., dovendosi escludere, nella disciplina antecedente all'entrata in vigore dell'art. 1129, undicesimo comma, cod. civ., come introdotto dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220, che queste possano essere ripetibili nel rapporto interno tra il condomino vittorioso che le ha anticipate e il condominio, nei cui confronti pure si producono gli effetti della decisione, in quanto è nel rapporto processuale tra le parti del giudizio che le spese trovano la loro esclusiva regola di riparto. Rigetta, Trib. Roma, 02/01/2008

Cassazione civile sez. II  01 settembre 2014 n. 18487  

In materia di condominio di edifici, la legittimazione passiva nel giudizio avente ad oggetto il risarcimento dei danni derivanti dal cedimento di strutture condominiali spetta al condominio, in persona dell'amministratore quale rappresentante di tutti i condomini obbligati - e non già al singolo condomino che può essere chiamato in giudizio a titolo personale soltanto ove frapponga impedimenti all'esecuzione dei lavori di manutenzione o ripristino, ovvero allorché i danni derivino da difetto di conservazione o di manutenzione a lui imputabili in via esclusiva -, poiché la responsabilità delineata dall'art. 2053 cod. civ. si fonda sulla proprietà del bene, la cui rovina è cagione del danno, e va imputata a chi abbia la possibilità di ovviare ad un vizio di costruzione o di provvedere alla manutenzione del bene, ossia - per le strutture condominiali - al condominio. Rigetta, App. Bologna, 09/06/2008

Cassazione civile sez. III  25 agosto 2014 n. 18168  

Va riconosciuta all'amministratore del condominio la legittimazione passiva nelle controversie risarcitorie promosse da un condomino che si assuma danneggiato per effetto di modifiche apportate alla sua proprietà a seguito di lavori di ricostruzione disposti dal condominio in conseguenza degli eventi sismici di cui alla l. n. 219 del 1981. Pertanto, la presenza in giudizio dell'amministratore esclude la necessità di promuovere il litisconsorzio passivo nei confronti di tutti i singoli condomini.

Cassazione civile sez. II  07 agosto 2014 n. 17767

Ai sensi dell'art. 1131 c.c. ogni questione relativa ai singoli obblighi di contribuzione alle spese dei condomini, e fuori dai poteri rappresentativi passivi dell'amministratore che, dunque, non ha la rappresentanza del singolo condomino o del gruppo di condomini, nelle azioni proposte contro essi per il recupero della spese condominiali. (Nella specie l'amministratore della scala A di un condominio aveva agito - in via monitoria - per il pagamento di contributi condominiali dovuti da ciascuno dei condomini della scala B (per il rifacimento del solaio dell'androne di ingresso) nei confronti dell'amministratore della scala B. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema corte ha affermato che l'amministratore della scala B era del tutto carente di legittimazione passiva, per cui la causa non poteva essere promossa contro di lui, ma unicamente contro i singoli condomini).

Cassazione civile sez. II  17 giugno 2014 n. 13777



 
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