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Art. 1132 codice civile: Dissenso dei condomini rispetto alle liti

Qualora l’assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto (1) notificato all’amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L’atto deve essere notificato entro trenta giorni (2) da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione.

Il condomino dissenziente ha diritto di rivalsa per ciò che abbia dovuto pagare alla parte vittoriosa.

Se l’esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere (3) dalla parte soccombente.


Commento

Assemblea: [v. 1129].

 

Promuovere una lite: si intende l’agire in giudizio [v. 1131].

 

Resistere a una domanda: contrastare in giudizio l’altrui domanda giudiziale.

 

Responsabilità: conseguenza di un comportamento antigiuridico, che prevede l'assegnazione di una sanzione.

 

Soccombenza (parte soccombente): indica l’esito sfavorevole della lite, cui, di regola, consegue anche la responsabilità per le spese del processo a favore della parte vittoriosa.

 

Diritto di rivalsa: diritto di agire verso gli altri condomini per ottenere il rimborso di quanto pagato [v. 1299].

 

Spese del giudizio: costo del procedimento dinanzi all’autorità giudiziaria.

 

(1) Ad esso viene parificato l’avviso dato con lettera raccomandata o il dissenso espresso nel verbale dell’assemblea condominiale.

 

(2) Si tratta di un termine di decadenza [v. 2964; Libro VI, Titolo V].

 

(3) Ottenere in conseguenza dell’esito favorevole della lite.

 

La norma consente ad un singolo condomino, che non concordi con la deliberazione dell’assemblea, di promuovere una lite o di resistere a una domanda, di manifestare il proprio dissenso, e separare la propria vicenda dall’eventuale esito negativo della lite.


Giurisprudenza annotata

Comunione e condominio

In tema di condominio negli edifici, è invalida la deliberazione dell'assemblea che, all'esito di un giudizio che abbia visto contrapposti il condominio ed un singolo condomino, disponga anche a carico di quest'ultimo, "pro quota", il pagamento delle spese sostenute dallo stesso condominio per il compenso del difensore nominato in tale processo, non trovando applicazione nella relativa ipotesi, nemmeno in via analogica, gli artt. 1132 e 1101 cod. civ. Cassa con rinvio, App. Salerno, 15/02/2008

Cassazione civile sez. II  18 giugno 2014 n. 13885  

Nella lite tra Condominio e condomino non trova applicazione, nemmeno in via analogica, la disposizione dell'art. 1132 c.c., che disciplina la materia delle spese processuali del condomino che abbia ritualmente dissentito dalla deliberazione di promuovere una lite o di resistere ad una domanda rispetto ad un terzo estraneo e neppure l'art. 1101 c.c., richiamato dall'art. 1139 c.c.; nell'ipotesi di controversia tra condomini, l'unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite, per dare vita a due gruppi di partecipanti al Condominio in contrasto tra loro, con la conseguenza che il giudice, nel dirimere la controversia deve provvedere anche definitivamente sulle spese del giudizio, determinando, secondo i principi di diritto processuale, quale delle due parti in contrasto debba sopportare, nulla significando che nel giudizio il gruppo dei condomini, costituenti la maggioranza, sia stato rappresentato dall'amministratore.

Cassazione civile sez. II  18 giugno 2014 n. 13885  

Rientra nei poteri dell'assemblea condominiale - che decide con il criterio delle maggioranze, impegnando tutti i condomini, anche i dissenzienti, in base alla regola generale espressa dall'art. 1132 c.c. - autorizzare l'amministratore del condominio a concludere transazioni che abbiano ad oggetto un mero diritto obbligatorio e non un diritto reale dei partecipanti al condominio. (Fattispecie di transazione riferita a procedura esecutiva iniziata da un soggetto terzo, creditore nei confronti del condominio in virtù di una tratta giratagli dall'impresa che aveva eseguito i lavori di manutenzione per conto del condominio medesimo).

Cassazione civile sez. II  16 gennaio 2014 n. 821  

L'amministratore del condominio, potendo essere convenuto nei giudizi relativi alle parti comuni ma essendo tenuto a dare senza indugio notizia all'assemblea della citazione e del provvedimento che esorbiti dai suoi poteri, ai sensi dell'art. 1131, commi 2 e 3, c.c., può costituirsi in giudizio e impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva autorizzazione dell'assemblea, ma deve, in tale ipotesi, ottenere la necessaria ratifica del suo operato da parte dell'assemblea stessa, per evitare la pronuncia di inammissibilità dell'atto di costituzione ovvero di impugnazione. (Preso atto che nella specie faceva difetto la delibera in questione, in applicazione del principio di cui sopra la Suprema corte ha rinviato a nuovo ruolo la trattazione del ricorso, concedendo termine per la produzione della delibera di autorizzazione all'amministratore della proposizione del controricorso e del ricorso incidentale).

Cassazione civile sez. II  07 marzo 2013 n. 5761  

L'amministratore del condominio, potendo essere convenuto nei giudizi relativi alle parti comuni ma essendo tenuto a dare senza indugio notizia all'assemblea della citazione e del provvedimento che esorbiti dai suoi poteri, ai sensi dell'art. 1131, commi 2 e 3, c.c., può costituirsi in giudizio e impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva autorizzazione dell'assemblea, ma deve, in tale ipotesi, ottenere la necessaria ratifica del suo operato da parte dell'assemblea stessa, per evitare la pronuncia di inammissibilità dell'atto di costituzione ovvero di impugnazione. (Nella specie la Corte aveva disposto, con ordinanza interlocutoria, che il condominio ricorrente producesse la delibera di autorizzazione, anche a titolo di ratifica, da parte dell'assemblea condominiale, a proporre ricorso per cassazione. Atteso che nel termine assegnato parte ricorrente non aveva ottemperato a quanto disposto dall'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso).

Cassazione civile sez. II  28 settembre 2012 n. 16589  

Deve essere dichiarata l'inammissibilità del ricorso per cassazione proposto dall'amministratore del condominio, senza la preventiva autorizzazione assembleare, eventualmente richiesta anche in via di ratifica del suo operato, in ordine ad una controversia riguardante i crediti contestati del precedente amministratore revocato, in quanto non rientrante tra quelle per le quali l'organo amministrativo è autonomamente legittimato ad agire ai sensi dell'art. 1130 e 1131, comma 1 c.c. Né può essere concesso il termine per la regolarizzazione ai sensi dell'art. 182 c.p.c., ove, come nella specie, l'udienza di discussione, in precedenza fissata, sia stata differita proprio sul rilievo della pendenza della questione dei poteri dell'amministratore all'esame delle Sezioni Unite della Corte di cassazione e la decisione di quest'ultima sia intervenuta ben prima della nuova udienza.

Cassazione civile sez. II  31 gennaio 2011 n. 2179  

L'amministratore del condominio, potendo essere convenuto nei giudizi relativi alle parti comuni ma essendo tenuto a dare senza indugio notizia all'Assemblea della citazione e del provvedimento che esorbiti dai suoi poteri, ai sensi dell'art. 1131, commi 2 e 3 c.c., può costituirsi in giudizio e impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva autorizzazione dell'assemblea, ma deve, in tale ipotesi, ottenere la necessaria ratifica del suo operato da parte dell'assemblea stessa, per evitare la pronuncia di inammissibilità dell'atto di costituzione ovvero di impugnazione.

Cassazione civile sez. un.  06 agosto 2010 n. 18331  



 
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