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Art. 1133 codice civile: Provvedimenti presi dall’amministratore

I provvedimenti presi dall’amministratore nell’ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini. Contro i provvedimenti dell’amministratore è ammesso ricorso all’assemblea, senza pregiudizio del ricorso all’autorità giudiziaria nei casi e nel termine previsti dall’art. 1137.


Commento

Amministratore: [v. 1129]; Ricorso all’autorità giudiziaria: [v. 1129].

 

Ricorso all’assemblea: istanza rivolta all’assemblea al fine di riconsiderare i provvedimenti adottati dall’amministratore.

 

I provvedimenti adottati dall’amministratore vincolano tutti i condomini, ma possono essere impugnati dinanzi all’assemblea quando essi siano illeciti (ovvero contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume) o inopportuni, e dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria (civile o penale) nel caso in cui il provvedimento sia illecito.


Giurisprudenza annotata

Comunione e condominio

Se viene richiesta in giudizio la declaratoria del diritto di apporre un'insegna pubblicitaria sulla facciata condominiale, l'autorità giudiziaria non può sostituirsi alla volontà dei condomini con una propria valutazione estetica. Tale valutazione supererebbe i limiti del controllo di legittimità, demandato al giudice, per estendersi al merito delle questioni e violerebbe la discrezionalità riservata esclusivamente all'assemblea.

Corte appello Milano  14 dicembre 2011 n. 3495  

In tema di benestare ad apporre una insegna pubblicitaria sulla facciata condominiale, di competenza dell'amministratore per norma regolamentare, può investirsi della decisione l'assemblea, la cui volontà è sovraordinata e la deliberazione non può considerarsi annullabile solo perché assunta dall'organo collegiale. La deliberazione è, invece, affetta da nullità nel caso di rifiuto dell'apposizione dell'insegna per pubblicizzare l'attività svolta nel condominio, preesistendo altre insegne di tipo e colore diverso, se non portasse i motivi che inducono a ritenere la inidoneità estetica, privando così il condomino interessato dal poter verificare la fondatezza del diniego.

Corte appello Milano  14 dicembre 2011 n. 3495  

In tema di condominio degli edifici, l'art 1133 c.c. prevede la facoltà del ricorso all'assemblea avverso i provvedimenti dell'amministratore, ma "senza pregiudizio" del ricorso all'autorità giudiziaria, e, pertanto, non subordina il diritto alla tutela giurisdizionale al preventivo ricorso all'assemblea.

Cassazione civile sez. II  22 giugno 2011 n. 13689  

Il provvedimento con il quale l'amministratore del condominio di edificio, nell'esercizio dei suoi poteri di curare l'osservanza del regolamento di condominio, ai sensi dell'art. 1130, comma 1, n. 1, c.c., e di adottare provvedimenti obbligatori per i condomini, ai sensi dell'art. 1133 c.c., inviti un condomino (nella specie, mediante lettera raccomandata con determinazione di un termine per l'adempimento) al rispetto del divieto regolamentare di collocazione di targhe, senza autorizzazione, sulla facciata dell'edificio, non costituisce atto illecito, e non può, quindi, porsi a fondamento di una responsabilità risarcitoria personale dell'amministratore stesso.

Cassazione civile sez. II  22 giugno 2011 n. 13689  

È legittima e non illecita la condotta dell'amministratore di condominio che,in applicazione del regolamento condominiale, invia ad un condomino una lettera contenente l'ordine di rimozione di una targa appesa nell'atrio condominiale; in tale condotta, infatti, non si riscontra nessun eccesso di potere, atteso che è compito dell'amministratore, facendo ragionevolmente rinvio delle disposizioni regolamentari o di legge, richiamare il singolo condomino all'osservanza dei medesimi

Cassazione civile sez. II  22 giugno 2011 n. 13689  

L'art. 1133 c.c. nel prevedere la facoltà di ricorrere all'assemblea avverso i provvedimenti che l'amministratore abbia preso in violazione della legge o del regolamento di condominio, fa espressamente salvo il diritto del condomino di rivolgersi immediatamente all'autorità giudiziaria e, pertanto, non subordina tale esercizio al preventivo ricorso all'assemblea. (Fattispecie in cui l'amministratore aveva chiesto ai condomini il pagamento di spese afferenti alla manutenzione del terrazzo a livello, ripartite in spregio dell'art. 1126 c.c.).

Tribunale Ariano Irpino  16 giugno 2011 n. 300  

A norma dell'art. 1133 c.c., l'amministratore di condominio ha il potere di assumere provvedimenti obbligatori nei confronti dei condomini, i quali possono impugnarli davanti all'assemblea e, ricorrendone le condizioni, davanti all'autorità giudiziaria; pertanto, poiché l'amministratore è tenuto a garantire il rispetto del regolamento di condominio allo scopo di tutelare la pacifica convivenza, qualora egli inviti uno dei condomini al rispetto delle leggi o del regolamento vigenti, non è configurabile, a suo carico, alcun atto di turbativa del diritto altrui nel caso in cui egli abbia agito, secondo ragionevole interpretazione, nell'ambito dei suoi poteri-doveri di cui agli art. 1130 e 1133 c.c. (Fattispecie in tema di azione di manutenzione del possesso promossa nei confronti dell'amministratore).

Cassazione civile sez. II  11 maggio 2011 n. 10347  

L'amministratore, quando agisce nei limiti dei poteri attribuitigli dalla legge o di quelli conferitigli dall'assemblea, rappresenta il condominio, e pertanto, ove ne abbia speso il relativo nome, contrae per conto dello stesso, con conseguente riferibilità diretta dei relativi rapporti all'anzidetto ente di gestione. Tale principio si desume non solo dall'art. 1131 c.c., che fa riferimento alle attribuzioni elencate nel precedente articolo del c.c., ma anche dall'art. 1133, prevedente l'obbligatorietà per tutti i condomini dei provvedimenti presi dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri. Conseguentemente, nel caso in cui l'amministratore, avvalendosi dei poteri di cui all'art. 1135 comma 2 c.c., abbia assunto l'iniziativa di compiere opere di manutenzione straordinaria caratterizzate dall'urgenza ove questa effettivamente ricorra e negli eventuali rapporti instaurati con i terzi per farvi fronte, abbia speso il nome del condominio, quest'ultimo deve ritenersi validamente rappresentato, con conseguente diretta esigibilità da parte dei terzi contraenti dell'adempimento delle relative obbligazioni.

Cassazione civile sez. II  18 marzo 2010 n. 6557  

La procedura camerale di carattere non contenzioso prevista dall’art. 1105 c.c., non attenendo alla risoluzione di questioni su diritti, preclude un’azione giudiziaria di tipo contenzioso per il caso, già da essa contemplato, della omessa amministrazione delle cosa comune, dovendosi in tale accezione ricomprendersi pure la omessa esecuzione di una delibera adottata. Pertanto il legislatore, rimettendo ogni facoltà di tutela sul punto alle forme della volontaria giurisdizione previste ex art 1105 c.c., esclude che, all’inerzia dei partecipanti nel compimento di atti di gestione del bene comune, il giudice possa sopperire nell’ambito di un diverso procedimento contenzioso.

Tribunale Nola sez. II  15 novembre 2007



 
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