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Art. 1140 codice civile: Possesso

Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale.

Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa (1).


Commento

Proprietà: [v. 832]; Diritto reale: [v. Libro III, Titolo II].

 

Detenzione: mero potere di fatto sulla cosa non accompagnato dall’intenzione di compiere un’attività corrispondente all’esercizio di un diritto reale. Il detentore, pertanto, si trova in un rapporto di mera contiguità fisica con la cosa. La (—) può essere esercitata nell’interesse proprio o nell’interesse altrui.

 

(1) Il possesso può essere esercitato anche attraverso altra persona, legata al possessore da un rapporto definito (si parla in tal caso di possesso mediato).

 


Giurisprudenza annotata

Usucapione

Il coerede che dopo la morte del de cuius sia rimasto nel possesso del bene ereditario, può, prima della divisione usucapire la quota degli altri eredi, senza necessità di interversione del titolo del possesso; a tal fine, egli, che già possiede animo proprio ed a titolo di comproprietà, è tenuto ad estendere tale possesso in termini di esclusività, il che avviene quando il coerede goda del bene in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui e tale da evidenziare una inequivoca volontà di possedere uti dominus e non più uti condominus, non essendo sufficiente che gli altri partecipanti si astengano dall'uso della cosa comune (fattispecie relativa all'usucapione di un appartamento).

Cassazione civile sez. II  13 novembre 2014 n. 24214  

La presunzione di possesso utile "ad usucapionem", di cui all'art. 1141 cod. civ., non opera quando la relazione con il bene derivi non da un atto materiale di apprensione della "res", ma da un atto o da un fatto del proprietario a beneficio del detentore, nella specie un contratto di comodato, poiché in tal caso l'attività del soggetto che dispone della cosa non corrisponde all'esercizio di un diritto reale, non essendo svolta in opposizione al proprietario. Ne consegue che la detenzione di un bene immobile a titolo di comodato precario può mutare in possesso solamente all'esito di un atto d'interversione idoneo a provare con il compimento di idonee attività materiali il possesso utile "ad usucapionem" in opposizione al proprietario concedente. Rigetta, Corte Appello Milano, 18/05/2007

Cassazione civile sez. II  14 ottobre 2014 n. 21690  

L'apprensione materiale del bene da parte dell'amministrazione al di fuori di una legittima procedura espropriativa o di un procedimento sanante non è idonea a integrare il requisito del possesso utile ai fini dell'acquisto per usucapione, che in ogni caso sarebbe potuta maturare solo dal momento in cui, con la disciplina introdotta dal d.p.r. n. 327 del 2001, è stata data al destinatario dell'occupazione la possibilità di far valere il proprio diritto. Conferma Tar Puglia, sede Lecce, sez. l, 11 dicembre 2013 n. 2430

Consiglio di Stato sez. IV  03 luglio 2014 n. 3346

L'"animus possidendi", necessario all'acquisto della proprietà per usucapione, non consiste nella convinzione di essere proprietario, ma nell'intenzione di comportarsi come tale, esercitando corrispondenti facoltà, mentre la buona fede non è requisito del possesso utile all'usucapione. Ne consegue che la consapevolezza di possedere senza titolo e l'attività negoziale (nella specie, proposta di acquisto) diretta a ottenere il trasferimento della proprietà non escludono che il possesso sia utile all'usucapione. Cassa e decide nel merito, App. Venezia, 22/05/2012

Cassazione civile sez. II  06 maggio 2014 n. 9671  

Proprietà

Legittimato all'azione di manutenzione ex art.1170 c.c. è il solo possessore e non anche il detentore e, la presunzione di possesso è ricollegata all'art.1141 c.c. ad un potere di fatto sulla cosa che si manifesta in attività corrispondenti all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale, secondo la definizione contenuta nell'art.1140 c.c. e di contro, che essa non opera in favore di chi si trovi con la cosa in una relazione materiale che si svolge in nome del possessore e per la sua volontà, sia che si tratti di detenzione qualificata, sia di mera disponibilità materiale del bene o detenzione semplice. Pertanto l'affittuario di un fondo quindi non è legittimato a proporre l'azione ex art.1170 c.c..

Tribunale Salerno sez. II  27 ottobre 2014 n. 5048

Il diritto di palco previsto dalla L. 26 luglio 1939 n. 1336 consente in fatto al titolare, detto “palchettista”, di accedere ad un proprio palco all'interno di un teatro per assistere alle varie rappresentazioni, ma, di regola, non incondizionatamente, dato che richiede di pagare il prezzo del biglietto di ingresso al soggetto che gestisce il teatro, dovendosi in base a ciò qualificare il diritto in questione come diritto reale di superficie di cui all'art. 952, comma 2, c.c., nel senso che il palchettista è proprietario di una parte di edificio, nella specie del teatro, ma non del suolo sul quale l'edificio sorge, donde la qualificazione del ruolo che nella gestione del diritto riveste il gestore del teatro quale detentore ai sensi dell'art. 1140, comma 2, c.c., dalle funzioni analoghe a quelle di un custode, il quale regola secondo modalità prestabilite l'accesso al palco, riconoscendo entro tali limiti la posizione del possessore palchettista (nella fattispecie, l'atto con il quale il detentore, nella specie il Comune, gestore del teatro, decideva di non rilasciare al possessore palchettista il biglietto di ingresso non era considerato in alcun modo riconducibile all'esercizio di un potere autoritativo pubblicistico, ovvero ad un provvedimento amministrativo, bensì ad un comportamento di fatto, che poteva e doveva essere sindacato nella competente sede di giurisdizione ordinaria, in sede possessoria, al pari di ogni altra condotta che il possessore qualifichi come molestia al proprio possesso, ovvero in sede petitoria, come asserita molestia al diritto di superficie).

T.A.R. Parma (Emilia-Romagna) sez. I  10 giugno 2014 n. 197  



 
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