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Art. 1141 codice civile: Mutamento della detenzione in possesso

Si presume il possesso in colui che esercita il potere di fatto, quando non si prova che ha cominciato a esercitarlo semplicemente come detenzione.

Se alcuno ha cominciato ad avere la detenzione, non può acquistare il possesso finché il titolo non venga a essere mutato per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il possessore. Ciò vale anche per i successori a titolo universale.


Commento

Terzo: nella fattispecie, è il soggetto estraneo al rapporto giuridico intercorrente tra possessore e detentore.

 

Opposizione: comportamento del detentore, ostativo al riconoscimento dell’altrui possesso ed affermativo del proprio.

 

Successore a titolo universale: colui che subentra in tutti i rapporti patrimoniali attivi e passivi di un altro soggetto. Tale è la successione universale mortis causa [v. Libro II, Titolo I].

 

La detenzione si distingue dal possesso per il differente elemento soggettivo che la caratterizza, e cioè da un mero animus detinendi e non da un animus rem sibi habendi. Se però il soggetto ha semplicemente la detenzione della cosa, ciò non gli impedisce di modificare il proprio atteggiamento psicologico nei confronti della cosa medesima, manifestando l’intenzione di possederla. A tal fine la norma richiede l’intervento di una modificazione del titolo che lega il possessore e chi ha la detenzione della cosa.

Tale modificazione può discendere dall’intervento di un terzo (es.: il trasferimento del diritto oggetto del possesso ad altro soggetto), o da un comportamento oppositivo di chi detenga la cosa e prenda a comportarsi quale possessore della stessa.


Giurisprudenza annotata

Possesso

Il mutamento della detenzione in possesso può derivare da un negozio posto in essere dal detentore, sia con un terzo sia con lo stesso possessore mediato, purché dall'atto posto in essere con costui derivi il trasferimento de diritto corrispondente ovvero la investitura da parte dello stesso possessore mediato a mezzo della cd. traditio brevi manu, che si ha quando il bene, già nella disponibilità di un soggetto a titolo di detenzione, venga lasciato allo stesso a titolo di possesso di modo che, per effetto dell'acquisto del bene, che si trova già presso l'acquirente, il possesso precario si tramuta in possesso uti dominus.

Cassazione civile sez. II  30 dicembre 2014 n. 27432  

L'appaltatore, fino alla consegna dell'opera al committente, detiene l'opera stessa nel suo personale interesse in virtù di un rapporto obbligatorio e deve pertanto considerarsi detentore qualificato. Tale situazione di fatto non può dunque integrare un'ipotesi di possesso rilevante ai fini dell'usucapione

Cassazione civile sez. II  08 luglio 2014 n. 15542  

In tema di azioni possessorie, configura spoglio la chiusura del cancello di accesso al fondo mediante apposizione di un lucchetto da parte del detentore, in quanto tale condotta, se non accompagnata dalla consegna di copia delle chiavi al possessore, si qualifica come privazione dell'altrui possesso e, nel contempo, come inequivoco atto d'interversione. Rigetta, App. Roma, 06/06/2007

Cassazione civile sez. II  30 giugno 2014 n. 14819

La interversione della detenzione in possesso può avvenire anche attraverso il compimento di attività materiali, ma queste devono essere tali da manifestare in modo inequivocabile e riconoscibile dall'avente diritto l'intenzione del detentore di esercitare il potere sulla cosa esclusivamente nomine proprio, vantando per sé il diritto corrispondente al possesso in contrapposizione con quello del titolare della cosa. Una tale condizione non ricorre, allorché il detentore apporti migliorie al fondo, coerenti con la sua destinazione e per un migliore suo sfruttamento.

Cassazione civile sez. II  19 giugno 2014 n. 14009

L'apposizione di un lucchetto che impedisce l'accesso all'immobile non è idonea all'interversione del possesso, essendo un fatto compatibile con la tutela della detenzione, che non muta il titolo contro il possessore, se a lui non opposto per escluderne il possesso "solo animo". Rigetta, App. Palermo, 18/05/20

Cassazione civile sez. VI  07 aprile 2014 n. 8115  

Non è ravvisabile un costituto possessorio implicito nel negozio traslativo del diritto di proprietà o di altro diritto reale, nel senso che ad esso segua automaticamente il trasferimento del possesso della cosa all'acquirente, poiché tale trasferimento rappresenta, ai sensi dell'art. 1476 cod. civ., l'oggetto di una specifica obbligazione del venditore, per la quale non sono previste forme tipiche. Ne consegue che, nell'ipotesi in cui l'alienante trattenga la cosa presso di sé, occorre accertare caso per caso, in base al comportamento delle parti ed alle clausole contrattuali che non siano di mero stile, se la continuazione, da parte dell'alienante stesso, dell'esercizio del potere di fatto sulla cosa sia accompagnata dall' "animus rem sibi habendi" ovvero configuri una detenzione "nomine alieno". Cassa con rinvio, App. Campobasso, 15/05/2007

Cassazione civile sez. II  24 marzo 2014 n. 6893  

Proprietà

Legittimato all'azione di manutenzione ex art.1170 c.c. è il solo possessore e non anche il detentore e, la presunzione di possesso è ricollegata all'art.1141 c.c. ad un potere di fatto sulla cosa che si manifesta in attività corrispondenti all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale, secondo la definizione contenuta nell'art.1140 c.c. e di contro, che essa non opera in favore di chi si trovi con la cosa in una relazione materiale che si svolge in nome del possessore e per la sua volontà, sia che si tratti di detenzione qualificata, sia di mera disponibilità materiale del bene o detenzione semplice. Pertanto l'affittuario di un fondo quindi non è legittimato a proporre l'azione ex art.1170 c.c..

Tribunale Salerno sez. II  27 ottobre 2014 n. 5048

Usucapione

La presunzione di possesso utile "ad usucapionem", di cui all'art. 1141 cod. civ., non opera quando la relazione con il bene derivi non da un atto materiale di apprensione della "res", ma da un atto o da un fatto del proprietario a beneficio del detentore, nella specie un contratto di comodato, poiché in tal caso l'attività del soggetto che dispone della cosa non corrisponde all'esercizio di un diritto reale, non essendo svolta in opposizione al proprietario. Ne consegue che la detenzione di un bene immobile a titolo di comodato precario può mutare in possesso solamente all'esito di un atto d'interversione idoneo a provare con il compimento di idonee attività materiali il possesso utile "ad usucapionem" in opposizione al proprietario concedente. Rigetta, Corte Appello Milano, 18/05/2007

Cassazione civile sez. II  14 ottobre 2014 n. 21690  



 
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