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Art. 1143 codice civile: Presunzione di possesso anteriore

Il possesso attuale non fa presumere il possesso anteriore, salvo che il possessore abbia un titolo a fondamento del suo possesso; in questo caso si presume che egli abbia posseduto dalla data del titolo.


Commento

Titolo: fatto o atto giuridico per effetto del quale un diritto viene attribuito ad un soggetto, nonché il documento che lo comprova.

 

Il possessore attuale della cosa, si presume [v. 1142] ne abbia avuto il possesso anche precedentemente, quando il suo possesso sia assistito da un titolo con data anteriore, ed a partire dalla data medesima. Il possesso, infatti, può intervenire anche in assenza di un titolo che giustifichi l’esercizio del potere di fatto sulla cosa.

 


Giurisprudenza annotata

Possesso

La norma dell'art. 1143 c.c., secondo cui quando il possessore attuale vanti un titolo a fondamento del suo possesso si presume che esso abbia posseduto dalla data del titolo, è ispirata alla considerazione che normalmente l'acquisto della proprietà o di un diritto reale in base ad un titolo comporta anche l'acquisto del possesso. Deve, pertanto, escludersi che tale norma sia dettata per l'usucapione ventennale, perché in relazione a questo istituto la sussistenza del titolo a fondamento del possesso non avrebbe alcun significato, non avendo il possessore munito di titolo concretamente idoneo (e quindi valido) alcuna necessità d'invocare l'usucapione ai fini della prova del dominio o di altro diritto reale.

Cassazione civile sez. II  27 gennaio 2011 n. 1899

La norma dell'art. 1143 c.c., secondo cui quando il possessore attuale vanti un titolo a fondamento del suo possesso si presume che esso abbia posseduto dalla data del titolo, è ispirata alla considerazione che normalmente l'acquisto della proprietà o di un diritto reale in base ad un titolo comporta anche l'acquisto del possesso, talché non è dettata per l'usucapione ventennale perché in relazione a questo istituto la sussistenza del titolo a fondamento del possesso non avrebbe alcun significato, non avendo il possessore munito di titolo concretamente idoneo (e, quindi, valido) alcuna necessità di invocare l'usucapione ai fini della prova del dominio o di altro diritto reale.

Cassazione civile sez. II  28 agosto 1993 n. 9134  

Specie in presenza di una comunione ereditaria tra genitore e figli, a seguito della morte dell'altro genitore, per potersi riconoscere, rispetto ad un determinato immobile comune, il possesso esclusivo di uno dei condomini, rilevante anche ai sensi ed agli effetti di cui agli art. 1158 e 1168 c.c. è necessario che l'assegnazione di fatto ad uno dei coeredi sia stata determinata da un ben preciso, certo accordo comune e caratterizzata da univocità e continuità temporale: non sussiste, pertanto, possesso esclusivo, rilevante anche ex art. 1158 e 1168 c.c., qualora l'assegnazione di mero fatto sia stata determinata da mera tolleranza, o dall'intento di addivenire ad un momentaneo accomodamento; ancor meno, poi, sussiste possesso esclusivo, anche ai fini predetti, qualora l'assegnazione di fatto sia stata determinata dall'intento di non acuire, fra i congiunti coeredi, la tensione e la diffidenza competitiva che da tempo inquinava i reciproci rapporti tra le parti, con la riserva di rinviare a tempi di maggiore serenità la soluzione d'ogni questione patrimoniale.

Pretura Trapani  19 settembre 1991

Procedimento civile

È carente di legittimazione ad agire nella controversia per il risarcimento del danno derivante da sinistro stradale - questione sollevabile "ex officio" - l'attore che non dimostri di esercitare di fatto il potere sulla cosa, ovvero il potere di un'attività corrispondente "all'esercizio di un diritto reale" ex art. 1141 c.c., costituente l'essenza del possesso. A ciò va aggiunto che, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1143 c.c., "il possesso attuale non fa presumere il possesso anteriore, salvo che il possessore abbia un titolo a fondamento del suo possesso, in questo caso si presume che egli abbia posseduto dalla data del titolo" (nella specie, dall'esame del rapporto integrale redatto dalla p.m., prodotto nel corso del giudizio, era emerso che il veicolo non era di proprietà dell'attore).

Giudice di pace Bari sez. II  20 settembre 2010 n. 7061

Rivendicazione

Nel giudizio di rivendicazione l'attore deve provare di essere diventato proprietario della cosa rivendicata, risalendo, anche attraverso i propri danti causa, fino ad un acquisto a titolo originario, o dimostrando il possesso proprio e dei suoi danti causa per il tempo necessario per l'usucapione. Se poi anche il possesso è contestato dal convenuto, l'attore non può limitarsi a dimostrare che il titolo o i titoli (tra i quali, per la sua natura dichiarativa, non può annoverarsi la divisione, salvo che si provi il titolo d'acquisto della comunione) risalgono ad un ventennio, ma deve provare che egli o i suoi danti causa abbiano effettivamente e continuativamente posseduto l'immobile, salva la presunzione iuris tantum di possesso intermedio, senza che il rigore di siffatto onere probatorio sia attenuato dalla mera proposizione di una domanda riconvenzionale o di un'eccezione di usucapione da parte del convenuto, quando queste non siano formulate in modo da comportare il riconoscimento della pregressa titolarità del diritto da parte dell'attore o dei suoi "danti causa". (Nella specie la S.C. ha annullato la sentenza impugnata, che non aveva compiuto alcun effettivo accertamento circa l'esistenza di una situazione possessoria in capo agli attori e ai loro danti causa, impropriamente valorizzando a tal fine un atto di divisione e una successiva attribuzione testamentaria).

Cassazione civile sez. II  04 marzo 1997 n. 1925

Colui che agisce in rivendicazione deve provare la sussistenza dell'asserito dominio sulla cosa rivendicata, risalendo, anche attraverso i propri danti causa, fino ad un acquisto a titolo originario o dimostrando il compimento dell'usucapione, ed in questo secondo caso, se il possesso è contestato dal convenuto, non adempie al suo onere probatorio semplicemente limitandosi a dimostrare che il titolo, o i titoli, risalgono ad un ventennio, ma deve provare di avere, egli e i suoi danti causa, posseduto l'immobile continuativamente dalla data del titolo stesso salva la presunzione, iuris tantum, di possesso intermedio.

Cassazione civile sez. II  07 maggio 1984 n. 2766  



 
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