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Art. 1146 codice civile: Successione nel possesso. Accessione del possesso

Il possesso continua nell’erede con effetto dall’apertura della successione.

Il successore a titolo particolare può unire al proprio possesso quello del suo autore per goderne gli effetti (1) (2).


Commento

Erede: [v. 457]; Apertura della successione: [v. 456].

 

Autore (dante causa): colui dal quale il soggetto acquista un diritto per atto tra vivi o mortis causa.

 

Accessione del possesso: unione del proprio possesso a quello del proprio dante causa (precedente possessore) per goderne gli effetti. Costituisce una delle modalità (a titolo derivativo) per acquistare il possesso sulla cosa.

 

Successore a titolo particolare: colui che subentra in una determinata posizione attiva o passiva di un altro soggetto [v. Libro II, Titolo I].

 

(1) Colui che succede a titolo particolare nel possesso di una cosa può avere interesse ad unire al suo possesso quello del proprio dante causa, per godere degli effetti del possesso di questi [v. Libro III, Titolo VIII, Capo II].

 


Giurisprudenza annotata

Possesso

L'accessione del possesso della servitù si verifica, a favore del successore a titolo particolare nella proprietà del fondo dominante, anche in difetto di espressa menzione della servitù nel titolo traslativo della proprietà del fondo dominante e anche in mancanza di un diritto di servitù già costituito a favore del dante causa. Cassa App. Trento-Bolzano 1° settembre 2006

Cassazione civile sez. II  14 giugno 2013 n. 15020  

Nel sistema tavolare, la mancata intavolazione della servitù comporta l'inefficacia del trasferimento successivo sotto il profilo del difetto di titolarità in capo all'autore, ma tale inefficacia rientra nella fisiologia dell'istituto dell'accessione del possesso, che presuppone un titolo (non idoneo, bensì) solo astrattamente idoneo al trasferimento. Ne consegue che, intavolato l'acquisto della proprietà, si trasferisce per accessione il possesso della servitù attiva, abbia o no già determinato l'acquisto del relativo diritto per usucapione. Cassa con rinvio, App. Bolzano, 01/09/2006

Cassazione civile sez. II  14 giugno 2013 n. 15020  

In tema di accessione nel possesso, di cui all'art. 1146, comma 2, del c.c., affinché operi il trapasso del possesso dall'uno all'altro dei successivi possessori e il successore a titolo particolare possa unire al proprio il possesso del dante causa, è necessario che il trasferimento trovi la propria giustificazione in un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà o altro diritto reale sul bene. Deriva da quanto precede, pertanto, che stante la tipicità dei negozi traslativi reali, che l'oggetto del trasferimento non può essere costituito dal mero potere di fatto sulla cosa.

Cassazione civile sez. II  27 marzo 2013 n. 7790  

L'accessione del possesso della servitù a favore del successore a titolo particolare della proprietà del fondo dominante, ferma la necessità di un titolo astrattamente idoneo a trasferire quest'ultimo, non richiede, ai sensi dell'art. 1146, comma 2, c.c., l'espressa menzione della servitù nel titolo di acquisto.

Cassazione civile sez. II  31 ottobre 2012 n. 18909  

In materia di servitù, il successore a titolo particolare può unire il proprio possesso al dante causa, nonostante nell'atto traslativo non sia stata fatta menzione della servitù e non vi sia alcun diritto di servitù intavolato. L'accessione del possesso della servitù, ai sensi dell'art. 1146 comma 2 c.c. si verifica a favore del successore a titolo particolare nella proprietà del fondo dominante, anche in difetto di espressa menzione della servitù nel titolo traslativo della proprietà del fondo dominante e anche in mancanza di un diritto di servitù già costituito a favore del dante causa. Nella specie, pertanto, deve rilevarsi che l'attuale proprietaria del bene può sempre unire il suo possesso attuale a quello esercitato in precedenza dalla sua dante causa al fine di raggiungere il termine ventennale necessario per l'usucapione del diritto.

Tribunale Trento  28 giugno 2012 n. 629  

Il chiamato all'eredità subentra al "de cuius" nel possesso dei beni ereditari senza la necessità di materiale apprensione, come si desume dall'art. 460 c.c. che lo abilita, anche prima dell'accettazione, alla proposizione delle azioni possessorie a tutela degli stessi, così come l'erede, ex art. 1146 c.c., vi succede con effetto dall'apertura della successione. Ne consegue che, nell'uno e nell'altro caso, instauratasi una situazione di compossesso sui beni ereditari, qualora uno dei coeredi (o dei chiamati) impedisca agli altri di partecipare al godimento di un cespite, trattenendone le chiavi e rifiutandone la consegna di una copia, tale comportamento - che manifesta una pretesa possessoria esclusiva sul bene - va considerato atto di spoglio sanzionabile con l'azione di reintegrazione.

Tribunale Bari sez. I  14 dicembre 2011 n. 3964  

Obbligazioni e contratti

Chi intende avvalersi dell’accessione del possesso di cui all’art. 1146, comma 2, c.c., per unire il proprio possesso a quello del dante causa ai fini dell’usucapione, deve fornire la prova di aver acquisito un titolo astrattamente idoneo (ancorché invalido o proveniente “a non domino”) a giustificare la “traditio” del bene oggetto della signoria di fatto, operando detta accessione con riferimento e nei limiti del titolo traslativo e non oltre lo stesso. Ne consegue che il convenuto in azione di regolamento di confini che eccepisca l’intervenuta usucapione invocando l’accessione del possesso, deve fornire la prova dell’avvenuta “traditio” in virtù di un contratto comunque volto a trasferire la proprietà del bene in questione.

Tribunale Savona  28 aprile 2014



 
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