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Art. 1151 codice civile: Pagamento delle indennità

L’autorità giudiziaria, avuto riguardo alle circostanze, può disporre che il pagamento delle indennità (1) previste dall’articolo precedente sia fatto ratealmente, ordinando, in questo caso, le opportune garanzie.


Commento

Indennità: [v. 1150]; Garanzia: [v. 1179].

 

Autorità giudiziaria: insieme degli organi cui spetta l’esercizio della funzione giurisdizionale [v. 2907] ossia all’attuazione della legge da parte di soggetti che si comportano come terzi imparziali (giudici).

 

(1) Tali indennità sono relative unicamente ai miglioramenti [v. 1150] ed alle addizioni [v. 1150] che producono un miglioramento.


Giurisprudenza annotata

Possesso

La norma dell'art. 1150 c.c., che attribuisce al possessore, all'atto della restituzione della cosa, il diritto al rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie ed all'indennità per i miglioramenti recati alla cosa stessa, è di natura eccezionale e non può, dunque, essere applicata in via analogica al detentore; ne consegue che, qualora nella promessa di vendita venga concordata la consegna del bene prima della stipulazione del contratto definitivo, la relazione del promissorio acquirente con il bene si definisce in termini di detenzione qualificata, sicché l'art. 1150 c.c. non si applica a tale ipotesi.

Cassazione civile sez. II  22 luglio 2010 n. 17245  

 

In materia possessoria, la normativa che prevede il rimborso delle spese sostenute per la manutenzione o la ristrutturazione ovvero la corresponsione di un indennizzo per l'apporto di migliorie, con il conseguente diritto alla ritenzione del bene sino al soddisfacimento del relativo credito, si applica soltanto in caso di possesso e non anche di detenzione e, essendo una norma eccezionale, non è suscettibile di applicazione in via analogica.

Cassazione civile sez. II  16 settembre 2004 n. 18651  

 

Presupposto necessario per l'applicazione dell'art. 1150 del c.c. è la qualità di possessore nella persona che richiede l'indennità per i miglioramenti eseguiti sulla cosa; pertanto, l'applicazione della stessa disposizione va esclusa nei confronti del mero detentore.

Cassazione civile sez. III  18 marzo 2005 n. 5948  

 

 

Agenzia

In tema di contratto di agenzia, l'indennità suppletiva di clientela ha origine e disciplina esclusivamente collettiva, essendo stata introdotta dall'Aec 18 dicembre 1974 e conservata dagli accordi successivi, tutti con natura ed efficacia meramente negoziale, ed è pertanto dovuta solo agli agenti il cui rapporto sia regolato, direttamente o per relationem, dai detti accordi.

Cassazione civile sez. lav.  04 febbraio 1998 n. 1153  

 

 

Obbligazioni e contratti

In caso di inadempimento del preliminare da parte del promittente venditore, al promissario acquirente spetta, ai sensi dell'art. 1453 c.c., la facoltà di optare per la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno conseguenziale, senza che rilevi stabilire se tale soluzione sia o meno più onerosa per l'inadempimento del contratto stesso.

Cassazione civile sez. II  28 luglio 1992 n. 9043  

 

 

Demanio e patrimonio

Con riguardo ad immobili di proprietà della Santa Sede e gravati da destinazione a pubblica funzione, quale il complesso edilizio di via degli zingari in Roma, acquistato dalla camera apostolica nel 1828 con costituzione di usufrutto in favore dell'istituto dei Fratelli delle scuole Cristiane, la sopravvenienza dell'estinzione dello Stato Pontificio e dell'annessione di Roma allo Stato Italiano, ai sensi della l. 9 ottobre 1870 n. 5903, comportano l'acquisizione dei beni medesimi al demanio od al patrimonio indisponibile dello Stato italiano (con le sole eccezioni introdotte dalla legge delle guarentigie 13 maggio 1871 n. 214), in applicazione dei principi generali che presiedono alla successione fra soggetti di diritto internazionale (ed indipendente dalle leggi posteriormente emanate per il diverso caso dei beni di enti ecclesiastici diversi dalla Santa Sede). Per effetto delle suddette vicende, pertanto, deve essere riconosciuto all'amministrazione finanziaria il diritto di rivendicare quei beni nei confronti dell'istituto privato di scuola elementare e tecnica Angelo Mai, lasciato nel relativo possesso per il periodo di vigenza (e successiva tacita "prorogatio") del menzionato usufrutto a seguito del decreto reale 16 settembre 1881, salvi restando in favore del possessore stesso i diritti di cui agli art. 1150-1152 c.c.

Cassazione civile sez. I  03 dicembre 1988 n. 6547

 

La domanda, dell'attore, di rilascio di un immobile e quella, riconvenzionale, del convenuto, per ottenere il pagamento delle indennità di cui agli art. 1151 e 1152 c.c., sono distinte e suscettibili di separazione ai sensi dell'art. 277, u.c., c.p.c.

Cassazione civile sez. I  09 novembre 1978 n. 5646  



 
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