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Art. 1153 codice civile: Effetti dell’acquisto del possesso

Colui al quale sono alienati beni mobili (1) da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso, purchè sia in buona fede al momento della consegna (2) e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà (3).

La proprietà si acquista libera da diritti altrui sulla cosa, se questi non risultano dal titolo e vi è la buona fede dell’acquirente.

Nello stesso modo si acquistano i diritti di usufrutto, di uso e di pegno.


Commento

Beni mobili: [v. 812]; Proprietà: [v. 832]; Buona fede: [v. 1147]; Titolo: [v. 1143]; Usufrutto: [v. 978]; Uso: [v. 1021]; Pegno: [v. 2784].

 

(1) Cfr. art. 46, c. 5, d.lgs. 1-9-1993, n. 385 (T.U. banca); art. 160, c. 4, d.lgs. 12-4-2006, n. 163 (Codice appalti).

 

(2) La presente disposizione richiede l’effettivo trasferimento della materiale disponibilità della cosa e l’acquisizione in buona fede [v. 1147] di essa nella convinzione, cioè, che l’alienante sia il titolare del diritto di cui dispone.

 

(3) L’espressione «titolo idoneo al trasferimento della proprietà», si riferisce ad un negozio che abbia ad oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata o la costituzione o il trasferimento di un altro diritto reale [v. 1376].

 

La presente disposizione annuncia la regola possesso vale titolo. Nel caso in cui un soggetto, diverso dal proprietario della cosa, trasferisce la medesima ad altro soggetto con un atto di alienazione astrattamente idoneo al trasferimento della proprietà del bene, quest’ultimo ne acquista la proprietà, purché sia in buona fede al momento della consegna della cosa.

 


Giurisprudenza annotata

Possesso.

Pur corrispondendo il concetto di buona fede, di cui all'art. 1153 c.c. a quello dell'art. 1147 c.c., questo rileva ai fini dell'acquisto della proprietà di beni mobili a non domino, non potendo essere mutuato nel rapporto di pegno e non potendo neppure essere sfruttato con riferimento al terzo proprietario che ha dimostrato di avere diritto alla restituzione delle cose di sua proprietà; peraltro, anche se si volesse ritenere estensibile un tale concetto, varrebbe rilevare che la buona fede non giova a chi compie l'acquisto ignorando di ledere l'altrui diritto per colpa grave, la quale è configurabile quando quell'ignoranza sia dipesa dall'omesso impiego, da parte dell'acquirente, di quel minimo di diligenza, proprio anche delle persone scarsamente avvedute, che gli avrebbe permesso di percepire l'idoneità dell'acquisto a determinare la lesione dell'altrui, costituendo ciò un errore inescusabile, incompatibile con il concetto stesso di buona fede.

Cassazione civile sez. III  18 settembre 2014 n. 19653  

 

L'acquirente a titolo originario, ai sensi dell'art. 1153 c.c., di un'autovettura non ancora iscritta nei pubblici registri, non può rivendicare il certificato di conformità del veicolo da chi lo possieda, essendo tale certificato non un bene, suscettibile di godimento e circolazione autonomi, e fornito di un proprio valore di scambio, quanto un accessorio inscindibilmente congiunto ed essenziale dell'autovettura, la quale, privatone, perde ogni sua utilità economica.

Cassazione civile sez. II  27 settembre 2012 n. 16435  

 

Un bene mobile (ivi compresa un'autovettura) che, pure dovendo essere iscritto nei pubblici registri, non sia stato ancora iscritto ai sensi dell'art. 815 c.c., può essere oggetto di acquisto da parte del possessore di buona fede secondo le modalità di cui all'art. 1153 c.c., senza che la mancanza dei documenti necessari alla sua utilizzazione possa influire sulla buona fede dell'acquirente. Se, invece, il bene è iscritto nei pubblici registri, l'acquirente del bene da chi non è proprietario non ne acquista la proprietà mediante il possesso di buona fede, ancorché abbia trascritto il suo acquisto nel pubblico registro automobilistico, atteso che, escludendo l'art. 1156 c.c. l'applicazione delle disposizioni sull'acquisto in buona fede del possesso per i beni mobili iscritti in pubblici registri, l'acquisto di un tale bene si opera solo con l'usucapione ordinaria o abbreviata, restando la buona fede rilevante, unicamente, ai lini del termine dell'usucapione stessa.

Cassazione civile sez. II  27 ottobre 2011 n. 22418  

 

 

Misure cautelari

Ogni qual volta sorga una controversia sulla proprietà della "cosa", il giudice penale, al quale venga richiesta la restituzione delle cose sequestrate, anche dopo aver accertato la buona fede dell'indagato, ha l'obbligo di rimettere gli atti al giudice civile per la decisione della controversia, mantenendo il sequestro; infatti una cosa è la buona fede ai fini penalistici, altra è la nozione di buona fede nel diritto civile, in quanto la prima, se è idonea ad escludere la sussistenza di reati, potrebbe non essere sufficiente per acquisire la proprietà del bene mediante il possesso.

Cassazione penale sez. II  26 giugno 2013 n. 30662  

 

Qualora sia controversa la proprietà del bene oggetto di sequestro, il giudice penale, al quale venga richiesta la restituzione dello stesso, ha l'obbligo di rimettere gli atti al giudice civile competente, mantenendo il sequestro. (Fattispecie nella quale la Corte ha confermato il provvedimento con il quale il g.i.p. aveva annullato il decreto di restituzione di un bene, adottato dal p.m. a favore del terzo subacquirente, pur essendo in atto una controversia sulla proprietà dello stesso). Annulla con rinvio, Gip Trib. Torino, 16 ottobre 2012

Cassazione penale sez. II  04 aprile 2013 n. 29933  

 

 

Esecuzione mobiliare

In tema di espropriazione mobiliare presso il debitore, l'art. 513 c.p.c. pone una presunzione di titolarità in capo a quest'ultimo dei beni che si trovano nella sua casa e negli altri luoghi a lui appartenenti; pertanto, poiché l'attività svolta dall'ufficiale giudiziario in sede di pignoramento mobiliare è meramente esecutiva, è preclusa al medesimo qualsiasi valutazione giuridica dei titoli di appartenenza dei beni da sottoporre al pignoramento, rimanendo a disposizione degli eventuali terzi proprietari lo strumento processuale dell'opposizione di terzo all'esecuzione.

Cassazione civile sez. III  20 dicembre 2012 n. 23625

 

 

Obbligazioni e contratti

Colui il quale, in pendenza delle trattative per la stipula di un contratto di locazione, ottenga comunque dal proprietario la detenzione dell'immobile, non può ritenersi detentore di buona fede nel caso in cui l'altra parte gli manifesti in modo inequivoco la volontà di recedere dalle trattative e recuperare la detenzione dell'immobile. Pertanto, anche se il recesso dalle trattative sia stato ingiustificato e dia luogo a responsabilità precontrattuale, nella liquidazione del danno conseguente il giudice di merito deve tenere conto del periodo di tempo per il quale l'immobile è stato detenuto illegittimamente dalla parte avente diritto al risarcimento

Cassazione civile sez. III  20 marzo 2012 n. 4382  

 

 

Autoveicoli

Il principio di cui all'art. 1153 c.c., secondo cui la proprietà del bene mobile può acquistarsi in attuazione del principio del possesso di buona fede in presenza di un titolo idoneo al trasferimento, trova applicazione anche in riferimento ai beni mobili soggetti ad iscrizione nei pubblici registri (nella specie, autovettura) soltanto se di fatto non iscritti, e ciò in quanto la mancanza dell'iscrizione nei pubblici registri impedisce all'acquirente di conoscere lo stato attuale dei diritti sulla cosa.

Tribunale Nola sez. II  11 gennaio 2012

 

 

Diritti d'autore

Non è configurabile l'acquisto a titolo originario di un'opera immateriale dell'ingegno, nella specie opera cinematografica, in base a titolo astrattamente idoneo per effetto del possesso di buona fede, ai sensi dell'art. 1153 c.c., a ciò ostando il carattere particolare del diritto d'autore, che trova fondamento unicamente nell'atto creativo e realizzativo dell'idea, per il trasferimento del quale non si richiede una consegna, perché questa, anche ove ricorra, si riferisce all'oggetto materiale in cui l'opera si estrinseca, senza però mai immedesimarsi in essa; inoltre, seppure l'art. 167 l. 22 aprile 1941 n. 633 abbia voluto assicurare, a chi si trovi in una posizione corrispondente a quella del possessore di buona fede, la possibilità di far valere i suoi diritti nei confronti di eventuali contraffattori, non ha tuttavia inteso innovare i principi che attengono alla natura immateriale dell'opera dell'ingegno ed ai modi di acquisto dei diritti ad essa inerenti. (Massime ufficiale). (Conferma App. Roma 2 gennaio 2006 n. 5).

Cassazione civile sez. I  29 dicembre 2011 n. 30082  

 

 

Leasing

I documenti necessari all'immatricolazione di un automezzo, in quanto preordinati a consentirne l'uso ordinario, si pongono rispetto al bene in rapporto di complementarietà funzionale e costituiscono, pertanto, pertinenze che, ai sensi dell'art. 818 cc., vengono "ipso iure" acquistate anche dal possessore in buona fede che divenga proprietario del bene principale ai sensi dell'art. 1153 c.c. e, poiché nel rapporto di locazione finanziaria - tra concedente ed utilizzatore del bene - non vi è passaggio della proprietà sino all'eventuale positivo esercizio della facoltà di riscatto finale da parte dell'utilizzatore, è il concedente che ha l'obbligo di provvedere all'immatricolazione e successiva consegna dei documenti relativi all'utilizzatore.

Corte appello Roma sez. III  01 marzo 2011 n. 837  



 
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