Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 1159 codice civile: Usucapione decennale

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un immobile, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto, ne compie l’usucapione in suo favore col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione (1).

La stessa disposizione si applica nel caso di acquisto degli altri diritti reali di godimento sopra un immobile.

Commento

Buona fede: [v. 1147]; Bene immobile: [v. 812]; Titolo: [v. 1143]; Proprietà: [v. 832]; Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Diritto reale di godimento: [v. Libro III, Titolo II].

 

(1) La trascrizione costituisce un elemento essenziale al fine di consentire l’acquisto della proprietà o di altro diritto reale di godimento sul bene immobile.

 

La disposizione, ai fini della produzione dell’effetto acquisitivo, richiede che il possesso del bene immobile sia stato acquistato in buona fede da un soggetto diverso dal proprietario del bene medesimo, in virtù di un titolo idoneo ad operare il trasferimento. Tale titolo deve essere debitamente trascritto da parte del soggetto che acquisisce il possesso della cosa.

 

Giurisprudenza annotata

Usucapione

L'usucapione speciale, per la piccola proprietà rurale, presuppone l'accertamento di un diritto che postula la sussistenza di requisiti specifici quali: la classificazione rurale del fondo, l'annessione di un fabbricato, l'inesistenza in un territorio classificato montano ovvero un'attribuzione reddituale non superiore a determinati limiti stabiliti dalla legge. Ne consegue che la domanda di usucapione speciale non può ritenersi immanente in ogni domanda di usucapione ordinaria, per cui, ove proposta per la prima volta in appello, essa è ammissibile, vertendosi in tema di diritti autodeterminati, se le condizioni costitutive del diritto siano state oggetto di specifiche allegazioni e prove già introdotte, ritualmente, in causa, dovendosene altrimenti ritenere la tardività.

Corte appello Potenza  08 maggio 2014 n. 154  

 

Per l’applicazione dell’usucapione speciale di cui all’art. 1159 bis c.c. - introdotta dalla l. n. 346 del 1976 con la finalità di sviluppare e salvaguardare il lavoro agricolo - non è sufficiente che il fondo sia iscritto nel catasto rustico, ma è necessario che esso sia destinato, in concreto, all’attività agraria, atteso che la suddetta usucapione può avere ad oggetto soltanto un fondo rustico inteso come entità agricola ben individuata, che sia destinata ed ordinata alla propria vicenda produttiva (Nella specie, escluso, già dai fatti allegati - utilizzazione dell’area come parcheggio -, che il terreno fosse, in concreto, destinato all’attività agricola, il Trib. ha dichiarato inammissibile il ricorso per usucapione speciale).

Tribunale Parma  03 febbraio 2014 n. 133  

 

L'usucapione decennale di cui all'art. 1159 cod. civ. postula l'identità fra l'immobile posseduto e quello acquistato in buona fede "a non domino", corrispondenza che va accertata in base ad una distinta valutazione del titolo di acquisto e del possesso, rimanendo preclusa la possibilità di integrare le risultanze dell'uno con quelle dell'altro. Rigetta, App. Campobasso, 27/12/2006

Cassazione civile sez. II  17 gennaio 2014 n. 874  

 

L'intestazione catastale non comporta la dimostrazione che l'intestatario abbia effettivamente esercitato su di esso quel potere di fatto che, unitamente all'indispensabile elemento intenzionale, è idoneo a produrre l'acquisto della proprietà per il decorso del tempo ed il concorso di tutte le altre condizioni richieste dalla legge. L'eccezione volta a superare la presunzione di buona fede del possesso è eccezione rilevabile d'ufficio, trattandosi di eccezione inerente al fatto costitutivo del diritto azionato, ai sensi dell'art. 1159 c.c., ed in quanto tale può essere sollevata dalla parte anche dopo l'udienza di cui all'art. 183 c.p.c..

Cassazione civile sez. II  05 dicembre 2013 n. 27296  

 

Ai fini dell'usucapione, il requisito della non clandestinità va riferito non agli espedienti che il possessore potrebbe attuare per apparire proprietario, ma al fatto che il possesso sia stato acquistato ed esercitato pubblicamente, cioè in modo visibile a tutti o almeno ad un'apprezzabile ed indistinta generalità di soggetti e non solo dal precedente possessore o da una limitata cerchia di persone che abbiano la possibilità di conoscere la situazione di fatto soltanto grazie al proprio particolare rapporto con quest'ultimo. (Nella specie, relativa alla pretesa usucapione di un lastrico solare a seguito della realizzazione di alcuni lucernari, la corte territoriale aveva rigettato la domanda in quanto il lastrico di copertura non era visibile dalla pubblica via e ad esso si accedeva attraverso una scala stretta e chiusa da una porticina molto nascosta, restando i lucernari - che, in ogni caso, occupavano solo una porzione del lastrico - celati alla vista da un muretto; la S.C., in applicazione del principio di cui alla massima, ha rigettato il ricorso). Rigetta, App. Napoli, 29/03/2006

Cassazione civile sez. II  23 luglio 2013 n. 17881  

 

Non è configurabile l'usucapione decennale in favore di chi abbia acquistato un immobile dall'effettivo proprietario, ma in forza di titolo la cui nota di trascrizione rechi inesattezze, tali da indurre incertezza sulla persona del dante causa, idonea ad escludere la validità della trascrizione stessa, trattandosi, agli effetti dell'art. 1159 c.c., di titolo non "debitamente trascritto". Rigetta, App. Torino, 28/02/2006

Cassazione civile sez. II  07 giugno 2013 n. 14440  

 

L'usucapione abbreviata di cui all'art. 1159 c.c., non può essere dedotta per la prima volta nella memoria di replica depositata in appello ai sensi dell'art. 190 c.p.c. (nel testo applicabile nella specie, ratione temporis, antecedente alla sostituzione operatane dalla l. 26 novembre 1990 n. 353), allorché non risulti che i fatti costitutivi di tale forma di usucapione (titolo di acquisto a non domino; trascrizione del titolo; possesso decennale; buona fede) abbiano costituito oggetto di allegazioni tempestivamente introdotte in giudizio, sulle quali la controparte abbia avuto la possibilità di difendersi e controdedurre, non potendosi, peraltro, né considerare che la deduzione della usucapione decennale, per la sua particolare natura e i suoi peculiari requisiti, sia compresa in quella concernente l'usucapione ordinaria, né esporre questioni nuove o formulare nuove conclusioni nelle memorie di replica.

Cassazione civile sez. II  09 novembre 2012 n. 19517  

 

 

Donazione

La donazione di cosa altrui, benché non espressamente disciplinata, deve ritenersi nulla alla stregua della disciplina complessiva della donazione e, in particolare, dell'art. 771 cod. civ., poiché il divieto di donazione dei beni futuri riguarda tutti gli atti perfezionati prima che il loro oggetto entri a comporre il patrimonio del donante; tale donazione, tuttavia, è idonea ai fini dell'usucapione decennale, poiché il titolo richiesto dall'art. 1159 cod. civ. deve essere suscettibile in astratto, e non in concreto, di determinare il trasferimento del diritto reale, ossia tale che l'acquisto del diritto si sarebbe senz'altro verificato se l'alienante ne fosse stato titolare. Cassa con rinvio, App. Palermo, 17/01/2011

Cassazione civile sez. VI  23 maggio 2013 n. 12782  



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