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Art. 1165 codice civile: Applicazione di norme sulla prescrizione

Le disposizioni generali sulla prescrizione (1), quelle relative alle cause di sospensione (2) e d’interruzione (3) e al computo dei termini (4) si osservano, in quanto applicabili, rispetto all’usucapione.


Commento

Prescrizione: [v. 2934]; Sospensione della prescrizione: [2941]; Interruzione (della prescrizione): [v. 2943].

 

(1) Delle disposizioni generali sulla prescrizione [v. 2934-2940] risulta sicuramente applicabile all’usucapione il solo art. 2936, relativo alla inderogabilità della disciplina legale. Va negata, invece, l’applicabilità all’usucapione dell’art. 2937 (e, conseguentemente, dell’art. 2938) relativo alla rinunzia alla prescrizione: ciò in ragione della difficoltà di configurare una rinunzia all’usucapione.

 

(2) Per quanto concerne l’applicabilità all’usucapione delle norme che disciplinano la sospensione della prescrizione, tale previsione risponde all’esigenza di garantire il proprietario o il titolare di altro diritto reale sul bene, dallo scorrere del tempo (ai fini dell’usucapione medesima), quando questi non possa agire a tutela del proprio diritto.

 

(3) Per quanto concerne poi l’applicabilità all’usucapione delle norme che disciplinano l’interruzione della prescrizione, va osservato che esse trovano applicazione pressoché integrale, con esclusione peraltro del comma 4 dell’art. 2943, relativo alla materia delle obbligazioni; tali cause d’interruzione sono definite civili, e vanno distinte dalla cd. interruzione naturale, disciplinata dall’art. 1167.

 

(4) Per quanto concerne, in ultimo, l’applicabilità all’usucapione delle norme che disciplinano il compiuto dei termini della prescrizione, va osservato che non trovano applicazione i commi 2 e 4 dell’art. 2963.

 


Giurisprudenza annotata

Usucapione

In tema di usucapione, ai sensi dell'art. 1165 cod. civ. in relazione all'art. 2944 cod. civ., il riconoscimento del diritto altrui da parte del possessore, quale atto incompatibile con la volontà di godere il bene "uti dominus", interrompe il termine utile per l'usucapione. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, è stata confermata la sentenza impugnata, la quale aveva attribuito valore di riconoscimento alla sottoscrizione, da parte del possessore, della domanda di ammissione al concordato preventivo presentata dal proprietario, nonché all'adesione prestata dal medesimo possessore ad una domanda di divisione presupponente l'altrui proprietà del bene). Rigetta, App. Napoli, 31/10/2012

Cassazione civile sez. VI  18 settembre 2014 n. 19706  

 

In tema di usucapione, poiché con il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. all'art. 2943 c.c., risultano tassativamente elencati gli atti interruttivi del possesso, non e consentito attribuire efficacia interruttiva ad atti diversi da quelli stabiliti dalla legge, con la conseguenza che non può riconoscersi tale efficacia se non ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, ovvero ad atti giudiziali diretti a ottenere ope iudicis la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapiente.

Cassazione civile sez. II  31 luglio 2014 n. 17488  

 

Ai fini della configurabilità del riconoscimento del diritto del proprietario da parte del possessore, idoneo ad interrompere il termine utile per il verificarsi dell'usucapione, ai sensi degli artt. 1165 e 2944 c.c.., non è sufficiente un mero atto o fatto che evidenzi la consapevolezza del possessore circa la spettanza ad altri del diritto da lui esercitato come proprio, ma si richiede che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare, ben potendo la sua iniziativa essere ispirata dalla volontà di evitare lungaggini di carattere giudiziale, ovvero essere improntata a spirito conciliativo.

Cassazione civile sez. VI  29 luglio 2014 n. 17213

 

L'atto introduttivo del giudizio di divisione ereditaria non interrompe il decorso del tempo utile all'usucapione da parte del convenuto, tale atto non essendo rivolto alla contestazione diretta ed immediata del possesso "ad usucapionem". Rigetta, App. Roma, 16/02/2010

Cassazione civile sez. II  21 marzo 2014 n. 6785  

 

In tema di possesso ad usucapione, con il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. all'art. 2943 c.c., la legge elenca tassativamente gli atti interruttivi, cosicché non è consentito attribuire efficacia interruttiva ad atti diversi da quelli stabiliti dalla norma da ultimo citata, per quanto con essi si sia inteso manifestare la volontà di conservare il diritto, giacché la tipicità dei modi di interruzione della prescrizione non ammette equipollenti; pertanto, non potendo riconoscersi efficacia interruttiva del possesso (oltre che ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, ipotesi pacificamente non ricorrente nella specie) se non ad atti giudiziali diretti ad ottenere "ope iudicis" la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapiente, deve escludersi "in radice" tale efficacia interruttiva ad altri atti come la diffida o la messa in mora (ordinanze di sgombero, difese dell'Amministrazione in giudizi promossi avverso le relative ordinanze di sgombero), a nulla rilevando in senso contrario che essi provengano da una p.a.

T.A.R. Bari (Puglia) sez. III  19 febbraio 2014 n. 266  

 

In tema di usucapione, poiché, con il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. all'art. 2943 c.c., risultano tassativamente elencati gli atti interruttivi del possesso, non è consentito attribuire efficacia interruttiva ad atti diversi da quelli stabiliti dalla legge, con la conseguenza che non può riconoscersi tale efficacia se non ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, ovvero ad atti giudiziali diretti ad ottenere ope iudicis la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapiente.

Cassazione civile sez. II  20 gennaio 2014 n. 1071  

 

In tema di possesso "ad usucapionem", la domanda giudiziale diretta ad ottenere il rilascio di un immobile, proposta dal proprietario esclusivamente contro il detentore materiale, non vale ad interrompere il decorso del termine di usucapione nei confronti del possessore del bene rimasto estraneo al relativo giudizio, atteso che gli atti o i fatti interruttivi, per incidere negativamente sul decorso del termine richiesto dalla legge per usucapire, devono essere necessariamente diretti contro il possessore. Rigetta, App. Brescia, 29/10/2008

Cassazione civile sez. II  30 dicembre 2013 n. 28721  

 

In tema di atti interruttivi del termine per usucapire, non è sufficiente un mero atto o fatto che evidenzi la consapevolezza del possessore circa la spettanza ad altri del diritto da lui esercitato come proprio, ma si richiede che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare; d'altra parte l'animus possidendi non consiste nella convinzione di essere proprietario (o titolare di un altro diritto sulla cosa), bensì nell'intenzione di comportarsi come tale, esercitando corrispondenti facoltà (accolto, nella specie, l ricorso proposto da una parrocchia, in ragione di una pretesa avvenuta usucapione di alcuni locali vicini alla stessa, rigettata dalle corti di merito a fronte di una lettera del legale rappresentante dell'ente che ne chiedeva la cessione a titolo gratuito).

Cassazione civile sez. II  28 novembre 2013 n. 26641  

 

 

Prescrizione e decadenza in materia civile

La rinuncia in corso di causa ad una delle domande è equiparabile, ai fini dell'applicabilità dell'art. 2945 c.c. (applicabile anche in materia di usucapione ai sensi dell'art. 1165 c.c.), all'ipotesi estintiva determinata dalla rinuncia agli atti del giudizio ex art. 306 c.p.c., e, pertanto, comporta il venir meno dell'effetto interruttivo permanente alla prescrizione lasciando salva solo l'interruzione istantanea prodotta dalla domanda rinunciata

Cassazione civile sez. II  03 dicembre 2013 n. 27044  

 



 
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