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Art. 1166 codice civile: Inefficacia delle cause d’impedimento e di sospensione rispetto al terzo possessore

Nell’usucapione ventennale non hanno luogo, riguardo al terzo possessore di un immobile o di un diritto reale sopra un immobile, né l’impedimento derivante da condizione o da termine, né le cause di sospensione indicate dall’art. 2942.

L’impedimento derivante da condizione o da termine e le cause di sospensione menzionate nel detto articolo non sono nemmeno opponibili al terzo possessore nella prescrizione per non uso dei diritti reali sui beni da lui posseduti.


Commento

Bene immobile: [v. 812]; Diritto reale: [v. Libro III, Titolo II]; Prescrizione: [v. 2934].

Terzo possessore: è considerato tale, ai sensi della presente norma, colui che possiede per effetto di un titolo autonomo rispetto al titolare del bene (cioè a colui che è titolare del diritto sul bene).

 

La disposizione tutela i terzi possessori di un immobile in forza di un titolo autonomo rispetto al titolare effettivo del bene; la posizione dei terzi possessori, infatti, è indipendente da quella del loro dante causa, con la conseguenza che i limiti imposti a quest’ultimo nei rapporti con il titolare effettivo del bene, non si ripercuotono nei loro confronti.


Giurisprudenza annotata

Usucapione

L'acquisto di un bene di un minore, venduto dal rappresentante legale di questi in proprio e non nella qualità, è a non domino e pertanto, essendo necessario il decorso del termine ventennale per usucapirlo ed essendo l'acquirente terzo possessore nei confronti del proprietario del bene, non essendo intervenuto con questi nessun rapporto, nei suoi confronti sono inapplicabili le cause di sospensione previste dall'art. 2942, n. 1, c.c., e quindi la prescrizione acquisitiva non è sospesa per la condizione soggettiva del titolare del diritto.

Cassazione civile sez. II  19 marzo 1999 n. 2531  

 

La sospensione dei termini di prescrizione di cui al d.l. 3 gennaio 1944 n. 1, al d.l. 24 dicembre 1944 n. 392 ed al d.l.lt. 8 febbraio 1946 n. 49, opera non solo per la prescrizione estintiva ma anche per l'usucapione (nella specie di una servitù di passaggio). Tale sospensione in quanto disposta a tutela di interessi di carattere generale può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

 Cassazione civile sez. II  09 gennaio 1990 n. 2  

 

Il termine dell'usucapione è soggetto alla sospensione, prevista per cause belliche dal r.d.l. 3 gennaio 1944 n. 1 e dal d.l.l. 24 dicembre 1944 n. 392, indipendentemente dal riscontro in concreto di una situazione d'impossibilità di far valere il proprio diritto da parte dell'interessato, e tale sospensione è opponibile pure al terzo possessore di diritti reali immobiliari, nonché rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

Cassazione civile sez. I  12 aprile 1984 n. 2352  

 

La sospensione dei termini di prescrizione (e quindi di usucapione), disposta dal r.d.l. 3 gennaio 1944 n. 1 con decorrenza dall'8 settembre 1943 fino al 31 dicembre 1944, è stata prorogata dal d.l.lt. 24 dicembre 1944 n. 392 sino a sei mesi dopo la cessazione dello stato di guerra, sicché, avendo il d.l.lt. 8 febbraio 1946 n. 49 fissato la data di tale cessazione al 15 aprile 1946, il termine finale dell'indicata sospensione va identificato nel 15 ottobre 1946 (cioè sei mesi dopo la cessazione dello stato di guerra).

Cassazione civile sez. II  08 giugno 1983 n. 3932  

 

 

Prescrizione e decadenza

Le cause di sospensione della prescrizione, previste dal r.d.l. 3 gennaio 1944 n. 1, sono opponibili anche al terzo possessore di diritti reali immobiliari - sì che non è applicabile l'esclusione prevista nei suoi confronti dall'art. 1166 c.c. - e sono rilevabili d'ufficio perché poste a tutela degli interessi della totalità dei cittadini, sull'intero territorio nazionale all'epoca interessato agli eventi bellici, e non soltanto degli interessi dei militari o delle persone al seguito di esse per ragioni di servizio.

Cassazione civile sez. II  06 settembre 1994 n. 7674  

 

La sospensione del decorso dei termini di prescrizione disposta per il periodo bellico dagli art. 1 r.d.l. n. 1 del 1944 e 1 d.l.l. n. 392 dello stesso anno opera anche rispetto ai termini per l'usucapione ed è opponibile anche al terzo possessore di diritti reali immobiliari, non rientrando tra le ipotesi di sospensione della prescrizione per la condizione del titolare, considerate dall'art. 2942 c.c., e richiamate nell'art. 1166 dello stesso codice per escluderne l'applicabilità a detto terzo.

Cassazione civile sez. II  13 ottobre 1980 n. 5477  

 

La sospensione dei termini di prescrizione per il periodo intercorrente fra l'8 settembre 1943 e il 15 aprile 1946 - di cui al r.d.l. 3 gennaio 1944 n. 1 e 24 dicembre 1944 n. 392, e al d.l.lt. 8 febbraio 1946 n. 49 - opera non solo per la prescrizione estintiva, ma anche per l'usucapione. Tale sospensione, in quanto disposta a tutela di interessi di carattere generale, può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

Cassazione civile sez. II  11 gennaio 1979 n. 200  

 

 

Fallimento

Con riguardo alla revocatoria fallimentare, ex art. 67 n. 1 l. fall., del contratto di compravendita di un immobile, per la cui stipulazione è richiesta la forma scritta, a pena di nullità (art. 1350 n. 1 c.c.), la simulazione relativa del prezzo di vendita non può essere perdendo per testimoni o per presunzioni (art. 2722, 2729 c.c.), non solo per contestare la ricorrenza del presupposto oggettivo della revocatoria (costituito dallo squilibrio delle prestazioni, in danno del fallito), ma nemmeno al limitato fine di dimostrare il fatto del versamento da parte dell'acquirente di una somma di danaro superiore a quella dichiarata nell'atto e di desumerne la mancata conoscenza dello stato d'insolvenza del venditore.

Cassazione civile sez. I  15 ottobre 1992 n. 11273  



 
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