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Art. 1171 codice civile: Denunzia di nuova opera

Il proprietario, il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore, il quale ha ragione di temere che da una nuova opera, da altri intrapresa sul proprio come sull’altrui fondo, sia per derivare danno alla cosa che forma l’oggetto del suo diritto o del suo possesso, può denunziare all’autorità giudiziaria la nuova opera, purché questa non sia terminata e non sia trascorso un anno dal suo inizio (1).

L’autorità giudiziaria, presa sommaria cognizione del fatto, può vietare la continuazione dell’opera, ovvero permetterla, ordinando le opportune cautele: nel primo caso, per il risarcimento del danno prodotto dalla sospensione dell’opera, qualora le opposizioni al suo proseguimento risultino infondate nella decisione del merito; nel secondo caso, per la demolizione o riduzione dell’opera e per il risarcimento del danno che possa soffrirne il denunziante, se questi ottiene sentenza favorevole, nonostante la permessa continuazione (2).


Commento

Diritto reale di godimento: [v. Libro III, Titolo II]; Possessore: [v. Libro III, Titolo VIII]; Possesso: [v. Libro III, Titolo VIII]; Risarcimento del danno: [v. 1223, 2043].

 

Nuova opera: qualunque attività con cui si modifichi lo stato dei luoghi; le modificazioni possono essere quantitative (con aggiunta o sottrazione di materiali) e qualitative.

 

Opposizione: contestazione al proseguimento dell’opera.

 

Decisione del merito: sentenza conclusiva del giudizio di cognizione con cui il giudice è chiamato ad accertare la situazione giuridica esistente fra i contendenti dichiarando chi dei due abbia ragione o torto.

 

Demolizione: abbattimento dell’opera.

 

Riduzione: diminuzione dell’estensione materiale dell’opera.

 

Denunziante: colui che esercita l’azione di denunzia di nuova opera.

 

(1) L’azione è esercitabile se sussistono due presupposti: il primo è quello della nuova opera; il secondo è quello del pericolo di danno, cioè del ragionevole timore di un danno che possa scaturire dalla nuova opera.

 

(2) Il procedimento innescato dall’esercizio di un’azione di nunciazione si articola in due fasi distinte ed indipendenti: la prima, a carattere cautelare, volta ad assicurare, attraverso provvedimenti provvisori ed urgenti, a colui che abbia denunciato il ragionevole timore di un danno, risultati che, con maggiore dispendio di tempo, avrebbe ottenuto in un normale giudizio di cognizione; la seconda, nel merito della questione prospettata dal denunziante, nella quale verranno esaminati i fondamenti delle affermazioni di questi, onde verificare l’esistenza o l’inesistenza dei presupposti per accordargli in via definitiva la tutela richiesta.

 

 


Giurisprudenza annotata

Proprietà

Le azioni di nunciazione (azione di nuova opera; ex art. 1171 c.c. e azione di danno temuto, ex art. 1172 c.c.) sono preordinate a difesa sia della proprietà o di altro diritto reale, sia del semplice possesso, e l'ordinario giudizio di merito, successivo alla fase preliminare e cautelare ha natura petitoria o possessoria a seconda che la domanda, alla stregua delle ragioni addotte a fondamento di essa (“causa petendi”) e delle specifiche conclusioni (“petitum”), risulti, secondo la motivata valutazione del giudice, volta a perseguire la tutela della proprietà o del possesso (Cfr. Cass. civ., 15 luglio 2003, n. 11027).

Tribunale Salerno sez. II  10 maggio 2014 n. 2352  

 

Va respinto il ricorso per denuncia di nuova opera quando in istruttoria venga provato che la realizzazione della stessa è giustificata dalle condizioni del luoghi.

Tribunale Savona  06 febbraio 2013

 

 

Nuova opera e danno temuto

La legittimazione passiva all'azione di denuncia di nuova opera, ex art. 1171 cod. civ., spetta, nella prima fase cautelare, all'esecutore materiale dell'opera ed al committente, mentre nella seconda fase spetta, ove si fondi su ragioni petitorie, al proprietario o al titolare di altro diritto reale, non essendo quindi estensibile a terzi legati da vincolo contrattuale con questi ultimi. Cassa con rinvio, App. L'Aquila, 10/10/2006

Cassazione civile sez. II  21 giugno 2013 n. 15710  

 

La denuncia di nuova opera può essere proposta anche con riferimento ad opere, che pur se non immediatamente lesive, siano suscettibili di essere ritenute fonte di un futuro danno in forza dei caratteri obiettivi che potrebbero assumere se condotte a termine. La condizione dell'azione di nuova opera, pertanto, non deve necessariamente identificarsi in un danno certo o già verificatosi, ma può anche riconoscersi nel ragionevole pericolo che il danno si verifichi in conseguenza della situazione determinatasi per effetto dell'opera portata a compimento.

Cassazione civile sez. II  30 novembre 2012 n. 21491  

 

Un procedimento per denuncia di nuova opera o di danno temuto ed il successivo procedimento di merito non costituiscono fasi distinte di un unico processo, ma due processi formalmente autonomi, sicché il provvedimento sospensivo, quale misura meramente temporanea e provvisoria, è destinato a ceder il passo al definitivo accertamento, da espletarsi nel successivo giudizio di merito, a cognizione piena, circa la fondatezza delle opposizioni al proseguimento dell'opera. D'altro canto, le azioni di nunciazione di cui agli artt. 1171 e 1172 c.c., sono preordinate a difesa sia della proprietà o di altro diritto reale, sia del semplice possesso, e l'ordinario giudizio di merito, successivo alla fase preliminare o cautelare, ha natura petitoria o possessoria a seconda che la domanda, alla stregua delle ragioni poste a fondamento di essa e delle specifiche conclusioni, risulti volta a perseguire la tutela della proprietà o del possesso. Ne consegue che la qualificazione di azione di nunciazione, comprendendo entrambe le fasi del giudizio, impone che, esaurita quella cautelare, quella a cognizione ordinaria abbia poi ad oggetto un accertamento, alternativamente, relativo alla proprietà o al possesso.

Corte appello Bari sez. III  07 agosto 2012 n. 904  

 

Il provvedimento cautelare (nella specie, denuncia di nuova opera) chiesto in corso di causa dà vita ad un subprocedimento incidentale, come tale privo di autonomia rispetto alla causa di merito. Ne consegue che la regolamentazione delle spese processuali di detto subprocedimento non può che essere disposta, al pari di quella relativa alle spese che si sostengono nel procedimento principale, con il provvedimento che chiude quest'ultimo.

Cassazione civile sez. II  11 febbraio 2011 n. 3436  

 

Nell'azione nunciatoria, i requisiti che condizionano la proponibilità dell'azione nella fase cautelare (l'infrannualità dall'inizio dell'opera e la sua incompletezza) e la concessione della misura richiesta (pericolo di danno) non rilevano nella successiva fase di merito, nella quale l'attore è tenuto solo a dimostrare la sussistenza della denunciata lesione alla situazione di fatto o al diritto fatti valere.

Cassazione civile sez. II  04 febbraio 2011 n. 2756  

 

A norma dell'art. 1171, comma 2, c.c., il giudice adito con denuncia di nuova opera e azione di reintegrazione nel compossesso gode di ampi poteri discrezionali, finalizzati all'eliminazione del pregiudizio che il possessore abbia subito, dall'opera altrui, nell'esercizio delle facoltà di godimento del bene tutelato; tali poteri consentono al giudice anche di imporre la realizzazione delle opere necessarie al ripristino di tale godimento.

Cassazione civile sez. VI  13 gennaio 2011 n. 676  

 

Qualora l'azione nunciatoria non abbia ad oggetto la richiesta di demolizione di un'opera, bensì il ripristino dello stato dei luoghi, la domanda può essere interpretata come richiesta di risarcimento del danno in forma specifica e, pertanto, quando essa sia avanzata contro l'autore del fatto dannoso, non si verifica un'ipotesi di litisconsorzio necessario tra lo stesso ed il proprietario o comproprietario del fondo sul quale l'opera illegittima è stata eseguita.

Cassazione civile sez. III  17 marzo 2010 n. 6480  

 

Le azioni di nunciazione di cui agli art. 1171 c.c. e 1172 c.c. sono preordinate a difesa sia della proprietà o di altro diritto reale, sia del semplice possesso, e l'ordinario giudizio di merito, successivo alla fase preliminare o cautelare, ha natura petitoria o possessoria a seconda che la domanda, alla stregua delle ragioni poste a fondamento di essa e delle specifiche conclusioni, risulti volta a perseguire la tutela della proprietà o del possesso.

Tribunale Teramo  16 marzo 2010 n. 110  



 
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