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Art. 1173 codice civile: Fonti delle obbligazioni

Le obbligazioni derivano da contratto (1), da fatto illecito (2), o da ogni altro atto o fatto (3) idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico (4).


Commento

Contratto: [v. Libro IV, Titolo II].

 

Fatto illecito: fatto che cagiona ad altri un danno ingiusto, che è fonte dell’obbligazione di risarcire il danno [v. 2043 ss.].

 

Ordinamento giuridico: complesso di norme vigenti in un determinato Stato.

 

(1) Le obbligazioni possono nascere anche da contratti invalidi [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI].

 

(2) Più correttamente la norma, invece che di «fatto», avrebbe dovuto parlare di atto illecito, in quanto alla sua base vi deve sempre essere un comportamento volontario dell’uomo.

 

(3) Sono esempi di atti le promesse unilaterali [v. Libro IV, Titolo IV] e i titoli di credito [v. Libro IV, Titolo V]; sono esempi di fatti (leciti) produttivi di obbligazioni la gestione di affari [v. Libro IV, Titolo VI], il pagamento dell’indebito [v. Libro IV, Titolo VII], l’arricchimento senza causa [v. Libro IV, Titolo VIII].

 

(4) Ulteriore fonte delle obbligazioni è il contatto sociale che assume rilevanza, sul piano giuridico, quando due o più soggetti entrino in contatto e nascano obblighi di varia natura. Tipico esempio di contatto sociale giuridicamente rilevante (o «qualificato») è il rapporto medico-paziente. In questi casi non può esserci solo responsabilità aquiliana [v. 2043]; quando ricorre la violazione di obblighi la responsabilità è necessariamente contrattuale [v. 1218].

 

La norma non fornisce un concetto di obbligazione ma sancisce un principio sconosciuto al precedente codice: il principio della atipicità delle fonti dell’obbligazione.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

L'obbligazione relativa al pagamento del contributo e dei relativi oneri all'ente comunale per le trasformazioni urbanistiche ed edilizie è un obbligazione personale nel senso che essa grava su coloro dai quali la concessione sia stata richiesta ed ai quali venga accordata.

Tribunale Salerno sez. II  27 ottobre 2014 n. 5049  

 

La dichiarazione unilaterale scritta con cui un soggetto si impegna a trasferire ad altri la proprietà di uno o più beni immobili in esecuzione di un precedente accordo fiduciario non costituisce semplice promessa di pagamento ma autonoma fonte di obbligazioni se contiene un impegno attuale e preciso al ritrasferimento, e, qualora il firmatario non dia esecuzione a quanto contenuto nell'impegno unilaterale, è suscettibile di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 cod. civ., purché l'atto unilaterale contenga l'esatta individuazione dell'immobile, con l'indicazione dei confini e dei dati catastali. Cassa con rinvio, App. Catania, 28/09/2009

Cassazione civile sez. III  15 maggio 2014 n. 10633  

 

In tema di controversie in materia di obbligazioni, è onere del convenuto – asserito debitore - provare l'estinzione della obbligazione, con la prova del pagamento o di fatti estintivi dell'obbligazione contratta.

Tribunale Salerno sez. I  09 maggio 2014 n. 2324  

 

Le obbligazioni "propter rem" sono caratterizzate dal requisito della tipicità, con la conseguenza che esse possono sorgere per contratto solo nei casi e col contenuto espressamente previsti dalla legge. Rigetta, App. Salerno, 17/01/2007

Cassazione civile sez. II  26 febbraio 2014 n. 4572  

 

 

Titoli di credito

L'art. 43 comma 2 legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933 n. 1736), nel disporre che colui che paga a persona diversa dal prenditore, o dal banchiere giratario per l'incasso, risponde del pagamento, disciplina in modo autonomo il pagamento dell'assegno non trasferibile, con deviazione dalla regola generale che libera il debitore che esegua il pagamento in buona fede in favore del creditore apparente (art.1189 c.c.). Ne consegue che, in caso di pagamento di un assegno bancario non trasferibile in favore di chi non era legittimato, la banca non è liberata dall'originaria obbligazione finché non paghi al prenditore esattamente individuato, e ciò a prescindere dalla sussistenza dell'elemento della colpa nell'errore sulla identificazione dello stesso prenditore, trattandosi di ipotesi di obbligazione "ex lege". Rigetta, App. Milano, 04/02/2010

Cassazione civile sez. III  25 agosto 2014 n. 18183

 

 

Responsabilità civile

L'azione di risarcimento dei danni per omessa o tardiva attuazione da parte del legislatore italiano della direttiva 96/82/CE del 9 dicembre 1996 sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, va promossa nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri, unico legittimato passivo in virtù della normativa di recepimento di cui al d.lgs. 17 agosto 1999, n. 334, che ha previsto, in caso di inerzia del Ministero dei lavori pubblici, un preciso e specifico obbligo di intervento sostitutivo del Presidente del Consiglio dei Ministri per l'emanazione del decreto volto all'individuazione dei requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Rigetta, App. Roma, 08/06/2009

Cassazione civile sez. III  12 maggio 2014 n. 10253  

 

Ai sensi dell'art. VIII, paragrafo 5, della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 (ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 30 novembre 1955, n. 1335), l'esonero dalla responsabilità sostitutiva, prevista a carico dello Stato ospitante per ogni evento dannoso provocato da atto, comportamento o fatto posto in essere da un soggetto civile o militare straniero nell'esercizio delle sue funzioni, opera allorché la richiesta di indennità trovi la sua ragione giustificativa nell'applicazione di un contratto, da intendere - secondo i canoni internazionali pattizi - come accordo bilaterale (o plurilaterale) su singole clausole, che vanno adempiute dalle parti contraenti. (In forza di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza con cui il giudice di merito ha escluso che l'esonero da responsabilità potesse operare in favore dello Stato italiano, in relazione alla domanda risarcitoria da errato trattamento medico effettuato in Italia da una struttura sanitaria statunitense, proposta dal coniuge di un militare - e poi dipendente civile - della U.S. Navy, ritenendo estranea alla nozione di contratto, di cui alla norma summenzionata, il contratto da "contatto sociale" frutto di elaborazione giurisprudenziale). Rigetta, App. Napoli, 27/10/2009

Cassazione civile sez. III  04 aprile 2014 n. 7909  

 

 

Esecuzione per consegna e rilascio

Il soggetto che assume la custodia dei beni mobili che l’esecutato rifiuti di asportare diviene non già custode ai sensi dell’art. 65 c.p.c. - e quindi ausiliario degli organi dell’esecuzione forzata - ma depositario delle anzidette cose mobili per conto del proprietario e, quindi, si tratta, in sostanza, di un rapporto di carattere obbligatorio che sorge tra il custode-depositario ed il proprietario dei beni mobili, rapporto che trova la sua fonte in un fatto idoneo a produrre obbligazioni in conformità all’ordinamento (ex art. 1173 c.c.) e dal quale discendono sia l’obbligo del depositario di custodire le cose e restituirle al proprietario, sia l’obbligo del depositante di apprestare la necessaria collaborazione anticipando le spese del deposito.

Tribunale Napoli  05 marzo 2014



 
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