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Art. 1175 codice civile: Comportamento secondo correttezza

Il debitore (1) e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza (2) (3).


Commento

Creditore: [v. 1174].

 

Debitore: soggetto passivo del rapporto obbligatorio, colui che essendo in una posizione subordinata è tenuto, deve, ed il contenuto di questo obbligo è la prestazione.

 

(1) Art. così modificato ex d.lgs.lgt. 14-9-1944, n. 287 (art. 3, c. 2).

 

(2) Si ritiene che correttezza e buona fede in senso oggettivo (intesa cioè quale dovere di comportarsi lealmente ed onestamente) siano concetti sostanzialmente omogenei. Si tratta di clausole generali, il cui contenuto non è preventivamente definito dalla legge, ma destinate ad essere definite dal giudice in relazione alla particolarità dei casi concreti.

 

Il principio di buona fede trova importanti applicazioni anche in materia di trattative [v. 1337], interpretazione [v. 1366] ed esecuzione [v. 1375] del contratto, e va distinto dalla diligenza [v. 1176].

 


Giurisprudenza annotata

Lavoro subordinato

L'obbligo di fedeltà a carico del lavoratore subordinato ha un contenuto più ampio di quello risultante dall'art. 2105 cc, dovendo integrarsi con gli artt. 1175 e 1375 cc, che impongono correttezza e buona fede anche nei comportamenti extralavorativi, necessariamente tali da non danneggiare il datore di lavoro (confermato il licenziamento del lavoratore che aveva svolto attività sportiva non compatibile con le sue condizioni fisiche, atteso che tale condotta doveva ritenersi contraria ai doveri di buona fede e correttezza proprio perchè in ragione delle sue condizioni di salute, il datore di lavoro lo aveva assegnato a mansioni ridotte e diverse da quelle precedentemente svolte, sopportando un inevitabile danno dal punto di vista dell'efficienza produttiva ed organizzativa).

Cassazione civile sez. lav.  09 gennaio 2015 n. 144  

 

Lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente assente per malattia è idonea a giustificare il recesso del datore di lavoro per violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà ove tale attività esterna, prestata o meno a titolo oneroso, sia per sé sufficiente a far presumere l'inesistenza della malattia, dimostrando, quindi, una sua fraudolente simulazione, ovvero quando, valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, l'attività stessa possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del lavoratore, ferma resatando la necessità che, nella contestazione dell'addebito, emerga con chiarezza il profilo fattuale, così da consentire una adeguata difesa da parte del lavoratore. Cassa con rinvio, App. Napoli, 16/10/2010

Cassazione civile sez. lav.  05 agosto 2014 n. 17625  

 

 

Obbligazioni e contratti

Il pagamento con un sistema diverso dalla moneta avente corso legale nello Stato o dall'assegno circolare, ma che assicuri al creditore la disponibilità della somma dovuta, può essere rifiutato dal creditore soltanto per un giustificato motivo, dovendosi altrimenti intendere il rifiuto come contrario al principio di correttezza e buona fede (confermata la decisione dei giudici del merito secondo cui il pagamento mediante assegno bancario, invece che in denaro contante, doveva ritenersi legittimo e tempestivo, provenendo peraltro da una società di assicurazione molto importante, mentre il trattenimento del titolo, da parte del privato, per lungo tempo e senza fornire spiegazioni costituiva una violazione del principio di buona fede, anche se l'assegno non era stato incassato).

Cassazione civile sez. III  17 dicembre 2014 n. 26543  

 

Il creditore può rifiutare il pagamento del prezzo mediante assegni bancari, solo per giustificato motivo; tale giustificazione può risiedere nell'incertezza circa la provenienza dei titoli e nella difficoltà di verificarne la copertura degli stessi.

Cassazione civile sez. II  30 settembre 2014 n. 20643  

 

Colui il quale assume volontariamente un obbligo, ovvero inizia volontariamente l'esecuzione di una prestazione, ha il dovere di adempiere il primo o di eseguire la seconda con la correttezza e la diligenza prescritte dagli artt. 1175 e 1176 cod. civ., a nulla rilevando che la prestazione sia eseguita volontariamente ed a titolo gratuito.(Principio enunciato con riferimento alla responsabilità di un medico anestesista, fattosi carico volontariamente anche della gestione di un paziente nella fase del ricovero e della sua assistenza a domicilio nella fase post-operatoria). Rigetta, App. Torino, 14/07/2008

Cassazione civile sez. III  26 agosto 2014 n. 18230  

 

Ai fini della tempestività del pagamento del prezzo nel riscatto agrario, le norme che attengono agli adempimenti di cui all'art. 1208 cod. civ. e seguenti, in tema di offerta reale, vanno interpretate ed applicate alla luce dei principi in tema di buona fede e di cooperazione del creditore nell'adempimento, sicché l'offerta reale, e così gli effetti del riscatto, sono da ritenersi verificati qualora la mancata ricezione del pagamento sia imputabile all'ingiustificato rifiuto del creditore di prestare la cooperazione indispensabile a rendere possibile l'adempimento del debitore. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto illegittimo il rifiuto del creditore di ricevere l'offerta, avvenuta tramite assegno circolare in ragione del divieto di pagamento in contanti imposto dalle norme speciali, e rituale l'offerta eseguita indistintamente ai due creditori, coniugi comproprietari, perché previamente presentata al loro domicilio e successivamente seguita, dopo il loro rifiuto, dall'invito a presenziare al deposito della somma su libretti bancari intestati agli aventi diritto). Cassa con rinvio, App. Brescia, 02/08/2007

Cassazione civile sez. III  14 agosto 2014 n. 17975  

 

 

Contratti di borsa

In tema di appello al pubblico risparmio i principi di correttezza e di buona fede nei rapporti commerciali e contrattuali, di cui agli art. 1175 e 1375 cod. civ., impongono che l'offerta di titoli di partecipazione avvenga con modalità che consentano al contraente-investitore di effettuare una corretta ana1isi dell'offerta e della convenienza dell'operazione, dovendo escludersi che l'intento speculativo normalmente perseguito nelle operazioni di borsa esima l'altro contraente da alcuno degli elementari doveri di correttezza, sicché la banca che si trovi in posizione di vantaggio informativo, comunque acquisito, ha il dovere di non approfittarne in danno altrui, pena altrimenti la propria responsabilità. Rigetta, App. Milano, 29/06/2007

Cassazione civile sez. III  03 luglio 2014 n. 15224  

 

 

Previdenza ed assistenza

La natura meramente ricognitiva del procedimento amministrativo preordinato all'accertamento, alla liquidazione e all'adempimento della prestazione pensionistica in favore dell'assicurato comporta che l'inosservanza, da parte del competente Istituto previdenziale, delle regole proprie del procedimento, nonché, più in generale, delle prescrizioni concernenti il giusto procedimento, dettate dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, o dei precetti di buona fede e correttezza, non dispiega incidenza sul correlato rapporto obbligatorio. Ne consegue che l'assicurato non può, in difetto dei fatti costitutivi dell'obbligazione, fondare la pretesa giudiziale di pagamento della prestazione previdenziale in ragione di disfunzioni procedimentali addebitabili all'Istituto, salva, in tal caso, la possibilità di chiedere il risarcimento del danno. Rigetta, App. L'Aquila, 14/05/2008

Cassazione civile sez. lav.  30 settembre 2014 n. 20604  

 



 
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