codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1176 codice civile: Diligenza nell’adempimento

Nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia.

Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata.


Commento

Diligenza del buon padre di famiglia: cura, attenzione e perizia che può richiedersi ad un uomo medio nell’esercizio di un’attività.

 

(1) La diligenza non va confusa con la correttezza o buona fede [v. 1175].

 

La diligenza ha una duplice valenza: oltre ad individuare le modalità dell’esecuzione della prestazione, rileva anche (e soprattutto) quale criterio di valutazione di responsabilità del debitore, anche in relazione all’art. 1218: uno standard elevato di diligenza comporta che il debitore sia in colpa già quando viola in misura minima il dovere di diligenza (colpa lieve).

 


Giurisprudenza annotata

Notaio.

Il notaio incaricato di redigere l'atto pubblico di trasferimento immobiliare, il quale abbia compitato la dichiarazione a fini INVIM, sottoscritta dal venditore, riportando quanto da questi dichiarato rispetto ai valori finali e iniziali, e abbia provveduto alla relativa registrazione senza avvertire la parte delle conseguenze derivanti da dichiarazioni non veritiere, almeno quando è ragionevolmente probabile che quelle fornite dalla parte non lo siano, pone in essere un comportamento non conforme alla diligenza qualificata richiesta dalla particolare qualificazione tecnico/giuridica della prestazione professionale - oggetto dell'incarico conferito dal cliente e quindi ricompresa nel rapporto di prestazione di opera professionale (artt. 1176, 2230 e segg. c.c.) e nel contempo intrecciata alle peculiari funzioni notarili pubblicistiche - atteso che tra i mezzi e i comportamenti rientranti nella prestazione professionale cui il notaio si è obbligato vi è quello di fornire consulenza tecnica alla parte, finalizzata non solo al raggiungimento dello scopo privatistico e pubblicistico tipico al quale l'atto rogando è preordinato, ma anche a conseguire gli effetti vantaggiosi eventualmente previsti dalla normativa fiscale e a rispettare gli obblighi imposti da tale normativa; con la conseguenza di rispondere dei danni originati da tale comportamento anche nella sola ipotesi di colpa lieve.

Cassazione civile sez. III  16 dicembre 2014 n. 26369  

 

 

Responsabilità civile

L'omessa sottoposizione del paziente ad esame neurologico integra responsabilità professionale di un sanitario per aver tenuto una condotta non conforme a prudenza, diligenza e perizia nella valutazione delle condizioni cliniche del paziente quando dai dati clinici ed anamnestici (quali ipostenia e senso di bruciore in fossa iliaca destra), tipici del deficit neurologico a livello dorsale, si rendeva necessaria una valutazione in sede neurologica (nella specie l'effettuazione della risonanza magnetica avrebbe messo in luce l'ernia D9-D10 che avrebbe dato luogo a tempestivo intervento chirurgico, per cui si sarebbero evitati i successivi danni neurologici al paziente quali paraplegia spastica).

Tribunale Milano sez. I  03 dicembre 2014 n. 14402  

 

Il sanitario è responsabile dell'esito dell'intervento operatorio (nella specie: rinosettoplastica funzionale) per aver tenuto una condotta non conforme a diligenza, prudenza e perizia nella procedura chirurgica anche in assenza di prova da parte del medico di specifici accadimenti verificatisi nel periodo post operatorio che avrebbero inciso sulla patologia del paziente (nella specie una paziente si era sottoposta ad un intervento chirurgico per risolvere la deviazione del setto nasale, a distanza di un mese dall'intervento si è scoperto che il problema perdurava).

Tribunale Milano sez. I  03 dicembre 2014 n. 14401

 

L'ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito, benché non abbia la custodia dei fondi privati che la fiancheggiano e, quindi, non sia tenuta alla loro manutenzione, ha l'obbligo di vigilare affinché dagli stessi non sorgano situazioni di pericolo per gli utenti della strada, nonché - ove, invece, esse si verifichino - quello di attivarsi per rimuoverle o farle rimuovere, sicché è in colpa, ai sensi del combinato disposto degli articoli 1176, secondo comma, cod. civ. e 2043 cod. civ., qualora, pur potendosi avvedere con l'ordinaria diligenza della situazione di pericolo, non l'abbia innanzitutto segnalata ai proprietari del fondo, né abbia adottato altri provvedimenti cautelativi, ivi compresa la chiusura della strada alla circolazione. Cassa con rinvio, App. Genova, 25/06/2008

Cassazione civile sez. III  22 ottobre 2014 n. 22330  

 

In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, posto che l'esecuzione della prestazione professionale implica una diligenza qualificata ai sensi del secondo comma dell'art. 1176 cod. civ., è in colpa il medico che, in presenza di un paziente che non possa essere adeguatamente curato nella struttura ospedaliera in cui si trova, ometta di attivarsi per tentare di disporne il trasferimento in altra più idonea struttura. Cassa con rinvio, App. Messina, 19/01/2010

Cassazione civile sez. III  22 ottobre 2014 n. 22338  

 

L'ente proprietario d'una strada aperta al pubblico transito, pur non essendo custode dei fondi privati che la fiancheggiano, né avendo alcun obbligo di provvedere alla manutenzione di essi, ha tuttavia l'obbligo di vigilare affinché dai suddetti fondi non sorgano situazioni di pericolo per gli utenti della strada e, in caso affermativo, attivarsi per rimuoverle o farle rimuovere. Ne consegue che è in colpa, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1176, comma 2, e 2043 c.c., l'ente proprietario della strada pubblica il quale, pur potendo avvedersi con l'ordinaria diligenza d'una situazione di pericolo proveniente da un fondo privato, non la segnali al proprietario di questa, né adotti altri provvedimenti cautelativi, ivi compresa la chiusura della strada alla circolazione (fattispecie relativa all'infortunio occorso al conducente di un veicolo colpito da un ramo mentre costeggiava un fondo scosceso di proprietà di un Istituto).

Cassazione civile sez. III  22 ottobre 2014 n. 22330  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti