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Art. 1177 codice civile: Obbligazione di custodire

L’obbligazione di consegnare una cosa determinata include quella di custodirla fino alla consegna.


Commento

Obbligazione di custodire: il contenuto dell’obbligo di custodia consiste nel mantenimento della cosa nello stesso stato o modo di essere in cui si trovava al momento del sorgere dell’obbligazione, evitando non solo le azioni (o le omissioni) personali, ma anche i fatti esterni che possono determinare la perdita o il deterioramento della cosa stessa (es.: il furto).

 

Cosa determinata: cosa indicata specificamente e distinta dal genere cui appartiene (es.: la «Gioconda» di Leonardo, quale cosa specifica appartenente al genere quadri) [v. 1182].

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Deposito

Qualora la prestazione dovuta sia la consegna di un bene, ai sensi dell’art. 1177 cc, l’obbligazione di consegnare una cosa determinata include quella di custodirla fino alla consegna. La responsabilità del custode ha natura oggettiva e presuppone non la colpa del custode ma la mera esistenza d’un nesso causale, tra la cosa ed il danno. Essa è perciò esclusa solo dalla prova del fortuito, nel quale può rientrare anche la condotta della stessa vittima, ma, nella valutazione dell’apporto causale da quest’ultima fornito alla produzione dell’evento, il giudice deve tenere conto della natura della cosa e delle modalità che in concreto e normalmente ne caratterizzano la fruizione.

Tribunale Arezzo  04 agosto 2014 n. 863  

 

 

Trasporto

Nell'ambito di un contratto di trasporto e custodia valori, la consegna delle chiavi della cassaforte determina il perfezionarsi di un ordinario contratto di deposito dal quale scaturiscono le relative obbligazioni a carico delle parti. In tal caso pertanto, oltre all'obbligazione tipica del vettore, sorge anche l'obbligo di custodia tanto delle chiavi che dei valori immessi nella cassaforte e, in caso di furto della cosa depositata, il depositario non è esente da responsabilità ove si limiti a dimostrare di avere usato nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia prescritta dall'art. 1768 cod. civ., ma deve provare a mente dell'art. 1218 cod. civ. che l'inadempimento sia derivato da causa a lui non imputabile. Cassa con rinvio, App. Milano, 09/01/2009

Cassazione civile sez. III  25 novembre 2013 n. 26353  

 

 

Vendita

In tema di compravendita, grava sul venditore, in quanto tenuto a consegnare la cosa al compratore, ai sensi dell'art. 1476, n. 1), cod., civ., altresì l'obbligo strumentale di custodire la stessa fino al momento del suo effettivo trasferimento all'acquirente, conservandola nella consistenza materiale e giuridica sussistente all'epoca del contratto; ne consegue che il medesimo venditore è passivamente legittimato con riguardo all'azione proposta dal compratore per il risarcimento dei danni derivanti dal mancato godimento del bene compravenduto, quale effetto dell'alienazione della cosa a terzi operata prima della sua consegna all'originario acquirente. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che aveva negato la pretesa risarcitoria azionata nei confronti del venditore dal compratore di un appartamento, il quale, ottenuta la declaratoria giudiziale di nullità della clausola negoziale di riserva di proprietà dell'area destinata a parcheggio condominiale, non aveva potuto fruire del diritto d'uso riconosciutogli, essendo stata detta area già trasferita ad altri soggetti). Cassa con rinvio, App. Palermo, 21/04/2009

Cassazione civile sez. II  29 marzo 2013 n. 7957  

 

 

Ripetizione dell'indebito

In materia di vendita, il compratore il quale, lamentando vizi della merce acquistata, la restituisca al venditore e non ne accetti poi la riconsegna, può comunque agire, ove sia esclusa la sussistenza dei vizi e perciò la risoluzione del contratto, per la ripetizione dell'indebito, a norma dell'art. 2037 c.c., rinvenendosi il presupposto della traditio nel ricevimento da parte del venditore di cose ormai di proprietà dell'acquirente. Sulla parte venditrice, che riceva in restituzione la merce e non si liberi dall'obbligo di consegna mediante il deposito di cui all'art. 1210 c.c. o attraverso la procedura di vendita di cui all'art. 1211 c.c., grava un obbligo di ripetizione e/o custodia delle cose, ancorché essa si sia adoperata per il ritrasferimento alla parte acquirente e questa l'abbia rifiutato.

Cassazione civile sez. II  08 gennaio 2013 n. 267  

 

 

Lavoro autonomo

L'affidamento ad un soggetto qualificato di capi d'abbigliamento per il loro lavaggio integra un contratto d'opera, che include ai sensi dell'art. 1177 c.c. l'obbligazione di custodire la merce fino alla riconsegna nei modi dovuti, per cui risponde di inadempimento all'accessoria obbligazione di custodia colui che si è obbligato alla relativa prestazione tipica del contratto concluso,qualora la merce consegnata va perduta o distrutta. In tal caso, il depositario è tenuto a provare, se la cosa va perduta o distrutta, di avere osservato la diligenza del buon padre di famiglia, ossia che la perdita o la distruzione è avvenuta per causa a lui non imputabile.

Cassazione civile sez. III  03 febbraio 2012 n. 1619  

 

Il prestatore d'opera, se conviene con il committente di prendere in consegna il bene per l'esecuzione della prestazione principale su di esso, assume, ai sensi degli art. 2222 e 1177 c.c., anche l'obbligo accessorio di custodirlo fino alla riconsegna, pure in caso di deposito a titolo gratuito o di cortesia. (Principio enunciato in fattispecie in cui un'auto, consegnata, per il lavaggio, dal suo proprietario al gestore di una stazione di servizio, era stata rubata mentre era parcheggiata sul piazzale del distributore, chiusa a chiave dal gestore che aveva riposto la chiave in una bacheca non chiusa ubicata nel locale della cassa, accessibile a chiunque, senza, perciò, che il depositario avesse adottato tutte le cautele idonee a superare la presunzione di colpa a suo carico).

Cassazione civile sez. III  18 settembre 2008 n. 23845  

 

Responsabilità civile

L'istituzione da parte dei comuni di aree di sosta a pagamento ai sensi dell'art. 7, comma 1, lett. f), d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada), non comporta l'assunzione da parte del gestore dell'obbligo di custodire i veicoli su di esse parcheggiati, qualora l'avviso "parcheggio incustodito" sia esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto (nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice del merito, che, escludendo la configurabilità di una responsabilità "ex recepto" del gestore del parcheggio sorvegliato senza custodia sito in prossimità di una stazione della metropolitana milanese, aveva respinto la domanda posta nei suoi confronti dall'assicuratore dell'utente, ai sensi dell'art. 1916 c.c., per il recupero della somma versata al proprio assicurato a titolo di indennizzo).

Cassazione civile sez. un.  28 giugno 2011 n. 14319  

 

 

Divisione

L'accoglimento della domanda di retratto successorio, togliendo causa, con effetto retroattivo, alle attribuzioni patrimoniali del contratto, comporta, per effetto naturale del suo carattere restitutorio, che il retrattato ha diritto ad ottenere, anche se non li ha richiesti, gli interessi legali sul prezzo che il retraente deve corrispondergli, sebbene il relativo obbligo abbia per oggetto un debito di valuta, soggetto al principio nominalistico.

Cassazione civile sez. III  24 febbraio 2010 n. 4497  

 

 

Obbligazioni e contratti

Poiché l'obbligazione di consegnare una cosa determinata include, ai sensi dell'art. 1177 c.c., quella di custodirla fino alla consegna, risponde di inadempimento all'obbligazione accessoria di adeguata custodia - in relazione al furto avvenuto in un cantiere edilizio - l'appaltatore che non dimostri di avere adottato tutte le precauzioni suggerite dall'ordinaria diligenza, senza che possa rilevare l'avvenuta cessazione del rapporto principale di appalto (nella specie, per la risoluzione di diritto, ex art. 81 del r.d. n. 267 del 1942, a seguito della sottoposizione della committente a liquidazione coatta amministrativa), atteso che l'obbligo di custodia è correlato alla detenzione dei beni affidati all'appaltatore e non all'attualità del rapporto di appalto, al quale esso sopravvive.

Cassazione civile sez. II  30 settembre 2009 n. 20995

 

 

Fallimento

In tema di appalto, l'esaurimento o lo scioglimento, per qualsiasi causa, del rapporto dà luogo, a carico dell'appaltatore, non solo all'obbligo di lasciare liberi gli immobili del committente sui quali avrebbero dovuto compiersi le opere, ma anche quello di restituire le cose mobili eventualmente ed a tal fine ricevute in consegna. Tale obbligazione, proprio perché derivante dal venir meno delle esigenze, in funzione delle quali si giustificava la detenzione di tali beni, non può che sorgere nel momento in cui tale cessazione si sia verificata; ne consegue, pertanto, che, fino a quando la stessa non sia stata comunque adempiuta, mediante la consegna all'avente diritto, l'appaltatore continua, nonostante la cessazione del rapporto principale di appalto, ad essere detentore dei beni in questione e, pertanto, tenuto alla relativa custodia (in applicazione del suesposto principio la Corte ha escluso che il fallimento dell'appaltatore liberasse lo stesso dall'obbligo di custodire i beni ricevuti in consegna, permanendo il solo obbligo di liberare l'area occupata dal cantiere).

Cassazione civile sez. II  30 settembre 2009 n. 20995  

 

Nell'ipotesi in cui, prima della dichiarazione di fallimento, sia stata iniziata da un creditore l'espropriazione di immobili del fallito, a norma dell'art. 107 l. fall., il curatore si sostituisce al creditore istante, e tale sostituzione opera di diritto, senza che sia necessario un intervento da parte del curatore o un provvedimento di sostituzione da parte del giudice dell'esecuzione e, se non sia stato nominato un custode diverso dal debitore, anche la custodia dei beni pignorati si trasferisce immediatamente in capo al curatore, ex art. 42 l. fall. e 559 c.p.c. Ne consegue che, in caso di danni subiti da un immobile acquistato all'incanto in sede di esecuzione individuale e rimasto privo di custodia tra l'aggiudicazione e la consegna, della relativa obbligazione risarcitoria risponde la massa, dovendosi pertanto ammettere il relativo credito, ove insinuato al passivo, tra quelli prededucibili ex art. 111, n. 1, l. fall.

Cassazione civile sez. I  08 maggio 2009 n. 10599  



 
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