Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 1178 codice civile: Obbligazione generica

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Quando l’obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose determinate soltanto nel genere, il debitore deve prestare cose di qualità non inferiore alla media.

Commento

Cosa determinata solo nel genere: è la cosa presa in considerazione non nella sua individualità specifica, ma per l’appartenenza ad un genere, ossia ad una categoria di cose aventi caratteri comuni (es.: 10 litri di vino).

 

Le obbligazioni generiche si caratterizzano per essere sottoposte a talune regole particolari, tra cui quella della non configurabilità dell’impossibilità sopravvenuta (genus numquam perit [v. 1256]) e quella relativa all’individuazione del momento del trasferimento della proprietà [v. 1378].

 

Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Non è affetto da nullità, per indeterminabilità dell'oggetto, il contratto con il quale si prevede il trasferimento di un certo numero di rami d'azienda, non espressamente individuati tra i tanti di cui sia titolare l'obbligato, con le relative concessioni per la gestione di stazioni di servizio per la distribuzione di carburanti, venendo in rilievo un'obbligazione avente ad oggetto cose determinate solo nel genere, espressamente disciplinata dall'art. 1178 cod. civ., che impone al debitore di prestare cose di qualità non inferiore alla media. Cassa con rinvio, App. Roma, 07/12/2005

Cassazione civile sez. I  11 luglio 2013 n. 17200  

 

Pronunciata condanna a consegnare un determinato quantitativo di prodotti caratterizzati, all'interno di un più ampio genere, dal fatto di essere distinti da uno specifico marchio o, in difetto, a pagarne l'equivalente pecuniario, se prima dell'adempimento siano cessate la produzione e la commercializzazione dei prodotti distinti da quel marchio deve considerarsi venuto meno il particolare genere di loro appartenenza e il debitore può liberarsi soltanto pagandone l'equivalente pecuniario, senza potere pretendere di consegnare prodotti fabbricati ai soli fini dell'adempimento ancorché con apposizione del marchio dismesso.

Tribunale Milano  22 luglio 1996

 

Il contratto con cui il proprietario di un fondo ne affida una porzione ad un soggetto, il quale s'impegna ad impiantarvi un vigneto con l'intesa che la metà del vigneto stesso sarà a lui trasferita quale corrispettivo dell'opera prestata, non è nullo per indeterminatezza assoluta dell'oggetto ove le parti abbiano stabilito la maggiore estensione dalla quale operare il distacco e le dimissioni esatte del terreno da trasferire risultino dal contratto.

Cassazione civile sez. II  08 novembre 1983 n. 6588  

 

Quando un negozio debba redigersi per iscritto "ad substantiam", l'incontro delle volontà su tutti gli elementi essenziali del negozio deve risultare dallo scritto, sicché la determinazione o determinabilità dell'oggetto non può ricavarsi "aliunde". Il requisito della determinabilità dell'oggetto in un contratto preliminare o definitivo di compravendita di un terreno da staccarsi da una maggiore estensione, qualora si accerti che questa è considerata dalle parti, come "genus", sussiste quando, essendo stata individuata in contratto per iscritto la maggiore estensione dalla quale operare il distacco, e stabilita per iscritto la misura esatta della estensione da distaccare, per la determinazione di quest'ultima null'altro occorra se non l'adempimento del debitore, il quale, senza che sia richiesta alcuna nuova manifestazione di volontà delle parti, deve prestare il "genus limitatum" attenendosi al disposto dell'art. 1178 c.c.

Cassazione civile sez. II  08 novembre 1983 n. 6588  

 

 

Possesso

Nel caso di spoglio posto in essere con più atti, il termine di un anno per l'esercizio delle azioni possessorie decorre dal primo atto quando quelli successivi risultino obiettivamente legati al primo, in dipendenza dei caratteri intrinseci e specifici degli atti stessi, così da profilarsi come progressiva estrinsecazione di un medesimo disegno dello stesso iter esecutivo o come manifestazione di una stessa ed unica situazione lesiva dell'altrui possesso secondo l'incensurabile apprezzamento del giudice del merito.

Cassazione civile sez. II  12 agosto 2002 n. 12173  

 

 

Vendita

Anche rispetto ai beni immobili, per loro natura infungibili e quindi insuscettibili di essere considerati senza specificazione, è configurabile la vendita di "genus" con riferimento al "genus limitatum", come nel caso di vendita di una porzione solo quantitativamente indicata compresa nella maggiore estensione di un fondo. In tale caso il venditore altro non deve fare che prestare il "genus limitatum" attenendosi al disposto dell'art. 1178 c.c., secondo cui, quando l'obbligazione ha per oggetto cose determinate solo nel "genus", il debitore deve prestare cose di qualità non inferiore alla media.

Cassazione civile sez. II  04 febbraio 1992 n. 1194  

 

Il requisito formale della determinabilità dell'oggetto, in un contratto preliminare (o definitivo) di compravendita di un terreno da staccarsi da una maggiore estensione, qualora si accerti che questa è considerata dalle parti come genus, sussiste quando, essendo stata individuata in contrasto, per iscritto, la maggiore estensione dalla quale operare il distacco, e stabilita, per iscritto, la misura dell'estensione da distaccare, per la determinazione di quest'ultima null'altro occorra se non l'adempimento del debitore, il quale, senza che sia richiesta alcuna nuova manifestazione di volontà delle parti, deve prestare il "genus limitatum" attenendosi al disposto dell'art. 1178 c.c.

Cassazione civile sez. II  08 novembre 1983 n. 6588  

 

 

Fallimento

La revocatoria fallimentare del negozio traslativo di determinate merci, delle quali non sia possibile la restituzione, comporta l'obbligo di consegna del tant undem solo quando si tratti di beni fungibili ed il suddetto negozio fornisca elementi sufficienti per l'individuazione del genus di appartenenza dei beni medesimi, mentre, in difetto di tali indicazioni (nella specie, trattandosi del trasferimento di bottiglie di whisky senza precisazione di marca, volume, annata), determina l'insorgere dell'obbligo di corrispondere l'equivalente pecuniario, secondo il valore dato a quelle merci dalle parti all'atto della stipulazione del negozio revocato, tenendo conto della sopravvenuta svalutazione monetaria fino alla data della decisione.

Cassazione civile sez. I  17 gennaio 1983 n. 347  

 



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