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Art. 1179 codice civile: Obbligo di garanzia

Chi è tenuto a dare una garanzia, senza che ne siano determinati il modo e la forma, può prestare a sua scelta un’idonea garanzia reale o personale, ovvero altra sufficiente cautela (1).


Commento

Garanzia: è ogni strumento giuridico teso a rafforzare le probabilità di soddisfacimento del credito.

 

Garanzia reale: è la garanzia che riserva al soddisfacimento del creditore determinati beni, del debitore o di un terzo, sui quali si costituisce un diritto reale (privilegio [v. 2745], pegno [v. 2784], ipoteca [v. 2808]).

 

Garanzia personale: è la garanzia effettuata aggiungendo al patrimonio personale del debitore [v. 2740], altri patrimoni di altri soggetti, sui quali può soddisfarsi il creditore in caso di inadempimento (es.: fideiussione) [v. 1936].

 

(1) Ad esempio, una consistente cauzione in denaro.

 


Giurisprudenza annotata

Possesso.

Non sussistono i presupposti per accogliere il ricorso con cui la convivente "more uxorio" del proprietario di un appartamento, lamentando la sostituzione della serratura della porta e la chiusura del cancello con un lucchetto, chieda la reintegrazione del possesso o nella detenzione, nonché la cessazione di ogni molestia o turbativa (nella specie, il proprietario aveva provveduto ad assegnare alla ricorrente un termine per provvedere al rilascio dell'alloggio, mentre quest'ultima, per un verso, si era limitata a richiedere il tempo necessario per trovare una soluzione soddisfacente e, per altro verso, aveva altresì asportato dall'immobile i propri effetti personali).

Tribunale Belluno  31 ottobre 2008

 

La proposizione della domanda di merito possessorio, quando è ancora in corso il procedimento interdettale, non costituisce questione di inammissibilità. Posta la natura bifasica del procedimento possessorio, così come non è ostacolata la concentrazione delle due fasi qualora gli elementi raccolti siano sufficienti all’emissione di un unico provvedimento conclusivo dell’intero procedimento; così l’aver iniziato un procedimento possessorio interdettale, consente la richiesta della completa e piena tutela possessoria in altro procedimento. Allo stesso modo qualora nell’unico procedimento, finita la fase interdettale fosse stato applicato alle parti un termine per introdurre il giudizio di merito, nessun vincolo avrebbe imposto al richiedente la tutela possessoria di attendere la fine della fase interdettale per iniziare quella relativa al merito possessorio.

Corte appello Salerno  07 novembre 2005 n. 615  

 

Ai fini dell'applicazione dell'art. 704 c.p.c. (a norma del quale ogni domanda relativa al possesso, per fatti avvenuti durante la pendenza del giudizio petitorio, va proposta davanti al giudice di quest'ultimo, dovendo il pretore eventualmente adito limitarsi ad emettere i soli provvedimenti temporanei) la natura petitoria del giudizio può essere legittimamente ravvisata soltanto in relazione a controversie in cui sia in discussione il diritto di proprietà o altro diritto reale afferente al bene oggetto della tutela possessoria, e non anche a quelle che, pur avendo ad oggetto la cosa su cui si controverte nel giudizio possessorio, siano, però, originate da pretese (di carattere restitutorio, recuperatorio o di altro genere) comunque fondate su rapporti obbligatori, quale l'azione intesa ad ottenere, ai sensi dell'art. 2932 c.c., una sentenza produttiva degli effetti di un contratto preliminare di vendita non concluso ed avente, come oggetto, lo stesso bene di cui al giudizio possessorio, con conseguente esclusione, in tal caso, di ogni vis tractiva del giudizio pendente innanzi al tribunale.

Cassazione civile sez. II  08 settembre 1997 n. 8716  

 

 

Obbligazioni e contratti

Come fattispecie negoziale con causa di garanzia, diretta a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico (che oltre alle tipiche garanzie reali e personali riconosce nell'art. 1179 c.c. altre forme di "sufficiente tutela", rimettendone il regolamento alla autonomia contrattuale), la lettera di "patronage" c.d. impegnativa, in ragione del suo carattere "unilaterale", non crea una posizione di obbligo nel destinatario circa l'erogazione del credito, ma comporta nel patrocinante l'assunzione della obbligazione - di un promesso determinato "fare" - in caso di esecuzione (perciò spontanea) della prestazione da parte del beneficiario, con conseguente responsabilità indennitaria del patrocinante inadempiente, esposto all'azione risarcitoria del creditore anziché alla pretesa di adempimento della stessa prestazione cui è tenuto il patrocinato.

Cassazione civile sez. I  25 settembre 2001 n. 11987  

 

In tema di rescissione per lesione di un contratto di vendita di immobile gravato da ipoteca, al fine di stabilire il corrispettivo deve tenersi conto del prezzo dichiarato dalle parti e non anche dell'importo del debito ipotecario, a meno che non vi sia stato da parte dell'acquirente un accollo del debito stesso con espressa liberazione del debitore atteso che, in mancanza, l'incidenza economica del debito rimane a carico del patrimonio dell'alienante, come si evince dal disposto dell'art. 2866 c.c., secondo cui il terzo che ha pagato i creditori iscritti ovvero ha rilasciato l'immobile o sofferto l'espropriazione ha ragione d'indennità verso il suo autore, anche se si tratta di acquisto a titolo gratuito.

Cassazione civile sez. II  26 ottobre 1989 n. 4412  

 

 

Radio e televisione

Il diritto di installare antenne radio e televisive su beni di proprietà esclusiva altrui, da parte dell'abitante dell'immobile, costituisce una facoltà che attiene all'esercizio dell'ampio diritto primario, riconosciuto dall'art. 21 cost., alla libera manifestazione del pensiero, attraverso qualsiasi mezzo di diffusione, spettante ad ogni cittadino, sia come destinatario delle manifestazioni di pensiero altrui (diritto all'informazione), comportante l'installazione di antenna ricevente, sia come soggetto attivo della manifestazione stessa (diritto alla diffusione), comportante l'installazione di antenna trasmittente: diritto che, nel predetto duplice aspetto, regolamentato dalla p.a., non incontra altro limite, nei rapporti tra privati, se non quello di non ostacolare il pari diritto degli altri e di non pregiudicare l'esercizio di diritti di altra natura quale quello di proprietà con il libero godimento dell'immobile.

Cassazione civile sez. II  16 dicembre 1983 n. 7418  



 
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